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Narendra Modi

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Alcune sfumature dell’India-Fabindia

Alla festa di compleanno del mio amico Hari al Park Hyatt di Chennai ci saranno almeno una trentina di persine. Una stangona del Quebec che si spaccia per francese canta delle cover anni ’80. Un buffet di spiedini gira tra i tavoli e fuori, tra le piscine del cortile e una grande statua di Ganesh, si fuma, si beve e si chiacchiera.   È qui che scopro una via di mezzo tra l’India moralizzatrice del Modismo contraria alle effusioni in pubblico e quella militante dei kiss-mob dove i ventenni si baciano spudoratamente per affermare il proprio diritto a poterlo fare in pubblico. È l’India del ceto medio che sta scoprendo un nuovo rapporto con il proprio corpo e con la sessualità. Un’interessante India privilegiata.   Sunil mi spiega d’un fiato tutta la trama della trilogia di Cinquanta sfumature di grigio. Ne so poco, tranne qualche articolo sul fenomeno, letto qua e là. Mi dice che no, non è un libro erotico: è letteratura. E mi spiega che il gioco di sadomasochismo finisce nel primo libro. In quelli successivi lei lo fa innamorare e si sposano. Poi ricominciano con il gioco erotico, ma solo quando...

India: pisciare e non baciare

L’orgoglio è un motore che tiene vive economie zoppicanti, nazioni di incerta identità e può addirittura accendere la crescita. Ma può anche essere usato per darsi una ripulita. È proprio l’orgoglio ciò su cui ha cercato di far leva il premier indiano Narendra Modi per innescare uno dei cambiamenti più importanti per il suo paese in questi mesi. La sua più grande campagna di relazioni pubbliche si chiama Missione India Pulita, o Swacch Bharat Abhiyan, in hindi. È un’arma a doppio scoppio, figlia di una mente furbissima, perché da un lato ha cercato di togliere qualsiasi potere metaforico a un partito avversario, quel partito dell’uomo qualunque, l’AAP (Aam Aadmi Party) di Arvind Kejriwal che da anni usa la scopa come simbolo un po’ “grillino” per spazzare via la corruttela e il passato stantio. Ora Modi ha provato ad appropriarsi del simbolo spogliandolo della metafora e cercando di ridicolizzare chi brandiva lo spazzolone di paglia come icona, invece che per l’uso cui è realmente destinata: la sporcizia per terra. Dopo la vittoria straripante di...

L'India vista da un velle

Mi è stato chiesto se riesco a spiegare, partendo da una visione dal basso, quotidiana, cos’è l’India del nuovo Premier nell’attuale situazione sociale e politica: dov’è finito il gigante-India che era considerato una delle grandi potenze del XXI secolo? La domanda sottintende che l’India non sia più così promettente. Forse a causa della perdita di terreno della rupia, di un rallentamento nella crescita in rapporto alle previsioni, o anche perché un nazionalista indù ha vinto le elezioni presidenziali.   Partendo dal basso, da ciò che sento dire da mio suocero indiano a colazione, dai miei studenti all’Università, dai giovani imprenditori, intellettuali, giornalisti e scrittori che mi capita di frequentare, l’impressione che in questa fase storica l’India sia invece ancora destinata a prendere il suo spazio nel palcoscenico mondiale è stata rianimata e non spenta dall’attuale Premier, per quanto quest’uomo sia distante da identità e principi di persone laiche, moderne, razionali. E nonostante la sua politica annunci il lento disfacimento...