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Nadar

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La stupidità fotografica

Ma perché al giorno d'oggi tutti fotografano? Prima possibile risposta: perché ora è facilissimo, no? Seconda possibile risposta, più romantica e subdola: perché un'immagine vale più di mille parole – nessuna delle quali però è realmente leggibile in un senso solo. Ma allora perché non disegnare con una semplice matita o una penna, se non si vogliono spendere soldi per dipingere; perché non proprio adesso che la pittura, dopo un secolo di avanguardie artistiche, si è liberata dal dogma della rappresentazione fedele della realtà o di espressione del Bello per farsi pura portatrice del pensiero dell'artista?   In La Stupidità Fotografica, libro postumo di Ando Gilardi, lo storico italiano torna frequentemente alla sua citazione preferita di Nadar: la Fotografia è quel mezzo che consente anche a un idiota di ottenere qualcosa per cui prima occorreva del genio. D'altra parte, è opinione diffusa che, fatto meramente statistico, ora che i mezzi di comunicazione e/o creazione sono alla portata di un numero più ampio di persone rispetto a cinquant...

Julian Barnes. Livelli di vita

Un fenomeno meraviglioso e inaccessibile è al centro di una delle scene chiave di Livelli di vita, l’ultimo libro di Julian Barnes, pubblicato in Italia da Einaudi nella traduzione di Susanna Basso: l’immagine esatta e ingrandita di un pallone aerostatico, con la sua cesta, le sue funi e il profilo netto dei tre aeronauti a bordo, si proietta sulle nuvole sottostanti, e gli stessi aeronauti la osservano dalla navicella in volo, nel silenzio, nella luce e nel tepore del cielo acceso dal Sole. I tre uomini sono sopra le nuvole, nascosti agli sguardi degli altri rimasti sulla Terra, al riparo dalle convenzioni sociali e forti della propria altezza.              Questa immagine rappresenta la gioia, che Julian Barnes, da ex lessicografo, distingue dal piacere, e a cui attribuisce una dimensione morale perché il suo fondamento è la condivisione, la profondità prospettica garantita dalla triangolazione dell’intersoggettività, dalla possibilità di osservare un oggetto visibile anche all’altro, di aggiustare il proprio giudizio grazie al confronto con il punto di vista...

Fichés

Ha fatto in tempo Ando Gilardi a visitare Fichés. Photographie et identification du Second Empire aux années soixante, la mostra agli Archives Nationales di Parigi chiusa a fine gennaio di quest’anno? E in caso positivo, cosa ne ha pensato, lui che in Wanted! (Bruno Mondadori 2003) ha ripercorso la storia della fotografia segnaletica, mostrando come questa corra parallela alla storia della fotografia tout court e giunga ininterrotta fino ai giorni nostri? La visita di Fichés mi ha lasciato con tante domande aperte, di più, mi ha scosso e persino emozionato. Quel giorno di gennaio mi è mancato un compagno di visita come Gilardi, un privilegio che avrebbe dato un’altra coloritura alle impressioni che seguono.   Entro agli Archives Nationales con le idee molto chiare su cosa aspettarmi dall’esposizione Fichés: come recita il sottotitolo, tratta di Photographie et identification du Second Empire aux années soixante. Fichés, ovvero schedati, ripercorre la creazione, la diffusione e la definitiva affermazione della fotografia segnaletica, giudiziaria e criminale. In questo modo mostra la saldatura...