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Che il cavallo viva in noi! / Passioni equine

Obtorto collo   Cosa ne sarebbe dell’opera di Maurizio Cattelan senza la tassidermia? Difficile immaginarlo: l’artista si è servito di animali «naturalizzati» lungo tutto l’arco della sua carriera, dallo scoiattolo che, in un improvviso blues, si toglie la vita in cucina (Bidibibodibiboo, 1996) ai duecento piccioni che infestarono il padiglione italiano della Biennale di Venezia (Turisti, 1997). In questo pantheon animale, un posto d’onore spetta al cavallo, da quando fu appeso al soffitto, sopra la testa dei visitatori, stretto in un’imbracatura di cuoio (Trotsky, 1997). Una volta liberatosi, se così possiamo ricostruire quanto seguì, il cavallo si mise a correre all’impazzata all’interno delle sale d’esposizione in cerca di una via di fuga, finché spiccò un salto per oltrepassare un ostacolo bianco. Peccato che si trattava di una parete, contro la quale sbatte il muso, restando sospeso a mezz’aria (Untitled, 2007). Il risultato è un cavallo acefalo che pende dal muro come un trofeo di caccia, la testa sostituita dalla coda e dal crinale.    Ormai disteso sul pavimento, con un cartello conficcato nell’addome con la scritta INRI (Untitled – I.N.R.I., 2009), tornò a...

Tempi di arrivi / Manganelli, un cavallo verde e una sigaretta senza filtro

“Sono da sempre persuaso che un giorno entrerà in casa mia un cavallo verde a chiedermi una sigaretta senza filtro, e sento fin d'ora il disagio che proverò dovendogli rispondere che non fumo”: come non condividere cordialmente l'attitudine di Giorgio Manganelli così deliziosamente presentata? Cinque verbi di forma finita, in equilibrata alternanza: presente, futuro, presente, futuro, presente. Alta oreficeria. Meccanica di precisione.   “Sono persuaso”: presente e stato morale permanente, vero in quanto soggettivo. Il futuro è d’altra parte un modo, più che un tempo; uno dei modi dell’irrealtà di cui l’italiano abbonda. In “entrerà” esso è però coniugato alla terza persona: la persona dell’oggettività. Di nuovo uno stato sentimentale: “sento (il disagio)”, di nuovo un presente soggettivo. Segue “proverò”, sintesi al futuro che mescola verità soggettiva e irrealtà oggettiva. Chiude “non fumo” ed è un mortaretto o, se si vuole, il contrario di un mortaretto; l’espressione più piana e quotidiana, al presente, di uno stato permanente del soggetto, visto negativamente. Quando si dice sapere scrivere. Lo si vede anche in questo minuscolo passaggio, tratto quasi a casaccio da una...