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Johann Wolfgang von Goethe

(6 risultati)

Jazzi. Secondo natura / Nuvole

  Jazzi è un programma di valorizzazione del patrimonio ambientale dell'area di Licusati (Camerota) a ovest dell pendici del Monte Bulgheria nel Parco Nazionale del Cilento e dell Vallo di Diano, per abitare la relazione con la natura.    La serie dei testi Secondo Natura vuole evidenziare il medesimo ritorno alle esperienze sensoriali riferendosi a quegli elementi che incontriamo ogni giorno nel mondo intorno a noi: acqua, vento, onde, nuvole, sabbia, polvere, pietre, stelle, eccetera. Un viaggio sensibile e intellegibile che auspichiamo, sulla scorta degli antichi poeti e filosofi, sia davvero secondo natura.   Akira Kumo è un uomo anziano. Giapponese, stilista, vive nella capitale francese in un’abitazione stracolma di libri. Un giorno assume una giovane ragazza per fargli da bibliotecaria: deve catalogargli i libri. Sono tutti dedicati a un unico argomento, le nuvole. Kumo è sopravvissuto all’esplosione nucleare di Hiroshima, alla nuvola radioattiva. Pian piano confida alla giovane, Virginia Latour, i segreti della meteorologia e della scienza delle nuvole. Così la trama di La teoria delle nuvole (Fazi Editore), opera di Stéphane Audeguy, scrittore...

Contagio Iran

Gholamreza si alza dal divano e viene verso di me. Mi sollevo anche io, le porgo il velo o quello che ho portato qui con l’idea che potesse assolvere questa funzione: una stola di un cotone un po’ spesso, azzurro e lungo, di forma rettangolare. Mostro, nell’intimità della loro casa, io, donna, i miei capelli. Gholamreza prende il mio azzurro tra le mani – mi è vicinissima e la osservo: con gli occhiali, senza hijab che ha tolto poco prima sorseggiando il suo tè – lo apre per bene mentre io piego le ginocchia un po’, così che possa appoggiarmelo sulla testa; poi, con le due estremità, mi circonda il collo con rapidi gesti, riportando entrambi i lembi davanti, dopo averli sapientemente intrecciati alle mie spalle. Muovo la testa e sembra proprio che se ne stia su, incollato: le spalle, e i capelli, sono coperti, coperti per davvero. Mi volto e Mina e Mahsa hanno le mani davanti alla bocca, non appena incrociano il mio sguardo soddisfatto scoppiano in una risata: non sei affatto cool così, dicono. Sorrido, guardo Gholamreza nel tempo che Mahsa impiega a raggiungermi. La ragazzina scioglie il lavoro della madre che assiste silenziosa e con espressione divertita. Mettendosi in punta di...

Massimo Fusillo. Feticci

È un itinerario zigzagante, frammentario, pullulante di immagini e riferimenti quello che Massimo Fusillo ci propone nel suo ultimo libro dedicato al tema affascinante e complesso del feticcio (Feticci. Letteratura, cinema, arti visive, il Mulino 2011, pp. 224, € 20). Attraverso uno stile che dichiaratamente ricalca le caratteristiche dell’oggetto della sua ricerca, l’autore offre al lettore un ricco quadro di accostamenti che tiene insieme spezzoni di letteratura, arte e cinema, opere del passato così come del presente. Il tutto servendosi di una prosa che mescola volentieri la descrizione con la saggistica e la citazione.   Uno stile che richiama immediatamente quello di alcuni dei capolavori incompiuti del Novecento, primo tra tutti I Passages di Parigi di Benjamin, testo chiave, non a caso, come ricorda lo stesso Fusillo, per comprendere il ruolo che il feticismo svolge nella modernità. L’autore fa proprie alcune delle acquisizioni fondamentali di quella letteratura novecentesca che sfoceranno sul finire del secolo nella “svolta visuale” che contraddistingue molti degli studi culturali contemporanei. In cui il...

Berliner Theatertreffen. Oltre il postdrammatico?

Il maggio teatrale berlinese è caratterizzato ormai da anni – la prima edizione risale al 1964 – dal Theatertreffen. Per due settimane (quest’anno dal 4 al 22 maggio) alla già vivace e fervida stagione teatrale della capitale tedesca s’aggiunge questo importante festival. Il nucleo della rassegna consiste nella messa in scena dei dieci migliori spettacoli in lingua tedesca, selezionati da una giuria di esperti fra i numerosi allestimenti della stagione precedente. Il Theatertreffen può essere considerato il corrispondente tedesco del Premio Ubu con la differenza fondamentale che la manifestazione non si esaurisce in una serata. Inoltre, negli ultimi anni il festival è andato arricchendosi di numerose iniziative extra-spettacolari, quali laboratori, conferenze ed eventi mondani. Di particolare importanza risulta essere lo Stückemarkt, vetrina per la nuova drammaturgia, inizialmente dedicato agli autori di lingua tedesca, esteso poi dal 2003 agli artisti di tutta l’Europa.   L’edizione del 2012 è stata seguita con particolare attenzione, poiché diretta per la prima volta da Yvonne Bü...

Tra storia dell'arte e invenzione visiva / L’immagine inquieta: una conversazione con Georges Didi-Huberman

Ho dato inizio al progetto di mettere insieme i risultati delle mie ricerche - che hanno a che fare con l’influenza dell’Antico nella cultura europea - in un grande Atlante tipologico. Una pubblicazione di questo genere permetterebbe di fornire una solida cornice, pur sempre elastica, a tutto il mio materiale.   Aby Warburg     Negli ultimi anni della sua vita, tra il 1924 e il 1929, Aby Warburg lavora al progetto di un atlante figurativo, Mnemosyne, composto da una serie di tavole in cui si trovano accostate, senza alcun apparente nesso causale o cronologico, centinaia di riproduzioni fotografiche (opere d’arte, reperti archeologici, pagine di manoscritti, tarocchi, ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli). Mnemosyne, “la memoria del mondo”, opera incompiuta di estremo fascino visivo, diventa così il paradigma vivente, tangibile, del pensiero estetico di Warburg, un pensiero in cui l’atlante, forma visuale e sinottica di conoscenza, si trova a essere un vero e proprio centro di irradiazione del reale, il luogo privilegiato - ambiguo e illuminante insieme - in cui riuscire a intravedere la complessità dolorosa della storia.   A quasi cento...

Madrid - Jorge Semprún

  Qualche giorno fa all’Istituto Francese di Madrid si è tenuta una serata dedicata alla memoria di Jorge Semprún. La sala era non molto grande, perciò parte del pubblico è rimasta fuori, mentre alcuni amici spagnoli parlavano dello scrittore. Seduti al tavolo le autorità francesi. Ricordi personali e discorsi sull’identità di questo scrittore che è stato una delle memorie di un secolo tragico, il XX: lo sguardo della memoria. “Este país no tiene solución”. Non c’è niente da fare, la Spagna non ha soluzione, aveva detto alla scrittrice Rosa Regás, l’ultima volta che si erano visti. Una frase che ha fatto ricordare ai presenti le parole pronunciate da Felipe  Gonzáles a Parigi, pochi giorni dopo la morte di Semprún, il 31 maggio di quest’anno, quando l’ex presidente e politico socialista ha messo in rilievo il modo ingiusto con cui la Spagna aveva sempre trattato lo scrittore.   Semprún aveva lasciato scritto di esser sepolto a Biriatu, un piccolo paese basco-francese, sulla riva del Bidasoa, la linea di frontiera...