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Biennale Teatro Venezia

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La Biennale Teatro di Venezia

Aperta dal Leone d’oro a Romeo Castellucci, “per la sua capacità di creare un nuovo linguaggio scenico in cui si mescolano il teatro, la musica e le arti plastiche”, per il suo aver creato spettacoli-sogno e aver scrutato, cum figuris, negli incubi, in attesa dell’esploratrice dell’orrore di vivere Angelica Liddell, Leone d’argento, la Biennale Teatro di Venezia nella sua fase inziale è attestata saldamente sulla drammaturgia internazionale.   Premiazione Leoni: Baratta, Castellucci, Liddell, Rigola   I nomi della tranche iniziale di una rassegna collocata dal direttore artistico, lo spagnolo Àlex Rigola, nei primi giorni agosto - tra torme di turisti asfissiati dall’afa in ciabatte, short, o braghettoni, in una Venezia resa ancora più irreale dal caldo umido e penetrante - sono quelli di registi, spesso anche autori e interpreti, che raccontano il mondo con la vecchia arte della parola, classica o contemporanea, di variazione su un tema dato o d’invenzione. Si va a teatro dalle 19 (a parte la sciagurata idea di qualche recita alle 15, all’Arsenale, raggiungibile o sotto il...

Qualche idea di regia

A dispetto dell’impolveramento a cui sembrano destinati tanti padri nobili del modernismo italiano – quanto più canonizzati, tanto più evitati quando non addirittura snobbati – si potrebbe dire che Questa sera si recita a soggetto (e con esso tutta la trilogia del teatro nel teatro) di Pirandello sia un testo di grande attualità. Innanzitutto perché, ai suoi tempi, lo fu: un intervento davvero “a caldo” su un tema cocente come l’avvento della regia e la resistenza opposta dalle compagnie d’attore. Ma anche perché, a volte con un po’ di sorpresa, il Pirandello meta-teatrale si scopre ripreso e riutilizzato dalle frange più insospettabili dell’avanguardia e del Nuovo Teatro. I sei personaggi, allestito da Pitoëff, fu recensito da un entusiasta Artaud, che ne fece un terreno di analisi vibrante quasi alla pari di quell’esperienza della performatività balinese che continua a scuotere animi e studiosi dalla lontana Expo parigina del ’31. Questa sera, poi, fu uno dei primi spettacoli del Living Theatre e, a quanto pare, a Julian Beck rimase appiccicato un simpatico...

Gabriela Carrizo

  Scenari intimi, concentrazioni sulle dinamiche che presiedono i rapporti interpersonali, un vertiginoso iperrealismo che si sgretola in uno spiccato gusto per l’onirico e il surreale, i lavori di Peeping Tom da qualche anno stanno battendo i palcoscenici di mezzo mondo con una forma di teatro-danza capace di porre in dialogo diverse discipline – dalla dimensione quasi circense alla prospettiva cinematografica – in un equilibrio fra le arti di difficile catalogazione. È la stessa Gabriela Carrizo (coreografa d’origine argentina e co-fondatrice del gruppo con Franck Chartier) a segnare i fondamenti di questa prospettiva, direttamente dal laboratorio che sta tenendo in questi giorni per la Biennale Teatro in quell’isola nell’isola che è la Fondazione Cini di San Giorgio: «We are not here to make theatre or dance or something like this: we are here to show our ideas», non siamo qui per fare danza o teatro o qualcosa del genere, ma per mostrare le nostre idee – poco importa che poi esse siano afferibili alla prosa o alla recitazione, che pertengano al fare coreutico o al mondo del cinema.   Una...