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Gérard de Nerval

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Lingue / Etel Adnan, una vita fuori posto

Out of place   L’incontro con la pittura di Etel Adnan è inaspettato. Raccogliendo materiale sul plurilinguismo mi capita tra le mani un breve memoriale che contiene molto più di quanto promette il titolo: To write in a foreign language (1984), adattato in francese nel 2014: Ecrire dans une langue étrangère. Leggendolo mi viene in mente il titolo di un altro memoriale, scritto contro il tempo quando l’autore sapeva di avere i giorni contati: Out of place di Edward W. Said. Una vivida ricostruzione della catena di esili – Gerusalemme, Palestina, Libano, Egitto, Stati Uniti – che ha segnato la sua esistenza e in cui si legge, in filigrana, la geopolitica del Novecento. Americano, palestinese, cristiano: Said dispiega l’impressionante trans-culturalità con la quale ha fatto i conti tutta la vita, consapevole che colui che ha più identità e vive in luoghi diversi ha un bagaglio di esperienze più ricco ma, in fondo, non ha una patria né una casa che gli appartenga.  È la ragione per cui, a forza di trasferirsi da una costa all’altra dell’Atlantico, Adnan ha accumulato e conservato poco e gettato molto. “Non mi sono mai sentita al cento per cento a casa mia. […] ho un’...

Piacere e godimento del testo / Cosa leggeva Umberto Eco?

Che cosa leggeva Umberto Eco? Quali erano, più in generale, i suoi consumi culturali? La biblioteca della sua casa di Milano si snoda su diversi ambienti in modo labirintico e quella immateriale che si desume dalla bibliografia delle sue opere è praticamente sconfinata. Tutto quello che ha scritto, romanzi compresi, dichiara un’erudizione fuori dal comune e solo molti eruditi di diverse discipline, collaborando fra loro, potrebbero tentare di ricostruire una mappa esaustiva delle sue letture. Scelgo quindi solo uno dei fili rossi che si possono intravedere, e cioè quello che sembra ad alcuni in dissonanza con la sua fama di studioso: la passione, assolutamente confessata, che Eco aveva per la letteratura popolare, compresi film, telefilm e fumetti. Chiunque l’abbia conosciuto abbastanza bene sa che poteva passare con nonchalance dallo Pseudo-Dionigi Areopagita all’Intrepido, dalle nebbiose atmosfere di Gérard di Nerval a Don Matteo, non equiparandoli, ovviamente, ma godendone in diverso modo, come diremo.   Nelle sue riflessioni sulla letteratura popolare (si vedano i saggi contenuti in Apocalittici e integrati, 1964; e ne Il Superuomo di massa, 1970), Eco riprende l’idea del...

Lo strano caso del cane nel forno a microonde

Sul tram a Milano. Una signora seduta proprio davanti a me sta parlando con un conoscente in piedi. Gli racconta del furto compiuto in casa sua. Si sono arrampicati sul terrazzino; forzata la finestra sono entrati. Hanno rubato poco o nulla. Non aveva preziosi o denaro, ma le hanno devastato la casa. Commenta: «Nulla rispetto a quanto è accaduto a una mia conoscente. Pensa, sono penetrati nell’appartamento durante una sua breve assenza e, dopo aver rubato quello che potevano, prima di andarsene hanno infilato il suo piccolo cane nel forno a microonde e l’hanno cotto». Il signore in piedi ha un moto di sconcerto. «Non è possibile!», esclama. Al che la signora conferma: «È proprio così».   Sceso dal tram vado a un incontro con alcuni pubblicitari, studiosi di marketing e semiotici. Racconto loro la storia del cane nel microonde. Uno degli astanti consulta subito il suo smartphone. Trova che qualcosa del genere è accaduto; non a Milano, bensì a Chivasso. A fine dicembre c’è la notizia di una pensionata che vive sola in un condominio del quartiere “La Quiete” (cos...