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matematica

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Il lato creativo e produttivo / Humanities sì, cultura umanistica no

Durante i primi mesi del 2018, sia sul web che sui social, una serie di articoli hanno annunciato con entusiasmo la rivincita della cultura umanistica. A quanto pare i colossi della tecnologia, Google in primis, si sarebbero ricreduti dalla loro hybris tecnologica. Persino i grandi investitori, gente notoriamente senza velleità culturali, guarderebbero con maggior favore alla filosofia che non alla matematica. Secondo il Sole 24, le lauree umanistiche, a torto considerate inutili, “darebbero sempre più lavoro”. Basta con ingegneri e informatici e basta con le decantate competenze hard, le STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica)! Tutti cercherebbero le cosiddette soft skills. Una rivincita della nostra cultura umanistica! Purtroppo no!   Questo clamore, ahimè, è l’effetto dell’infausto equivoco tra humanities (quando non addirittura liberal art) e cultura umanistica, che sono cose ben distinte con prospettive occupazionali e significato molto diversi. Se è vero che humanities e liberal art sono oggetto di grande interesse, soprattutto in aree tecnologicamente molto sviluppate, la cultura umanistica, intesa in modo tradizionale, lo è molto meno. Le humanities sono...

Zerologia / Sullo zero, il vuoto e il nulla

Un matematico, un fisico e un filosofo, vecchi compagni di liceo, decidono di intessere i concetti di zero, di vuoto e di nulla in questo libretto di grande peso specifico: leggerlo “non è impresa da pigliare a gabbo”, ma i dividendi sono cospicui. Contro l’opinione di Umberto Eco, che aveva inserito la “zerologia” tra i lemmi di un’ipotetica enciclopedia dell’assurdo, i tre autori sostengono che “la macchina della conoscenza umana ha bisogno della grammatica del non, che lo zero, il vuoto e il nulla diversamente esprimono nei loro campi.” (11) Il negativo, controparte di ciò che sappiamo, “si sporge su ciò che non sappiamo ancora, su quel non sapere che, come l’ombra luminosa del nulla, sempre circonda ed abbraccia ciò che crediamo di sapere.” (11-12)   È proprio l’inseguimento dell’assurdo, del limite, di ciò che appare e scompare negli specchi tersi della razionalità, è questa ricerca della diversità, della contaminazione, del dubbio, che ci consente di andare oltre, di aprire strade nuove, segnate dalle mutazioni, dagli scarti e dagli slittamenti di significato: come le rocce metamorfiche che nascono, in seguito a sconvolgimenti giganteschi, nel seno placido delle...

Numeri e numeri surreali / La creazione continua della matematica

Tra il 1824 e il 1826 l’embriologo francese Antoine Etienne Renaud Augustin Serres (1786-1868) avanzò l’ipotesi che l’ontogenesi ricapitoli la filogenesi, cioè che le tappe attraverso le quali un organismo vivente si sviluppa, dalla cellula ovarica fecondata all’embrione e all’individuo completo, riassumano, specie nelle prime fasi, prenatale e perinatale, le fasi dell’evoluzione propria della specie di cui fa parte l’organismo considerato. La tesi di Serres fu ripresa e approfondita dal grande biologo, filosofo e artista tedesco Ernst Heinrich Haeckel (1834-1919), convinto darwiniano. Anche se oggi non è più accettata in ambito scientifico, la teoria della ricapitolazione rimane tuttavia affascinante e suggerisce, nell’apprendimento di una materia, di far ripercorrere al discente le fasi dello sviluppo storico di quella disciplina. Questa impostazione, in genere, non è adottata nei corsi universitari, nei quali si preferisce esporre la materia in modo sistematico, specie per quanto riguarda le discipline esatte, come la matematica: se ciò risulta più facile e comodo, soprattutto per il docente, si sottrae agli studenti il piacere di partecipare, sia pure indirettamente, all’...