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Frank Lyman Baum

(6 risultati)

Giorno 28 / Cuore | Coraggio | Cervello

 Crescendo si è alla ricerca di una chiave per leggere e interpretare il mondo, un utensile della mente. Faussone, il leggendario capomastro raccontato da Primo Levi, aveva come utensile una chiave a stella che rese la sua vita picaresca in giro per il mondo ad avvitare bulloni su alti tralicci e ponti che si sporgevano su fiumi in piena. Altri non hanno la chiave a stella ma diversi strumenti come la racla che si impugna e con cui si raschia sulla trama del telaio per distribuire uniformemente il colore sulla carta facendo apparire come per magia l’immagine. Così è la gestualità dello stampatore serigrafo, anche lui, come Faussone, impugna uno strumento che è il prolungamento del suo corpo e se ne serve, per creare, cioè dare forma a qualcosa che prima del suo gesto non esisteva. Ci vuol cuore, coraggio e cervello a mettersi nell’impresa impugnando con perizia il proprio strumento, facendo della propria vita un mestiere e del mestiere la propria vita. Ci vuole cuore, coraggio e cervello per far diventare il proprio corpo parte dell’ingranaggio, mantenendo ancora un certo grado di libertà, mantenendo con il proprio strumento lo...

Giorno 20 / Rivoltante

“Tornate a casa dalla mamma, ragazze! Mungete le mucche, fate il pane! Non sapete che è pericoloso conquistare una città?”. È così che alle Rivoltanti viene risposto una volta giunte all’ingresso della Città di Smeraldo. Lyman Frank Baum sceglie per questo esercito di donne un nome che in sé contiene l’elemento rivoluzionario, ma qui si ferma perché il resto della storia è solo un continuo screditare quel protagonismo al femminile che traspare da questo passaggio e dalla sua protagonista, il generale Jinjur. È lei a capo dell’esercito delle Rivoltanti, un movimento di donne che decide di spodestare il Re Spaventapasseri, succeduto al Grande e Potente OZ, e di ribaltare una città fino ad allora governata solo da uomini. Baum, scrittore di inizio Novecento, è un attento osservatore della società che lo circonda. Le richieste di parità uomo-donna stavano già circolando nell’ambiente americano cui apparteneva e sempre più si stavano facendo insistenti le richieste del movimento delle suffragette che, al termine della Prima Guerra Mondiale e all’indomani della scomparsa dello scrittore, otterranno il suffragio universale. La rivoluzione al femminile di OZ si presenta fatta di...

Giorno 18 / Trasformazione

Cerva, cerva tu cambi se ti si osserva. Chi sei tu? Chi sono io? Sei della foresta un dio? Scocco una freccia nell’aria ma sei preda immaginaria e dall’arco delle tue corna la saetta mi ritorna. Sono l’animale ferito o un cacciatore pentito? D’acqua e di luna sembri fatta Tu sei donna o sei cerbiatta? Lo specchio dell’amore muta, mi mostra una figura irsuta. Sono un uomo o un animale? Posso vivere al plurale? Cerva, cerva nessuna forma si conserva.

Un lemma al giorno per trentuno giorni / Calendario dell'Avvento di Oz

Frank Lyman Baum, autore delle storie del Mago e di Dorothy, amava gli anniversari. A intervalli più o meno regolari nei suoi quattordici Libri di Oz (Einaudi) organizza per i suoi piccoli e grandi lettori feste di compleanno sontuosamente dettagliate. A essere celebrata di solito è Ozma, la principessa di Oz e ai suoi mirabolanti party lo scrittore invita sempre, nel suo bulimico amore per la promiscuità, schiere di personaggi affini o incompatibili, passati, presenti o futuri, tratti dai suoi libri e dalle sue storie, non solo quelle di Oz. A una delle feste fa il suo ingresso trionfale addirittura Babbo Natale. Ognuno di questi personaggi porta con sé un dono enigmatico, ma soprattutto l’alone esotico dell’unicità del suo mondo: la seduzione di origini inconsuete, l’ombra di un’ossessione sempre particolare, sempre irripetibile e agli altri sconosciuta. Il vero arcano di Oz è infatti che chiunque, perfino chi vi è nato, è destinato a restarvi per sempre straniero. Cento anni fa l’ostinato autore delle storie di Oz lasciava questo mondo. Si trovava nella sua casa, in California, a Hollywood: Ozcot, il “giaciglio di Oz”, così l’aveva chiamata. La casa aveva un rigoglioso giardino...