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Lino Musella

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Conversazione su “Tavola tavola, chiodo chiodo” / Lino Musella e Eduardo: una lezione

“Io ho dovuto pagare un prezzo molto alto durante la mia vita, ho dovuto pagare sempre, sempre. E a furia di pagare, certe cose, oggi, non mi riescono più. Per esempio non mi riesce più di avere molta fiducia nella gente, non mi riesce di farmi degli amici veri, talvolta non mi riesce neppure di credere negli affetti. Non sono una vittima, beninteso: mi sono sempre difeso bene”.  (Da un’intervista di Eduardo De Filippo a Grazia Livi su “Epoca” del 4 febbraio 1962).   Sul palco del San Ferdinando, legata a delle funi, è sospesa una sottile piattaforma di legno a mezz’aria. Sopra c’è un modellino in miniatura di una struttura in costruzione. Lino Musella, pantaloni neri e camicia bianca, ha un barattolo di colla e un pennello tra le mani. Si rivolge a “Vittò”, immaginario aspirante attore – e al pubblico – mentre incolla pezzi. Sembra il primo atto di Natale in casa Cupiello, ma le parole sono altre: Lino Musella/Eduardo racconta del San Ferdinando: di quando acquistò quel mucchio di pietre bombardate, dei milioni cacciati di tasca sua per tirarlo su, di quanto sarebbe diventato bello e moderno, questo teatro, pensato prima di tutto per il popolo e per gli artisti, con l’...

Scene napoletane / Taiuti/Musella, per un teatro dell’abbandono

Gennaio 2020. Nella Sala Assoli di Napoli ha da poco debuttato Play Duett 2, nuova creatura firmata Taiuti/Musella con i musicisti Vidino e Canciello, una sorta di veglia allucinata in forma di concerto in cui i talentuosi autori-attori napoletani – diversi per età e formazione ma accomunati da un simbiotico comune sentire – fanno incontrare tradizione e avanguardia, lirica e suono, canone e sperimentazione totale. Questo secondo lavoro si presenta in una forma più articolata e “rock” del precedente Play Duett 1 e richiama molto le atmosfere sfocate e underground delle cantine, con una quantità notevole di altissima poesia e libertà da ogni tipo di convenzione. Li incontro prima di una delle ultime repliche, terminate le quali il piccolo gruppo partirà alla volta di Pontedera. Mentre i due musici settano suoni e rumori, con Taiuti e Musella ci sediamo nei camerini per una chiacchierata a tre voci con sottofondo noise che ci accompagna fino alla fine.    Tonino Taiuti e Lino Musella. Prima domanda, andiamo un po’ indietro. Come vi siete conosciuti e da dove nasce questa collaborazione? Magari parla prima Tonino e poi Lino.    Musella – Cerchiamo sempre di...

Lino Musella in scena / Il “giornale notturno” di Jan Fabre

Una voce di più voci, una voce molteplice, plurale, ricondotta a unità da un corpo. Lino Musella è la dimensione del perpetuo cambiamento inseguito da Jan Fabre, che cura il testo, le scene e la regia della lettura teatrale The Night Writer. Giornale notturno: quel cangiante sconfinamento tra la luce e l’ombra, il sogno e l’incubo, l’uomo e l’animale, la vita e la morte. Seduto alla sua scrivania, l’attore affronta, doma e cavalca tali metamorfosi di spazio e tempo incarnando una sorta di trinità polifonica. Ovvero, Fabre in dialettica tra sé e sé, Musella stesso a colloquio con lui ed entrambi in dialogo con il pubblico davanti a loro. Pare di vedere applicato sulla scena il “catechismo” dell’eclettico e controverso maestro belga, al suo primo lavoro in lingua italiana: “l’arte è il padre / la bellezza, il figlio / e la libertà, lo spirito santo”. La produzione è di Troubleyn/Jan Fabre e Aldo Grompone, in coproduzione con FOG Triennale Milano Performing Arts, LuganoInScena – LAC, Teatro Metastasio di Prato, TPE – Teatro Piemonte Europa, Marche Teatro, Teatro Stabile del Veneto.   Jan Fabre, ph. Phil Griffin. Il palcoscenico del pratese Teatro Fabbrichino è la distesa di...