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Francesco Careri

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4 aprile 1932 / Geoff Dyer e Andrej Tarkovskij, chi è il persecutore?

A un certo punto del suo ultimo libro, Sabbie bianche, Geoff Dyer descrive una fotografia di Luigi Ghirri. Ci è arrivato perché ECM l’ha messa in copertina a uno dei suoi amati dischi di free jazz. (Il racconto di “com’è arrivato” a un certo oggetto è mossa tipica di Dyer.) Come spesso quelle di Ghirri, il contorno della foto è cornice di un altro contorno (in questo caso, una porta da calcio sospesa nel verde), e a lui appare la quintessenza di una foto, «semitrasparente e infinitamente misteriosa». In quell’immagine «non succede assolutamente niente»; per questo ci affascina, ci attira, ci inghiottisce (in quella porta non possiamo non desiderare di entrare).  Non stupisce che il film della sua vita sia Stalker di Andrej Tarkovskij: opera conclusa nel 1979, dopo anni di travaglio, e tratta da un romanzo di fantascienza dei fratelli Strugackij, Picnic sul ciglio della strada (in Italia tradotto da Marcos y Marcos). In queste due ore e mezza, infatti, non succede praticamente niente; ma forse mai, nella storia del cinema, il Niente è apparso così vicino a essere Tutto – secondo il sogno di Flaubert, ricordato da Dyer, di riuscire a scrivere, un giorno, «un libro sul niente»,...

Idee | Narrazioni

Nel quadro del programma Open Museum Open City del MAXXI di Roma (24 ottobre – 30 novembre 2014), doppiozero presenta una serie di incontri con protagonisti della cultura del nostro tempo.   La contemporaneità si presenta come un campo aperto e contraddittorio, in cui l’attività di creazione, letteraria o artistica, si intreccia costantemente ai temi politici ed economici, alle urgenze sociali, allo spazio della città e della comunicazione, alle tematiche dell'identità, della circolazione delle idee e delle barriere tra i corpi, dell'ibridazione e delle differenze tra culture, della violenza, della tolleranza, della memoria collettiva e della frammentazione dell'esperienza individuale.   Gli autori invitati da doppiozero propongono per l'occasione riflessioni originali su tematiche di stretta attualità o sguardi innovativi sulla tradizione e sulla memoria culturale, in grado di sfidare i luoghi comuni e rigenerare uno sguardo critico sul mondo contemporaneo.     PROGRAMMA DEGLI INCONTRI     FRANCESCO CARERI | LA CITTÀ CORPO A CORPO. ARTI CIVICHE NELLE TRASFORMAZIONI...

Camminare come scultura

Il camminare è una pratica quotidiana che ognuno di noi affronta, sia che si trovi in casa per spostarsi da una stanza all’altra, sia che esca per le faccende di tutti i giorni attraversando spazi aperti o chiusi a secondo dell’occasione. Camminare non è correre perché uno dei due piedi è sempre in contatto col suolo e come dice la metafora “avere i piedi per terra” ciò implica una relazione più rilassata nei confronti dello spazio circostante che ci ospita. Camminando si ha il tempo di osservare quello che ci circonda e a secondo della nostra formazione culturale, attenzione e curiosità possiamo valutare i dettagli del paesaggio che attraversiamo. Qui non vorremmo scomodare letterati come Balzac, Thoreau o Walser, ci basta ricordare quanto è stata importante questa pratica nelle loro riflessioni che hanno insegnato a generazioni successive il significato del camminare.   Liberi tutti! (Basilea), 1996, itinerario nei luoghi del pensiero libertario, bandiera cm 180x130, courtesy L. Vitone   Ma l’oggetto della scultura col susseguirsi dei decenni si è...