Categorie

Elenco articoli con tag:

Al Bano Carrisi

(2 risultati)

Svetlana Aleksievič e Vladimir Putin

È stato in primavera, quando Alessandro Della Casa per conto del Festivaletteratura di Mantova mi scrisse per propormi di intervistare Svetlana Aleksievič, che sentii parlare per la prima volta di una sua ipotetica designazione al premio Nobel. Non esistono candidature in quel settore, ma la voce continuò a circolare anche in settembre, durante le giornate del Festival.   La notte precedente l’incontro, Homo Sovieticus era stato il titolo scelto per l’evento, fu per me molto agitata. La lettura sistematica di Tempo di seconda mano su cui avevo deciso di concentrami, le molteplici pagine di appunti presi per registrare possibili domande, mi avevano portato a identificare una troppo ricca serie di argomenti, problematiche, ambiti di irrinunciabile interesse. Il timore era di non essere all’altezza, di non riuscire a concentrare nel tempo a disposizione la varietà di discorsi che si sarebbero potuti intessere con un compendio di storia culturale, sociale e politica come quello a cui mi trovavo di fronte. A questo si aggiungeva un’ulteriore inquietudine: che l’incontro con l’essere umano Svetlana non corrispondesse alle...

Al Bano, Romina, felicità e (non solo) kitsch

La folla che, sciamando dalle carrozze della S-Bahn, si dirige verso il teatro lungo un suggestivo sentiero attraverso il bosco ha un che di rituale nel suo andare, come se stesse compiendo un pellegrinaggio: composta e silenziosa per quanto colorata e multiforme.        Corresponsabile dell’impressione il bosco stesso all’interno del quale, a ridosso dello stadio voluto da Hitler per le Olimpiadi del 1936, fu costruito l’immenso anfiteatro detto Dietrich-Eckart-Freilichtbühne (teatro all’aria aperta Dietrich Eckart), ribattezzato nel dopo guerra Waldbühne (Teatro del bosco) per eliminare il riferimento all’ideologo nazista. La torre campanaria, facente parte del complesso monumentale dell’Olympia Stadion, domina quasi minacciosa l’ingresso al teatro dove, smaltiti da un efficiente servizio di steward addetti ai controlli di sicurezza, gli spettatori fluiscono attraverso i cancelli affiancati da due bassorilievi dell’epoca effigianti i soliti corpi possenti e nudi del totalitarismo nazista. Lo scenario, una volta raggiunto l’anfiteatro, è spettacolare: gradinate spartane a perdita d...