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#Follia2016

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Al MAST la prima antologica / Richard Mosse: immagini scomode

“Ma Marlowe non era il tipico marinaio (se non per la tendenza a raccontare storie); per lui il significato di un episodio non andava cercato all’interno del guscio come un gheriglio, ma all’esterno, avvolgendo il racconto che lo generava come un bagliore genera intorno a sé una zona di penombra, allo stesso modo in cui l’illuminazione spettrale del chiaro di luna rende a volte visibili gli aloni nebulosi.” Joseph Conrad, Cuore di tenebra   Artista irlandese con una formazione in Letteratura inglese e Studi culturali, oltre che in Belle Arti, Richard Mosse si situa in una zona di confine tra fotografia documentaria e arte contemporanea, in un luogo dove questi due ambiti si incontrano e si scontrano, dando vita a nuovi immaginari. Displaced, prima mostra antologica del fotografo, presentata dalla Fondazione Mast e curata da Urs Stahel, propone un percorso cronologico che parte dai lavori realizzati nei primi anni 2000 fino ad arrivare a quelli più recenti, tra cui la serie Tristes Tropiques realizzata nel 2020 nell’Amazzonia brasiliana. Attraverso 77 fotografie di grande formato, due suggestive videoinstallazioni e altre due significative opere video, la mostra traccia l’...

Orizzonti festival / Il teatro a Chiusi non è una follia

Prima di Orizzonti Festival 2016 erano quattro amici al Barretto Hakuna Matata. Adesso sono il ‘gruppo di ascolto’ del direttore artistico. Vorrebbero un luogo unico a Chiusi in cui riunire tutti gli eventi del Festivàl (lo chiamano così, alla Pippo Baudo, con l’accento sulla a). Andrea Cigni ribatte parola su parola, come se fosse in una riunione operativa, non a prendere il caffè nei giardini del Duomo, e spiega con allegra, gentile fermezza, che un festival deve aprirsi e integrarsi, stare dentro e uscire dalle mura, le sue e della città. Altrimenti non ha possibilità di sopravvivere né, probabilmente, ragioni di esistere. “Al di là del suo essere e avere ci sta simpatico” mi dicono a ‘seduta’ conclusa. E poi riprendono a discutere: ognuno ha la sua idea. Lo sentono loro, Orizzonti è diventato cosa e casa propria. Non possono più farne a meno, come le strade, il panorama, il cibo, come se ne andasse della vita stessa del borgo. Possono solo aiutare a consolidarlo, migliorarlo, ampliarlo, per far entrare ancora più luce dalle finestre e pubblico dalle porte.   Andrea Cigni, ph Eleni Albarosa.   Al suo terzo anno di direzione artistica, il 40enne toscano di...