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Francesco Profumo

(7 risultati)

Ripensare la scuola ignorando i contenuti / 5 – 1 = 4?

Il Ministero dell’Istruzione ha recentemente promulgato il Piano nazionale di innovazione ordinamentale per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado che «intende verificare la fattibilità della riduzione di un anno scolastico» nei licei e istituti tecnici. Ne sono esclusi i percorsi della formazione professionale, il cui impianto è stato modificato dal decreto legislativo che ha attuato una delle otto deleghe previste dalla legge 107/2015 (Buona scuola). Il Piano, «destinato a 100 classi prime», si propone di garantire «l’insegnamento di tutte le discipline previste dall’indirizzo di studi di riferimento» attraverso il ricorso alla flessibilità didattica e organizzativa «consentita dall’autonomia». Si precisa, inoltre, che «il corso di studi assicura agli studenti il raggiungimento degli obiettivi specifici di apprendimento e delle competenze previsti per il quinto anno», ragion per cui «restano ferme le disposizioni vigenti in materia di Esame di Stato».   Il documento stabilisce che le singole istituzioni scolastiche (statali e paritarie) presentino un progetto di attivazione di una singola classe prima che risponda ad una serie...

In difesa dei lettori

Arrivo in questo dibattito per ultimo, o tra gli ultimi: il vantaggio è quello di poter approfittare degli interventi precedenti, lo svantaggio è che non c’è più nulla o quasi da aggiungere (ma anche questo può essere un vantaggio). Premetto, per non ripetermi, che un ragionamento abbastanza articolato sull’editoria digitale l’avevo già fatto a margine dell’ultimo libro di Calasso: lì affrontavo il tema prevalentemente dal fronte produttivo, che Casati non tratta ma che mi sembra il più urgente, e rivendicavo l’esigenza di un’assunzione di responsabilità a tutto campo da parte degli editori, in un momento di transizione in cui il nuovo paradigma è ancora piuttosto aperto (per molti ambiti più aperto, a mio parere, di quanto Casati sembra presupporre) con tendenze alla rapidissima chiusura su altri fronti.     In una parte significativa del suo pamphlet Casati affronta il tema dell’utilizzo delle nuove tecnologie nell’educazione. Se questa parte fosse tutto il libro applaudirei senza riserve o quasi. La scuola anche su questo fronte...

Non uno di meno

Nonostante il clima di incertezza istituzionale e la crisi politica, Francesco Profumo continua a dare segni di zelo attivistico negli ambiti che hanno contraddistinto il suo Miur: per quanto riguarda l'innovazione tecnologica, dopo le iscrizioni on line e il trasferimento del compito di segreteria a lavoratori e utenti, inserisce nell'organico ministeriale consiglieri esperti di «Nuovi Media, E-government, Open data, Social Innovation» che dovrebbero individuare le direzioni per la scuola del futuro; più in generale nell'“Atto di indirizzo concernente sottolinea le priorità politiche per il 2013" indica i punti fondamentali per la continuità di lavoro nel nuovo governo: il sistema nazionale di valutazione, la formazione del personale, il contrasto alla dispersione scolastica, il potenziamento dell'istruzione tecnico-professionale e dell'alternanza studio/lavoro, nuovi progetti per lo studio all'estero, il finanziamento in forma mista con risorse diversificate pubbliche e private.   È la conferma di una direzione ostinatamente modernizzante, sebbene più nei proclami che nei fatti; una...

Curva pericolosa

Sono stati presentati pochi giorni fa i risultati di una ricerca promossa da Pearson, uno dei colossi dell’editoria mondiale con un importante coinvolgimento nel settore scolastico ed educativo. The Learning Curve è uno studio nell’ambito dell’istruzione svolto dall’Economist Intelligence Unit (EIU) che, prendendo in considerazione cinquanta paesi, ha sviluppato un indice sulle capacità cognitive e sul livello d’istruzione (Global Index of Cognitive Skills and Educational Attainment), basato su dati dell’OCSE-PISA, sulle valutazioni TIMMS e PIRLS e sulle  rilevazioni del numero di diplomati e dei laureati. I risultati, che sono pubblici e disponibili online, prendono in considerazione numerosi fattori come spesa pubblica nell’istruzione, età di ingresso nella scuola, salari dei docenti e possibilità di scegliere il tipo di scuola; tasso di alfabetizzazione, di raggiungimento del diploma e della laurea; disoccupazione nazionale, PIL, aspettativa di vita, criminalità. In tal modo si possono correlare fattori strettamente educativi con un più ampio spaccato della società.   Difficile...

Impressioni di settembre

Con qualche variazione regionale inizia il nuovo anno scolastico 2012-13 e le scuole, fino a pochi giorni fa ancora con le aule vuote immerse nell’innaturale silenzio estivo, ricominciano a popolarsi di studenti. Per chi scrive è un buon inizio, un momento di piacevoli rincontri e di promessa di nuove energie. I recenti annunci del ministro Profumo promettono molte e interessanti novità; la nuova macchina ministeriale ha proceduto con cautela nella fase del passaggio di consegne tra staff, portando a conclusione l’anno scolastico per poi, dalla maturità in avanti e fatta salva la tendenziale continuità sulle scelte economiche fondamentali, lanciare segnali di discontinuità con i ministeri precedenti quanto meno nel concepire l’istruzione come strategica per il salvataggio del paese dall’emergenza.   Organici. I collegi docenti sono sempre più ridotti e le perdite di cattedre sono state ancora numerose, come conseguenza della riforma che va a regime con le classi terze delle superiori. Fermi già da due anni molti precari (che non hanno avuto cattedra annuale), ci sono stati numerosi docenti...

Questioni di decency. Tito Boeri, Profumo e l’autogoverno universitario

C’è da augurarsi che l’editoriale di Tito Boeri, apparso su “Repubblica”, segni la svolta delle posizioni del giornale in tema di politiche universitarie. Sino a oggi “Repubblica” si è mostrata acriticamente favorevole a Francesco Profumo, rilanciandone tesi e convinzioni in un modo più consono a un ufficio stampa che alla prima testata nazionale. Lo abbiamo rilevato più volte (*). L’articolo di Boeri è invece chiaro, documentato e ben argomentato, come di consueto. Avanza perplessità e contestazioni formidabili. Enucleiamo.   1. L’“indefinitezza” della legge Gelmini, cui, a parere di Boeri, si dovrebbe negare il titolo di “riforma”.   2. La continuità di basso profilo che congiunge il precedente ministro all’attuale. “Il ministro Profumo conosce a fondo l’università. Potrebbe imprimerle una svolta. Invece sin qui si è limitato a assecondare la paralisi impostaci dal suo predecessore”.   3. Il consolidamento di pratiche collusive, consociative e in definitiva di interesse privato all’...

Una speranza per la scuola italiana

La notizia di stamattina è rimbalzata dai giornali e dalle radio fino in sala docenti. Marco Rossi Doria è stato nominato sottosegretario all’Istruzione del nuovo ministero retto da Profumo. Cioè: un neo-ministro che è rettore del Politecnico di Torino vuole nella sua squadra un educatore e un pedagogista, maestro di strada, fondatore del progetto Chance, attivo nel recupero scolastico nel napoletano lacerato della camorra. Un progetto di cui ha scritto la compianta Carla Melazzini nel recente Insegnare al principe di Danimarca, Sellerio, 2011, e a cui è dedicato il documentario  Pesci Combattenti (2002), di Daniele Di Biasio e Andrea D’Ambrosio.   In altri termini una delle cose più vicine a quel fantasma di Don Milani, che da Moratti in poi tutte le amministrazioni cercavano di scacciare definitivamente dalla scuola. Per rendere l’idea: è come se dopo l’amministrazione Bush, fosse stato chiamato Chomsky nell’entourage della Difesa americana.   Rossi Doria viene dall’educazione, di cui conosce il lato più difficile e doloroso, ed è un collettore delle...