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Biella

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Tropici, farfalle, immigrati e clandestini

Fantastiche, le farfalle tropicali sono davvero fantastiche! Questo pensavo quando, da ragazzino, consultavo le pagine del piccolo manuale sulle farfalle che noi chiamavamo, affettuosamente, “il Martello”. Insetti enormi, coloratissimi, iridescenti, impensabili. C’erano le fotografie degli stupendi Morpho dell’Amazzonia – farfallone blu come il cielo e lucide come specchi – e delle ornitottere delle Molucche e della Nuova Guinea – insetti giganti, dai colori verdi, blu, arancio brillanti con bande nere opache: le più prestigiose tra tutte le farfalle, pagate a peso d’oro dai collezionisti e protette, oggi, dal commercio folle da parte dei Paesi che le ospitano. E ancora le eliconidi della foresta pluviale amazzonica – farfalle colorate di rosso-nero e bianco, che volano lievi come libellule; e le danaidi arancioni, quelle della stessa famiglia delle monarca, le farfalle notissime a tutti, che migrano dal Messico al Canada seguendo un istinto, che non si comprende appieno, da migliaia di anni. Vedendo quelle immagini, un po’ si soffriva pensando ai nostri praterelli collinari ove ci si imbatteva sempre e solo...

La falena dell’Acheronte

Ad interessarmi, in quei primi anni, erano quasi solo le farfalle, intendo, le farfalle diurne, quelle che in gergo tecnico si chiamano “ropaloceri”, ovvero “antenne a clava”, essendo questa la caratteristica-chiave che le contraddistingue dalle farfalle notturne, le falene, quelle che hanno antenne di varia forma: filiformi, piumose, a pettine, e così via.   Erano solo le farfalle diurne, dicevo, quelle che mi ossessionavano quando uscivo con il mio retino a caccia: multicolori, bellissime, eleganti, furtive, astute, leggere, veloci. Ma attenzione, lettore: il mondo delle farfalle sensu lato comprende anche la ben più abbondante categoria delle falene che sono 10 volte più numerose delle farfalle. Al mondo vi sono quasi 170.000 specie di farfalle, ed il 90% di esse sono falene. In Europa, ad esempio, abbiamo meno di 500 specie di farfalle diurne su di un totale di 5000. Ma l’interesse per le falene era davvero minimo nei primi anni di ricerche ed esplorazioni per i prati ed i boschi del Biellese. Infatti, questi esseri sono spesso grigiastri, bruni, smorti, monotoni, scuri, pelosi, dal grande corpo e dall’...

Appunti di un lepidotterologo

Molti decenni sono trascorsi dal momento in cui presi coscienza che le farfalle, questi delicati insetti – simbolo estremo di ogni metamorfosi – che nella loro esistenza si trasformano incredibilmente da “vermi” a stupendi arcobaleni volanti, erano davvero la raison d’être delle mie lunghe giornate all’aperto in quelle memorabili e interminabili estati dell’infanzia.   In effetti, al contrario delle rare giornate in cui oggi mi immergo nella natura - che si concludono velocemente (e con gran pena) in poche ore - chissà perché quei giorni gai d’infanzia non finivano mai. Parevano non finire mai neppure le estati, almeno nella loro prima parte (l’ultimo mese viaggiava alla velocità della luce): la mia percezione del tempo allora era quasi certamente alterata dall’entusiasmo giovanile, segno che, in fondo, il tempo non esiste se non nella nostra immaginazione ed interpretazione di ciò che avviene intorno a noi.   Ebbene, a quei tempi vivevo a Vallemosso, nel Biellese, paese tessile incassato in una stretta valle, ferito gravemente dall’alluvione del Novembre 1968....