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Moro

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Ma perché proprio Pasolini? / Pier Paolo Pasolini come caso di ascesa sociale

Anch’io come innumerevoli altri appartengo alla setta. Sono uno dei tanti adepti. Pratico il culto pasoliniano. Mia moglie dice che P.P.P. è ormai come uno di famiglia, tanto lo cito, a proposito o (sempre secondo mia moglie) a sproposito. Le stesse cose, più o meno, diceva mia madre a suo tempo. Sono infatti un fedele di lunga durata. E di rigorosa osservanza. La notte tra il primo e il due novembre, per me e tutti gli altri aderenti al folto gruppo di devoti, non è solo la notte tra i Santi e i Morti, ma è, soprattutto, il punto di passaggio tra la mortalità e la santità di P.P.P., celebrato ogni anno e per nulla sbiadito dal trascorrere del tempo, da quel fatidico 1975. Anzi vivificato sempre più nel ricordo, quasi (o senza quasi). Ma perché proprio Pasolini? Per quale motivo, questo poeta, romanziere, saggista, regista, uomo di teatro, polemista e personaggio pubblico controverso, criticato, osteggiato, odiato e persino perseguitato in vita, è stato pressoché divinizzato dopo morto?   Me lo sono naturalmente chiesto anch’io. Ce lo chiediamo in parecchi. Sulle prime, la risposta ho creduto di trovarla nella teoria sacrificale di Walter Burkert, quella esposta in Homo...

Storia della bambina perduta

Tutto ha inizio nel 2011 con la pubblicazione de L’amica geniale, primo volume della saga omonima che si conclude ora con l’uscita de Storia della bambina perduta e con la notizia, diramata dall’Ansa qualche giorno fa, che le oltre millecinquecento pagine de L’amica geniale diverranno una fiction. Sono in tutto quattro i libri che raccontano la storia di Lila e Lenuccia, amiche nemiche dal 1950 ai giorni nostri, senza mai chiarire del tutto di quale delle due sia la genialità cui si riferisce il titolo. L’autrice è Elena Ferrante, la cui vera identità dal 1992, data della pubblicazione in Italia del suo primo libro, è ancora oggetto di congetture.   Nell’estate 2014, in occasione dell’uscita negli Usa di Those Who Leave and Those Who Stay, terzo volume della quadrilogia My Brilliant Friend tradotta da Ann Goldstein, la stampa estera si scatena. Si comincia a parlare di Ferrante fever. Elena Ferrante concede qualche intervista oltreoceano senza mai apparire se non per iscritto. Su Google circola qualche sua foto ma non è detto sia davvero lei. I recensori stranieri non si capacitano del fatto che...

Napolitano e lo stallo repubblicano

DOMANDA
 Per il paese non sta diventando un accanimento terapeutico? Non è forse meglio mirare a elezioni a ottobre?   PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
 Questa questione non mi interessa. Io sono Presidente della Repubblica in pieno semestre bianco che è ritornato operante dopo la elezione del nuovo Parlamento. Quindi, non mi occupo di problemi che non posso risolvere oggi nelle mie funzioni.       Accanimento terapeutico. Avviene quando l'intervento su un paziente, anziché migliorarne la condizione, la peggiora. Si presenta come il principale fattore di rischio sanitario, come si sostiene nel titolo di un libro di Marco Bianciardi e Umberta Telfener Ammalarsi di psicoterapia. Spesso accade quando ci si trova di fronte a uno stallo.In terapia familiare lo stallo di coppia è un gioco a due avversari. Il paragone è la partita a scacchi. I due sono costretti a fronteggiarsi in eterno, senza via d'uscita. Secondo Mara Selvini Palazzoli (1916-1999) la situazione può protrarsi all'infinito senza crisi o rotture: “Uno dei due a volte esibisce una serie appariscente...