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Hollywood

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Divismo

Il divismo può essere probabilmente rintracciato in tutte civiltà umane. Nelle società contemporanee però svolge un ruolo particolarmente importante, perché in tali società il modello delle star del mondo dello spettacolo è diventato fondamentale per i comportamenti individuali. Non è un caso d’altronde che il gossip dilaghi sugli schermi televisivi così come sulle prime pagine dei siti Internet. Quel modello prestigioso cioè che l’industria cinematografica hollywoodiana ha formalizzato durante la sua epoca d’oro è oggi uno dei più importanti punti di riferimento sociali.   L’avvento della televisione e di un sistema delle comunicazioni sempre più pervasivo ha però progressivamente «mondanizzato» i divi. Questi una volta erano essenze intangibili, soggetti lontani che vivevano in una condizione considerata superiore a quella umana e quasi divina. O meglio, come ha sostenuto negli anni Sessanta Edgar Morin nel libro I divi, erano vissuti come «esseri ibridi», allo stesso tempo umani e divini, reali e immaginari.   Esseri...

Sofia Coppola. Bling Ring

Paris Hilton, quando esce per andare ai party, lascia le chiavi di casa sotto lo zerbino. Una scoperta folgorante che chi non ha visto Bling Ring, il nuovo film di Sofia Coppola, rischia di non fare mai.   Novanta minuti che raccontano uno storia vera, che Sofia ha pensato di rendere sceneggiatura dopo aver letto, su Vanity Fair, un articolo di Nancy Jo Sales, The Suspects Wore Louboitins (I sospetti indossavano Louboutin). I sospetti, poi condannati, sono un gruppetto di adolescenti, che ossessionati dallo style delle non più giovanissime starlets di Hollywood, organizzano incursioni per rubare beni di lusso nelle loro case. Il bottino complessivo non è proprio quello di una bravata: oltre tre milioni di euro in scarpe, borse, vestiti, gioielli, orologi e contanti. Tra le vittime Paris Hilton, Orlando Bloom e Rachel Bilson. La banda, ribattezzata dai media The Bling Ring, cercava su internet gli indirizzi dei vip e colpiva quando i malcapitati erano impegnati in imperdibili appuntamenti mondani.     La prima cosa che colpisce è la facilità con cui questi cinque sventatelli si intrufolano nelle case di vetro, che costellano...

Il dubbio che mette in ombra Stoker

Hollywood. Due registi che hanno profondamente innovato il cinema del proprio paese giungono carichi di belle speranze. C’è un film da girare. Nel 1943 il regista era un Alfred Hitchcock poco più che quarantenne, già al sesto lavoro americano in tre anni dal suo arrivo e il film è Shadow of a Doubt (L’ombra del dubbio). Nel 2013 Chan-wook Park gira Stoker, esplicitamente ispirato al film del maestro del brivido. Stoker non è un remake. La sceneggiatura è scritta dall’attore protagonista della serie Prison Break, Wentworth Miller, e la casa di produzione è la Searchlight Picture, la divisione indipendente della 20th Century Fox.     Il fil rouge è la comparsa di uno zio torpido e seduttivo, che spunta dal nulla a stravolgere i pensieri della nipote adolescente. Mentre Stoker punta molto sullo sconvolgimento ormonale, il film di Hitchcock cresce al ritmo stuzzicante de La vedova allegra, che risuona nella mente della nipote Carla, come un tarlo, un indizio, un presentimento. Ne L’ombra del dubbio non c’è morbosità. C’è la malizia di una ragazza...

La Mummia

“Il ritorno della mummia”, così titolava giorni fa la prima pagina del quotidiano francese Libération che mostrava una foto di Silvio Berlusconi in un’espressione particolarmente corrucciata. Parlare di “mummia” riguardo all’ex Presidente del Consiglio italiano non è solo una boutade, ma coglie qualcosa di profondamente vero. Anni fa circolava la voce che una linea elettrica di grandi dimensioni fosse installata nella Villa di Arcore per alimentare il mausoleo che il tycoon televisivo ha fatto erigere con il contributo dello scultore Pietro Cascella, luogo postmortem ricco di simboli massonici. Secondo questa leggenda metropolitana si tratterebbe dell’energia necessaria per far funzionare una macchina atta a ibernare il corpo del leader politico, e quello dei suoi cari, in attesa di nuove terapie per prolungare ad libitum la vita. Una strumentazione simile a quella che compare in un racconto Primo Levi, La bella addormentata nel frigo, dove viene conservato nei secoli, in stato di morte apparente, il corpo di una bella fanciulla, risvegliata a intervalli di decenni dai proprietari della casa in cui riposa....

One from the Heart

One from the Heart (in italiano Un sogno lungo un giorno) non è un film maledetto e neppure un “grande film malato”, categoria questa inventata da Truffaut, e la sua commercializzazione in DVD ci impedisce di lasciarlo tranquillamente sfumare nel nostro ricordo. Ci si potrebbe accontentare di definirlo “fallito” o semplicemente “cattivo” in base a certe esigenze cinefile o ai criteri del cinema di qualità. Si potrebbe anche raccontare la stravagante avventura in cui si imbarca Francis Ford Coppola subito dopo aver rischiato la vita per trasformare la catastrofe annunciata di Apocalypse Now  in un fenomenale successo di critica e di pubblico. Con quel film monumentale Coppola acquistò, anche agli occhi degli americani, uno status e un'aura di autore e creatore visionario. Invece di confermare questa posizione, Coppola, lasciato cadere il “Ford” dal suo nome, segno dell'America e del grande cinema, compra una casa di produzione a Hollywood per tentare al tempo stesso una resurrezione del sistema dei grandi studios (ad esempio creando una troupe di attori sotto contratto) e mostrare ciò che sar...