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Maurizio Bettini

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Una scepsi tentata dalla speranza / L’ombra delle parole e le traduzioni dei classici

Le traduzioni vivono in forme plurali. Non sono monocratiche né monolitiche. Si può sorridere se qualche versione di un’opera letteraria è definita “canonica” o “autorizzata”. Quando sento dire che i libri tradotti “invecchiano” perché “la lingua si evolve” penso sempre a quella diffrazione percettiva che ci coglie quando siamo seduti in treno, in attesa di partire, e di colpo un accenno di vertigine, ecco, ci si muove: meno di due secondi per capire che non siamo noi a spostarci – ci voltiamo, è il treno accanto al nostro che è partito. Inventare una metafora per descrivere il tradurre è sempre un esercizio sdrucciolevole, ma se volessimo dar fede a questa prospettiva dovremmo dire che un classico è un treno che sta fermo, mentre noi – la nostra lingua attuale, sempre in mutamento – siamo sul treno accanto, su quello che si muove. Dubito però che questa sia una descrizione affidabile; pur nella sua novità apparente, pur nel suo appello all’occasione quotidiana, pecca di dogmatismo. Ho il sospetto che anche l’originale sia plurale, esposto a una molteplicità di interpretazioni storiche, oggetto mobile nei marosi del tempo e degli sguardi, e che sia molto rischioso versarsi toto...

Un libro di Maurizio Bettini / La vera storia del presepio

Mentre sindaci, dirigenti scolastici, deputati e senatori della ex Lega Nord, ora Lega di Salvini, e altri personaggi consimili, tutti membri di diritto dell’eterno Carnevale italiano, si agitano per riaffermare la presenza del Presepio nelle scuole e nei luoghi pubblici, dal momento che in virtù del “politicamente corretto” vi è stato estromesso, esce un bel libro dove la storia del presepio è raccontata per filo e per segno. Che cos’è esattamente il presepio? Come nasce? Perché ci sono quei personaggi? Che senso ha farlo oggi? Sono tante le domande che s’affollano in questo libro del classicista Maurizio Bettini, Il presepio (Einaudi, pp. 189, € 19). Il suo non è solo un libro di studio, ma anche un libro di memoria. Meglio: un’autobiografia in forma di studio e di racconto. Tutto comincia con una dichiarazione ad apertura di volume: “Non saprei dire da quanti anni ho smesso di fare il presepio. Venti, trenta, anzi molto di più”. Perché interrogarsi oggi su questo “oggetto” tanto da scrivere un libro dotto e complesso? La risposta non viene subito. Prima bisognerà intraprendere un cammino, per quanto una definizione l’autore la dà subito: il presepio è “una finzione fragile, per...

Un libro di Maurizio Bettini / Contro le radici

«Eravamo disposti ad ammettere qualsiasi cosa, ma non di essere cominciati dai piedi». Sono parole del grande paleontologo André Leroi-Gourhan, uno dei maggiori specialisti dell’evoluzione umana, che continua affermando che la storia del nostro genere è fatta con i piedi, perché gran parte del nostro essere umani dipende dalla posizione eretta, per conquistare la quale i piedi sono fondamentali. Senza i piedi saremmo ancora tutti in una torrida depressione della Dancalia dove è nato l’Homo Sapiens. Nonostante questo, mai come negli ultimi decenni nelle retoriche politiche di certi movimenti localistici, identitari e spesso xenofobi si è sentita evocare così spesso la parola “radici”. I dibattiti politico-mediatici ne sono ormai intrisi, e le “radici” sono una sorta di fondamento per rivendicare una identità forte, altro elemento divenuto la cifra politica di alcuni partiti xenofobi a partire dalla Lega in Italia, fino al Fronte Nationale dei Le Pen padre e figlia in Francia, al movimento di Geert Wilders in Olanda, al Perussuomolaisset (i veri finlandesi) in Finlandia e a gruppi politici affini in Ungheria, Austria, Danimarca che hanno fatto dell’etnicità la loro chiave retorica...