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Il prigioniero libero

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Neuroscienze in tribunale / Il delitto del cervello

Da tempo ci si interroga sul futuro e come costruirlo, basandosi sul presupposto in apparenza scontato di poter scegliere. Ma è una convinzione o un autoinganno? È un’evidenza o una convinzione sollecitata dall’ambizione di sentirsi liberi? Siamo realisti o siamo illusi? Perché l’uomo, per il solo fatto di essere cosciente, dovrebbe poter eludere il decorso causale dell’universo? Probabilmente l’idea di libertà lusinga, ma nel contempo angoscia perché porta con sé un bagaglio di inquietudini, responsabilità, sensi di colpa di cui si farebbe volentieri a meno. Non a caso Doppiozero si è occupato in varie occasioni di questo tema. I recenti saggi di List (Il libero arbitrio, Einaudi 2020), Tratteur (Il prigioniero libero, Adelphi 2020), con i commenti di Dall’Aglio (“Libero arbitrio?”) e di Manzotti (“Lo scandalo della libertà”), convergono nel riconoscere vitale quella libertà, soprattutto sul versante filosofico.    Il lavoro di Lavazza e Sammicheli (Il delitto del cervello, Codice, 2021) non se ne discosta, pur in prospettiva leggermente diversa. La riflessione ha come sfondo il perdurante scisma tra i fautori della libertà nella veste del libero arbitrio e i...

Tra neuroni e politica / Lo scandalo della libertà

Senza la libertà, esisteremmo in quanto persone? O non saremmo altro che meccanismi? Se non fossimo gli arbitri dei nostri giorni, che valore avrebbe la nostra vita? In che cosa consisterebbe il merito o il biasimo che attribuiamo ai nostri simili se, come tante marionette, la nostra esistenza fosse mossa da fili invisibili? Sono domande che non possono lasciarci indifferenti: siamo creature libere o siamo guidati dal fato, dagli dei, dal cieco ed eterno movimento degli atomi, dai neuroni e dalle sinapsi? Anche se, come diceva il grande Musil, “simili indovinelli si sciolgono in un modo curioso e cioè dimenticandoli”, l’autore di Il prigioniero libero (Adelphi, 2020), Giuseppe Trautteur, affronta il problema con entusiasmo contagioso, a partire dall’ossimoro del titolo. Il suo testo è di una chiarezza e precisione invidiabili e delinea con encomiabile brevità la cornice concettuale dentro la quale oggi si discute del libero arbitrio sia nel mondo scientifico che in quello filosofico. Il libro rivela, senza sconti, lo scandalo rappresentato dalla libertà che è un ospite inatteso e scomodo per la scienza che descrive un mondo dominato dal caso o dalla necessità. Al contrario, per...