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Lotta Continua

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Perplessi dal coro di laudatio / Pannella e il suo cupio dissolvi

Lascia perplessi il coro unanime di laudatio alla morte di Marco Pannella.   La memoria del nostro spirito pubblico è, come da lunga e triste tradizione, molto labile. Ricordare Pannella significa invece mettere al centro la sua capacità “divisiva”, il suo creare conflitti e scontri. Perché era un democratico liberale – e libertario – fino in fondo. Perché sapeva che senza conflitto non ci sono né libertà né democrazia. L’unanimismo, le “ammucchiate” come amava dire, gli facevano orrore. Solo nel confronto aperto, diretto, violento a parole quanto disarmato nei gesti, poteva emergere un incontro tra posizioni diverse. Certo, le sue, quelle dei radicali, non ammettevano incrinature dall’impostazione originale. Cocciuto come un mulo molisano (uno dei suoi tanti modi di definirsi) Pannella trascinava se stesso e i suoi in uno scontro a testa bassa, contro tutto e tutti senza arretrare di un millimetro. Questa nettezza nei giudizi e nelle scelte gli è valsa una valanga di nemici, soprattutto a sinistra. Il disprezzo sarcastico e supponente fino ad espressioni di purissimo odio con cui veniva trattato dai comunisti degli anni del compromesso storico era frutto di una...

Mauro Rostagno, l'uomo in più

Con la sentenza del 15 maggio di quest’anno i boss mafiosi Vincenzo Virga e Vito Mazzara sono stati riconosciuti colpevoli quali mandanti dell’omicidio di Mauro Rostagno avvenuto il 26 settembre del 1988. In questi 26 anni attorno all’omicidio del sociologo si sono fatte congetture di ogni tipo, alcune solo di stampo scandalistico, altre (ben più gravi) addirittura da parte della stessa magistratura: un guazzabuglio in cui stupidità e dabbenaggine non sono che il contorno d’intenti diffamatori e di trame d’insabbiamento. Di questi ventisei anni racconta Reagì Mauro Rostagno sorridendo di Adriano Sofri (Sellerio, 2014) che partendo dal processo e alternando ricordi personali dell’amico ricostruisce i fatti con cura e aderenza. Una contabilità emotiva capace di restituire in pochi tratti il corpo vivo di Rostagno e il grigiore freddo e omicida di una società che da trent’anni sembra avere sempre più confuso i propri atti mancati con le proprie intenzioni.     Si dice di Mauro Rostagno che è stato tante vite, si ricordano spesso i suoi anni come leader studentesco a Trento e...

La motocicletta di Moro

Una nuova rivelazione – l’ennesima – cade sul cosiddetto caso Moro, ma non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Infatti ciò avviene alla vigilia dell’istituzione di una nuova Commissione di inchiesta parlamentare sulla tragica vicenda ed è verosimile aspettarsi che altri segnali di questo tipo si susseguiranno nei prossimi mesi.   Con senso di responsabilità e doverosa prudenza bisognerà verificare l’attendibilità di queste nuove informazioni. E, anche in questo caso, siamo sicuri che la magistratura non mancherà di accertarne la fondatezza.   A quanto è dato conoscere, ci troviamo davanti a un ispettore di polizia in pensione il quale sostiene che sulla moto Honda presente in via Fani c’erano due agenti segreti al servizio del colonnello dei carabinieri Camillo Guglielmi (effettivamente presente in prossimità della scena dell’agguato pochi minuti dopo il fatto) con il «compito di proteggere le Br nella loro azione da disturbi di qualsiasi genere». I due agenti, però, non possono essere ascoltati perché sono entrambi defunti e l’arma che...

Luigi Manconi. La musica è leggera

Negli ultimi anni in Italia i libri sulla canzone, e in generale su quella che gli anglosassoni chiamano popular music, si sono moltiplicati. Il loro taglio è assai vario ed eterogeneo: si va dalle monografie più o meno agiografiche alle interviste (auto)celebrative, dagli album fotografici alle antologie e ai dizionari, dagli studi sociologici, storici, linguistici, alle analisi più propriamente musicologiche (molto molto rare). A prevalere, comunque, è lo sguardo devoto del fan. Anche nei saggi di carattere più accademico, sembra di avvertire ad ogni riga lo sforzo che l’autore fa per dissimulare il proprio personale coinvolgimento in questo insidiosissimo oggetto d’indagine. Studiare Mogol-Battisti non è come studiare l’abate Zanella o la fotosintesi clorofilliana; nemmeno il cattedratico più rigoroso riesce a dimenticare di essere (stato) un ragazzo italiano, un figlio come tanti del Paese dei Cantautori: quando si occupa dell’opera di Vasco, il distacco scientifico è sempre sul punto di sciogliersi in un coro da gita scolastica. Su ogni pagina aleggia la scena del film di Nanni Moretti (Bianca,...

Roan Johnson. I primi della lista

Hitchcock diceva che per fare un buon film servono tre ingredienti: una buona storia, una buona storia e una buona storia. E se questo è vero l’opera di questo trentasettenne pisano di padre inglese è decisamente un buon film. Forse non entrerà nella storia del cinema - come Hitchcock... - o nei libri che questa storia studiano, forse non introdurrà nuove sfide formali o sposterà i confini della narrazione, ma la storia che racconta è davvero una buona storia. E di questi tempi ci pare già un miracolo.   Johnson narra di questo soggetto capitatogli tra le mani quasi per caso e scritto da tale Renzo Lulli, classe 1951, residente in Marocco e produttore di sculture in legno: già solo su carta un personaggio. Il Lulli racconta di una disavventura piuttosto bislacca occorsa, nel giugno del 1970, a lui, al compagno di lotta politica e musicale Fabio Gismondi e all’allora già celebre, almeno localmente, Pino Masi, cantautore impegnato noto per aver fondato il Canzoniere Pisano, avere scritto la Ballata del Pinelli e composto l’inno di Lotta Continua.     Il Gismondi e il Lulli...