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Giuditta

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Un documentario / Klimt e Schiele. Eros e psiche

Partiamo dalla fine: il 31 ottobre 1918 il pittore austriaco Egon Schiele muore nella sua casa di Vienna dopo aver contratto l'influenza spagnola. La pandemia inizia nella primavera e continua fino al 1920, uccidendo oltre dieci milioni di persone in tutto il mondo e superando la tragica conta delle vittime della Prima Guerra Mondiale.  La fine è il segno che marchia a fuoco la storia della Secessione, il movimento che nasce a Vienna a cavallo di Otto e Novecento. Un momento storico irripetibile in cui emergono le figure di Gustav Klimt e di Egon Schiele, tra gli artisti più amati dal pubblico contemporaneo, e che il documentario Klimt e Schiele – Eros e psiche, realizzato da 3d produzioni e Nexo Digital con il sostegno di Intesa Sanpaolo, racconta a poco più di un secolo di distanza.  Attraverso i tasselli delle vite degli intellettuali e degli artisti che trasformarono la capitale asburgica in un centro culturale nevralgico per il passaggio dalla cultura ottocentesca alle istanze delle Avanguardie, il documentario ripercorre i brevi anni incandescenti della Vienna della Secessione, tesa verso l'abisso della Grande Guerra e presaga della fine di un mondo che celebrerà...

Orrore

Il primo è stato il fotoreporter americano James Foley. Poi nell’arco di un mese sono stati decapitati il reporter statunitense, Steven Sotoff, e il cooperante scozzese David Haines. Il rito pressoché identico prevede che il condannato sia vestito di un camicione arancione, mentre il boia è in nero, con il capo e il viso occultati. Tiene in mano un coltello esibito come strumento di morte. La decapitazione ha generato un immediato senso di orrore lasciando attonita e stupefatta l’intera platea televisiva occidentale e il popolo del web. Le immagini della decollazione sono state viste da milioni di persone e commentate da giornali, televisioni, siti internet. Un commando di Talebani entra in una scuola in Pakistan, a Peshwar e uccide a freddo 132 bambini e i loro insegnanti, come a Beslan, per poi essere ucciso a sua volta dalle forze di sicurezza. Non è finita lì. Da vari mesi è un susseguirsi di sgozzamenti, decapitazioni, eccidi. Altri bambini la cui colpa era di aver assistito a una partita di calcio. L’ISIS, lo stato islamico, o Califfato, come si è autoproclamato, continua imperterrito la strage. Fino al...