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Luigi Caccia Dominioni

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Il 13 novembre 2016 ha concluso la sua Via / Caccia Dominioni ovvero il mestiere dell’architetto

Il 7 dicembre 1913, una domenica, nello Stadio Nazionale di Roma, la Lazio batte 4 a 0 l’Audace nel derby della capitale. Giovanni Giolitti ha da poco vinto le prime elezioni a suffragio universale maschile e formato il nuovo governo. In Italia regna Vittorio Emanuele III, sul soglio pontificio c’è Papa Pio X, mentre nell’Impero Austro-Ungarico Francesco Giuseppe è da poco entrato nel suo sessantaseiesimo anno di regno.    Quella domenica 7 dicembre, a Milano, nasce Luigi Caccia Dominioni, sotto un inequivocabile “segno” ambrosiano: figlio di Ambrogio, il giorno di Sant’Ambrogio, in piazza Sant’Ambrogio. Ha quasi cinque anni quando termina la Prima Guerra Mondiale. Nel 1931 si iscrive al Politecnico di Milano frequentando i corsi di architettura quando ancora le facoltà di Ingegneria e di Architettura non sono ufficialmente divise. Nel 1936 si laurea e apre il proprio studio a Milano con Livio e Pier Giacomo Castiglioni. Tra il 1939 e il 1943 è impegnato nelle vesti di militare nel secondo conflitto mondiale, ma dopo l’8 settembre, rifiutandosi di aderire alla Repubblica Sociale, è costretto a riparare in Svizzera.    Nel dopoguerra inizia la sua attività di...

Milano caput Italiae

La tradizione non è altro che la storia di una serie di trasfigurazioni nuove delle cose. (Massimo Bontempelli, Tradizione, 1934)     Il Padiglione Italia della 14. Mostra Internazionale di Architettura, curato quest'anno da Cino Zucchi, affronta il tema proposto dal curatore Rem Koolhaas, Absorbing Modernity 1914/2014, attraverso il tema dell'innesto. Ad aprire il racconto di Zucchi è proprio un innesto: l'Archimbuto, portale e segno collocato direttamente sulla facciata delle Tese delle Vergini, ponendosi a confronto con le Gaggiandre dell'Arsenale veneziano, di attribuzione sansoviniana.   Una sezione introduttiva conduce il visitatore verso i tre nuclei tematici dell'esposizione: Milano come laboratorio del moderno, il paesaggio contemporaneo dell'architettura italiana e l'Expo Milano 2015. Il percorso espositivo si conclude nello spazio esterno con il Nastro delle Vergini. Qui Zucchi recupera la grande scritta metallica del vecchio Padiglione Italia e ne fa il punto di partenza per un nastro, dello stesso metallo dell'Archimbuto, che prende diverse forme snodandosi fra gli alberi del giardino. Il Nastro...