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ANED

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Calvino, Levi e i buchi neri

Nell’aprile del 1975 la rivista «Le Scienze», edizione italiana di «Scientific American», pubblica la traduzione di un articolo sui buchi neri. Il titolo in originale è The Search for Black Holes e l’autore lo scienziato Kip S. Thorne. La rivista è molto seguita in quel periodo in Italia e tra i suoi lettori affezionati ci sono anche due scrittori assai noti: Italo Calvino e Primo Levi. L’autore di Le cosmicomiche ne parla nel mese di settembre sul «Corriere della Sera» nella sua rubrica «Osservatorio del signor Palomar», titolo: I buchi neri. Calvino nota che da alcune settimane tutti gli amici con cui il suo alter ego, il signor Palomar, parla, finiscono sempre per affrontare l’argomento dei buchi neri. Il pezzo è un efficace riassunto degli argomenti sviluppati da Thorne, che si alternano a riflessioni di tipo filosofico e antropologico sul posto dell’uomo nell’universo.   Il tema appassiona Calvino da decenni, almeno dagli anni Quaranta, e ha trovato spazio nella sua opera narrativa, in particolare in Le cosmicomiche. Il cambio di paradigma in corso, osserva lo...

Partigia. L'ibrido e il grigio

Il commento lucidissimo di Marco Belpoliti uscito su doppiozero sul libro Partigia di Sergio Luzzatto e sullo strano rapporto in esso tra autobiografia, estetica del racconto e ricerca storiografica segna un momento importante nel dibattito accorato, traumatico per alcuni, esploso intorno al libro dal 16 aprile scorso in poi.     Puntando sulla presenza di Luzzatto stesso come personaggio principale del racconto, Belpoliti sposta l'attenzione dall'impossibile giallo dell'uccisione dei due giovani partigiani da parte della banda di Levi nel 1943 – lasciato irrisolto nei suoi elementi essenziali da Luzzatto, come ci spiega Belpoliti – e verso il valore attuale, di cui il libro e' un sintomo illuminante, della Resistenza, della figura di Primo Levi, e della Shoah in generale nell'Italia stravolta del nuovo millennio. Sono le confusioni del presente nei suoi rapporti col passato, a segnare l'importanza il libro, oltre all'abile operato dello storico di mestiere. Come risposta a Belpoliti e in dialogo con Partigia, riprendo qui un intervento pubblicato il 13.09.2013 su "Storicamente" [Robert S.C. Gordon, Shoah, letteratura e zona grigia in Partigia, «Storicamente», 9 (...

Contro il Giorno della Memoria?

Va dritto al centro del problema il libro di Robert S. C. Gordon, Scolpitelo nei cuori. L’Olocausto nella cultura italiana (1944-2010) (Bollati Boringhieri, pp. 345, €27): come l’Italia ha recepito negli ultimi settant’anni l’Olocausto, ovvero lo sterminio degli ebrei? Ha occultato e misconosciuto la dimensione ebraica dello sterminio? Ne ha fatto un evento centrale della storia moderna? La narrazione dominante nel dopoguerra è stata quella della Resistenza, che ha finito per inglobare anche l’Olocausto, come mostra anche il libro di Primo Levi, Se questo è un uomo, uscito nel 1947. Nonostante il suo tardivo successo, dalla fine degli anni Sessanta, Se questo è un uomo è senza dubbio il libro di un ebreo laico, ex partigiano, improntato a un umanesimo di fondo venato di antropologia.     Gordon mette bene in mostra, sin dalle prime pagine, come il mito della Resistenza abbia coinvolto organizzazioni come l’ANED, l’associazione degli ex deportati, che pure hanno avuto un ruolo centrale nella testimonianza, studio e memoria dello sterminio ebraico. Nella storia intricata del settembre 1943 si presentano insieme questioni prodotte dalle vicende accadute: caduta di...