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Liguria

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Carnet geoanarchico | 5 / Com’è fatta la Liguria?

Roccatagliata Ceccardi, Sbarbaro, Montale, Calvino, Biamonti, Sanguineti, Maggiani, Conte, Magliani. E poi tutti gli altri, da Novaro a Orengo, con in testa ovviamente Caproni, che s’inventò a tavolino la “linea ligure” non tanto in cerca di una vera “ligusticità” dei suoi scrittori, ma per farsi compagnia, per mettersi in coda affettuosa in un lignaggio di parola che vorrebbe riconoscere nel paesaggio scarnificato della Liguria e nella poetica umorale dell’omissione i tratti congiuntivi di una parentela. Detto altrimenti, un carattere dei luoghi e delle persone, un’indole paesaggistica e psicologica che fa degli autori liguri una bolla letteraria a parte. Quando però si va a scavare in quei paesaggi e in quell’indole, tutto scivola via come sabbia dal pugno di ferro del pensiero categorizzante. Proprio tutto? L’antropologia e la geografia del paesaggio non sono in grado, letteratura a parte, di scovare qualcosa di meno aleatorio sulla ligusticità della Liguria? Hanno qualcosa da dire, insomma, per snidare quello che un tempo veniva chiamato il genius loci e che dovrebbe funzionare come l’Irlanda per Seamus Heaney o il Lake District per William Wordsworth?     Domande...

Armi da guerra / Caccia e altre disarmonie

“Venatoriamente parlando, il 300 Winchester Magnum è una cartuccia da caccia grossa, adatta a tutti gli animali pesanti americani e africani, esclusi i big five, per motivi prudenziali”.   È sostanzialmente con questo che pochi giorni fa, durante una battuta al cinghiale in un bosco di Apricale in provincia di Imperia, un ragazzo di 19 anni ha perso la vita. Un ragazzo di 29 anni l’uccisore, ora indagato per omicidio colposo.  Quella sopra in corsivo è una delle tante descrizioni reperibili in rete, verità banale per gli amatori del genere. Dunque una munizione (e un’arma ad essa adeguata) da caccia grossa, quasi da guerra se l’abbattimento dei big five (in gergo venatorio bufalo, elefante, ippopotamo, leone e leopardo) è escluso per motivi solo prudenziali.    Eppure viene difficile parlare di “incidente” e di disgrazia quando il gioco (perché sostanzialmente di questo si tratta, da quando la caccia ha perso ogni legame con la sussistenza) si fa con armi e munizioni buone per la guerra. Se la caccia sia attività che possa essere ancora tollerata nelle società moderne è questione che si pone ormai da decenni, almeno da quando i profondi mutamenti...

L'uomo che sussurra alle patate

Commercialista mancato, a mille metri di altezza, sull’Appennino tra Liguria ed Emilia, coltiva trecento varietà per preservarle dall’estinzione. Il suo campo è un catalogo vivente.   Chi è convinto che le patate si assomiglino tutte e che ci sia poco da sapere su una pianta che offre quanto di più semplice e modesto può arrivare dal campo al piatto, si prenda la briga di consultarne il catalogo. Ma per farlo non si accontenti di interrogare internet né si metta a sfogliare le pagine dei trattati che le sono stati dedicati nel corso dei secoli – a partire dalla scoperta del Nuovo Mondo e quindi dall’arrivo in Europa di questa pianta proveniente dalle Ande, venerata dagli Inca, che la chiamavano “papa”. Il fatto che all’inizio la patata si chiamasse “papa” creò qualche imbarazzo quando Filippo II, re di Spagna, decise di omaggiare il pontefice con alcuni esemplari di questa coltivazione che i conquistadores dal Perù avevano a poco a poco diffuso in tutta l’America, dal Pacifico ai Caraibi. Regalare la “papa” al Papa era parso poco conforme al...

Fragilità del paesaggio ligure

In questi mesi la parola fragile ha echeggiato a lungo per indicare la precarietà del territorio del nostro paese e di quello ligure in particolare. Una precarietà ormai data per scontata ad ogni pioggia intensa, precarietà peraltro destinata a precipitare a valle per le eterne leggi della gravità che alla lunga tutto deve azzerare...   Sui teleschermi di un'importante televisione regionale mi sono trovato nei giorni scorsi invitato per presentare Vivere di Gusto una manifestazione di cultura alimentare quest'anno arricchita della presenza di Marino Niola, Giuseppe Conte, Giovanni Lindo Ferretti, gli ultimi due in particolare impegnati a raccontare aspetti legati all'ambiente e alla cultura sottesa, che fosse quella Liguria o quella della montagna appenninica. Una manifestazione, Vivere di Gusto, che sarà poi menomata nel suo primo giorno da un'allerta due su Genova con chiusura di scuole e uffici pubblici, rari passanti in centro e strascichi per il giorno successivo in tutta la regione. Un'emergenza ambientale costante, quella ligure, che anche quel giorno veniva ricordata in trasmissione con collegamenti nell...

Framura: un angolo di Liguria

Di linee dritte in Liguria ce ne sono poche. La più famosa, forse, è quella del viadotto del Polcevera, ponte strallato (sostenuto da cavi), opera dell'ingegnere Riccardo Morandi, vanto dell'ingegneria italiana postbellica, confine ideale tra Ponente e Levante. Faticherò a ritrovare una linea dritta nei volti angoluti degli abitanti, tra le cale e le rocce marine, nei terrazzamenti digradanti ma mai regolari, dove i filari di ulivi si mescolano agli orti rinchiusi in un fazzoletto di terra.     Attraversato il Polcevera mi dirigo verso Framura, un angolo (per forza!) di Liguria miracolosamente intatto, dove i genovesi e qualche milanese consumano il rito del week-end in un silenzio che sa di cospirazione. Guai se il turismo di massa venisse a saper che qui c'è una vecchina (anzi due) che vende per strada i prodotti del suo campo, che un alimentari, un bar e un ufficio postale assolvono il compito di mantenere i contatti col mondo di una comunità che si divide tra le frazioni di Castagnola, Costa, Setta, Ravecca e Anzo, dove c'è un porticciolo e una spiaggetta.   La "direttissima" - un...

Mario Soldati: un'altra enogastronomia

Nato nel 1906 a Torino e morto nel 1999 a Tellaro (Sp), Mario Soldati già anagraficamente è stato il Novecento; non troppo giovane per non vivere la prima guerra mondiale (nel 1918 aveva dodici anni) appartiene in pieno a quelle generazioni per le quali quella guerra mondiale è stata ancora "l'altra guerra", vissuta la prima da bambino e la seconda da adulto.   Giornalista, scrittore, autore televisivo, regista, sceneggiatore, poeta e (forse non per ultimo) cultore, ricercatore e scrittore di temi enogastronomici, Mario Soldati ha rappresentato una figura importante del panorama culturale del 900 italiano, attraversandone da protagonista diversi decenni prima e dopo la seconda guerra mondiale.   Nella sua multiforme attività è stato anche di fatto l'inventore di un genere giornalistico e televisivo. Il suo Viaggo nella valle del Po alla ricerca dei cibi genuini è stato antesignano del reportage enogastronomico, a cavallo tra cibo e territorio, tra vini e confini, tra tradizioni e cultura alimentare o semplicemente cultura...     Sì perché per Mario Soldati (come subito...

Ceronetti, Biamonti e lap dance

Domenica 2 Giugno 2013, a Final Borgo, Guido Ceronetti è stato premiato come Inquieto dell'anno nell'ambito della VI edizione della Festa dell'Inquietudine. Prima di lui e in altri anni era stata la volta di Elio, Don Ciotti, Costa Gravas, Oliviero Toscani o in tempi più lontani Gad Lerner e Francesco Biamonti.   Quest'evento e la contemporanea prima rassegna di vini rari ed "inquieti" (Mattaossu, Barbarossa, Susumaniello, Perda Pinta...) sono stati l'occasione e il pretesto per una serata in quel paese. Festival atipico quello dell'Inquietudine, centrato sull'idea che questo sentimento-sensazione sia alla base della curiosità e dell'attenzione verso il mondo, in definitiva (forse a ragione) condizione preliminare di ogni azione, opera o destino umano che possa dirsi in qualche modo culturale. Festival atipico dicevamo e che non casualmente ha la sua sede in questo lembo di ponente ligure. Sotto il Castel di San Giovanni, posizionato su un basso colle tra strette gole, "lontanissimo" dal mare da cui pur dista poche centinaia di metri, Final Borgo è una sintesi della geografia della...

Genova / Paesi e città

Scrive Friedrich Nietzsche (Rapallo, 1877): “L’inverno seguente vivevo vicino a Genova, in quell’insenatura quieta e graziosa di Rapallo, intagliata tra Chiavari e il promontorio di Portofino. Non ero nel miglior stato di salute […] Eppure, quasi a riprova del mio principio, secondo cui tutto ciò che è decisivo nasce “nonostante tutto”, il mio Zarathustra nacque in quell’inverno e in quelle sfavorevoli circostanze. La mattina andavo verso sud, salendo per la splendida strada di Zoagli, in mezzo ai pini, con l’ampia distesa del mare sotto di me; il pomeriggio, tutte le volte che me lo consentiva la salute, facevo il giro di tutta la baia di Santa Margherita, arrivando fin dietro Portofino. […] Su queste due strade mi venne incontro tutto il primo Zarathustra, e soprattutto il tipo di Zarathustra stesso: più esattamente, mi assalì”. Essere assaliti da un’idea, dal progetto di un libro profetico e assoluto, è possibile solo in un momento di magica “sospensione”, all’interno di un paesaggio propizio alle visioni come il paesaggio ligure, caratterizzato da una...

Pittima

  Donna falsa e gatta morta. Dal toscano di nascita, usata nel dialetto ligure, come dimostra il titolo di una bella canzone di De Andrè contenuta nell’album Creuza de mà.   Luca Scarlini

Orizzonte in Italia / Liguria, Toscana

Orizzonte in Italia è un viaggio in bicicletta lungo le coste dell’intera penisola italiana, dalla Liguria lungo la Toscana il Lazio la Campania la Basilicata la Calabria la Puglia il Molise l’Abruzzo le Marche l’Emilia il Veneto il Friuli Venezia Giulia. Una discesa a sud e una risalita a nord. Un’unica linea dell’orizzonte marino da Ventimiglia a Trieste. Un pentagramma cromatico di orizzonti italiani.   L'idea alla base del progetto Orizzonte in Italia è quello di creare fotograficamente un'unica linea di orizzonte italiano che gira intorno alla penisola. La scelta di percorrere le coste italiane in bicicletta mi permette di stare sempre direttamente a contatto con il mare e l'orizzonte e di spostarmi agilmente ad un'andatura dinamica e lenta al tempo stesso. Seguire l'orizzonte e appuntare ogni singolo scatto fotografico su un quaderno: il luogo, l'ora, la metereologia. Scattare una fotografia e portare il proprio corpo sempre più avanti per percepire il contorno (il limite) di una forma.   Dear Jonathan.   Giornatina no.   Magra di notte.  ...

Milano / Paesi e città

Ricordo perfettamente quando mi portarono a Milano la prima volta. Era il 1954, avevo cinque anni. Della Stazione Centrale non mi colpì tanto la maestà delle campate di ferro, quanto il nerume, la polvere, la tetraggine. In quegli anni, oltretutto, erano ancora in funzione – accanto alle motrici elettriche – le vecchie locomotive a vapore: la stazione era un antro di Vulcano, vaporante e fetente, echeggiante di inafferrabili comunicati; un rombo sotterraneo inghiottiva le nostre voci. Questo il benvenuto. A me bambino, con ancora negli occhi la luce della Liguria, la metropoli che mi avevano tanto magnificato faceva un’impressione di squallore, di angustia. Tutto mi stringeva il cuore: gli stenti giardini pubblici, le latterie e i prestinai, i muri foderati di carbone, i pavimenti tirati a cera. “Sarà anche una grande città, ma le case sono piccolissime” dicono sia stato il mio commento, mentre ispezionavo l’appartamento che i miei avevano preso in affitto. Ancora oggi, se penso a quegli anni, vedo Milano immersa in un buio e in un freddo senza fine. Certo devono esserci stati anche i fiori e il cielo azzurro,...

Monterosso / Paesi e città

Le prime case di Monterosso furono costruite, circa mille anni fa, da genti che venivano dal mare e avevano, tra gli altri, il problema di nascondersi. Si arroccarono sulle colline a strapiombo sull’acqua e nelle valli. Passavano la giornata a lavorare la terra e a scrutare l’orizzonte, per essere pronti a respingere gli attacchi di chi avesse ripercorso le loro stesse rotte e delle navi pirata che incrociavano quel tratto di mare in cerca di bottino. Il Gigante, invece, fu voluto e poi realizzato, centinaia di anni dopo, da chi aveva intenti del tutto opposti. Vale a dire, farsi notare.   L’avvocato Giovanni Pastine era nato a Monterosso. Poi era emigrato in Argentina dove aveva fatto fortuna, si era sposato ed aveva avuto due figlie. Tornato a Monterosso negli ultimissimi anni dell’ottocento, per celebrare il suo successo aveva deciso di costruire una grande villa all’inizio della collina che si protendeva verso Punta Mesco, dunque sul lato occidentale del Golfo delle Cinque Terre, a circa un chilometro dal paese. Il sogno dell’avvocato era diventare Senatore del Regno e la villa, oltre a raccontare il suo successo come uomo d...