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Festival Vie

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Fanny & Alexander / Un rito per Primo Levi

Siamo qua continuamente a combattere con la memoria che svanisce, non solo per l’età che avanza ma soprattutto per le distrazioni, gli stimoli mitraglianti, gli appoggi esterni che ti dicono: tanto schiacci un pulsante e trovi notizie, neppure devi più alzarti per prendere un libro, per andare a cercare un giornale… Confesso il mio metodo: quando vedo gli spettacoli scrivo, scrivo moltissimo, cerco quasi di fermare tutto quello che sento, che vedo, che provo. Dato che annoto nel buio, quando vado per rileggere poco capisco di quello che ho segnato. Ma delle volte, come nel caso di Se questo è Levi, una “performance/reading itinerante sull’opera di Primo Levi” la luce è buona. I tre atti si svolgono in ambienti illuminati bene. Posso appuntare con cura, sempre con l’ansia di perdere, mentre scrivo, qualcosa del flusso dello spettacolo. Silvio D’Amico, il grande critico, fondatore dell’Accademia d’arte drammatica e dell’Enciclopedia dello spettacolo, diceva: durante la recita abbandonatevi a essa, non appuntate, non pensate a quello che dovrete poi mettere su carta, ai collegamenti brillanti, alle idee pungenti. Siate come in trance, rapinati da quello che vedete (così l’ho capita...

A tavola con gli Atridi / Santa Estasi di Antonio Latella

La tragedia greca è uno spettacolo per stomaci forti. Nelle storie del mito trovano diritto di cittadinanza matricidi, infanticidi e persino episodi di cannibalismo: proprio un tremendo banchetto di carne umana segna l’origine della storia degli Atridi, e ne sancisce il fatale sviluppo.    Crisotemi, ph Brunella Giolivo.   Non stupisce, allora, che Antonio Latella abbia pensato di iniziare e concludere Santa Estasi – una maratona di otto spettacoli dedicata alla sanguinaria famiglia del mito – proprio su un tavolo da pranzo. È tra i piatti di portata, del resto, che si consumano gli orrori: il capostipite Atreo, scoperta l’infedeltà della moglie Erope e del fratello Tieste, si vendica servendo a quest’ultimo le carni cucinate dei suoi figli. Ma, a ben guardare, cosa significa per i Greci l’atto di mangiare un altro essere umano? La portata destabilizzante del cannibalismo è legata, prima che alla morale, al mancato rispetto per le regole del vivere civile: se la cultura del cibo e i riti codificati del banchetto ci rendono parte di una comunità, eccedere dalla norma non può che portare a conseguenze irreversibili.   Elena, ph Brunella Giolivo.   Latella...