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Heiner Müller

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Scuola a Santacristina. Un diario / Ronconi e il tempo vissuto

Tutte le estati giovani artisti di teatro e riconosciuti maestri si ritrovano tra le colline umbre per interrogarsi sul loro lavoro nel nome di Luca Ronconi. Avviene presso il Centro teatrale Santacristina, fondato da Ronconi e da Roberta Carlotto. Il lavoro di questa estate lo racconta Fabio Condemi, regista classe 1988, diplomatosi all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico nel 2015, per alcuni anni assistente di Giorgio Barberio Corsetti, autore di spettacoli su testi di Pasolini e su adattamenti da Jacob von Gunten di Robert Walser e da Filosofia del boudoir del marchese de Sade; ha inoltre partecipato al progetto Oceano Indiano del Teatro di Roma. A metà tra diario personale e approfondimento critico, il testo restituisce l’esperienza di studio della scuola e offre una prospettiva sull’orizzonte di pensiero di un giovane regista.   Non ho conosciuto personalmente Luca Ronconi, ma ho letto che tra i libri che consigliava, le rare volte in cui cercava di offrire agganci o riferimenti teorici sul suo lavoro, figurava (accanto al Corso di linguistica generale di de Saussure e alle Memorie del presidente Schreber) un saggio sul tempo, sulla percezione che abbiamo di esso...

La menzogna di Arlecchino

Che sia una riscrittura di una riscrittura di una riscrittura e, dunque, un lavoro sull'idea di tradizione, lo si capisce fin dal titolo, dalla scelta del testo. Come dice lo stesso Antonio Latella nell'intervista sul libretto di sala che accompagna lo spettacolo, del resto, «Il servitore di due padroni si presta perfettamente a questo scopo». Infatti. Chi meglio di Goldoni – cui il regista torna dopo una straordinaria Trilogia della villeggiatura – per fare i conti col passato e col presente? Del teatro, della cultura, della società.   L'esito è quello di un raffinato e complesso sovrapporsi e rimpastarsi di riscritture differenti che accompagnano il testo dal Settecento a oggi, da Goldoni a Ken Ponzio – che riscrive la drammaturgia per Latella –, passando per Strehler, ma anche per Heiner Müller. E per la televisione, la pubblicità, la musica pop; decenni e secoli di storia del teatro, scontri di classe, di genere, generazionali e culturali. Le indicazioni goldoniane sono sviluppate nel senso più stretto del termine: vengono aperte, svelate, esplorate, restituite in tutto il loro...