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Olga Tokarczuk

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Nobel 2019 / Lo sguardo di Olga Tokarczuk

Con il Premio Nobel per la letteratura, assegnato contemporaneamente alla polacca Olga Tokarczuk e all’austriaco Peter Handke, si potrebbe affermare che ha vinto l’Europa Centrale, con tutte le sue contraddizioni (basti pensare alle polemiche per l’appoggio dato dallo scrittore austriaco al nazionalismo serbo). Piccole nazioni che, assieme alle altre, dal Baltico al mar Nero, sono non soltanto un luogo dell’anima e della cultura fondamentale per il nostro sbrindellato continente, ma anche l’espressione di un modo di intendere la letteratura un po’ diverso da quello che va per la maggiore da noi. I loro libri sono assai particolari e, seppur ben scritti, privilegiano lo sguardo filosofico: spesso sono una sorta di patchwork di saggio e finzione. I loro romanzi, ad esempio, non sono caratterizzati da una trama narrativa chiara e definita: sono piuttosto delle occasioni di racconti e memorie apparentemente confuse e, persino, pretestuose, al servizio di una profonda riflessione sulla vita, l’anima e la storia.     Pur essendo nata parecchi anni dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, Olga Tokarczuk (1962) è ben consapevole del peso della Storia per la Polonia e di...

Vivere imparando a vivere / Il Nobel a Peter Handke

Il Nobel a Peter Handke è una sorpresa. Sembra un Nobel di recupero, specie perché assegnato in coppia insieme a Olga Tokarczuk. Un Nobel di doppia riparazione: a una donna, senza voler minimamente sminuire il suo valore, dopo lo scandalo per molestie relativo al marito di una giurata che aveva causato la mancata assegnazione dello scorso anno; e a un autore che avrebbe dovuto vincerlo molto prima, non fosse stato per un altro scandalo, quello delle sue prese di posizione in difesa della Serbia in occasione delle guerre della ex-Jugoslavia. Il ritorno sulla scena di Handke, che in verità non era mai sparito perché ha continuato a pubblicare libri splendidi anche negli ultimi 20 anni; o meglio: il ritorno dell’accettazione pubblica, era stato annunciato dall’assegnazione degli importanti premi “Thomas Mann” e “Kafka” nel 2008 e ribadito dal premio “Ibsen” nel 2014, dopo che nel 1999 egli aveva restituito il premio “Georg Büchner” a causa dei bombardamenti della NATO contro i serbi.    Per uno che aveva iniziato con il libretto teatrale Insulti al pubblico (1966) e opere narrative e poetiche provocatorie e al limite dell’illeggibilità (su questo primo periodo vedi il mio...

Viaggiare / Olga Tokarczuk, I vagabondi

«Volo da Irkutsk a Mosca. Si decolla da Irkutsk alle otto del mattino e si atterra a Mosca alla stessa ora – otto del mattino dello stesso giorno. Questo è il momento esatto in cui sorge il sole, quindi si vola per tutto il tempo all'alba. Si rimane in questo singolo istante, grande, tranquillo, espanso come la Siberia. Dovrebbe essere il momento per la confessione di un'intera vita. Il tempo scorre all'interno dell'aereo, ma non fuoriesce all'esterno.» Il viaggio è una luce sempre accesa, è un’ansia, è una ricerca, il viaggio è la solitudine estrema e il suo contraltare. Il viaggio è una persona che ne incontra un’altra, il viaggio è la storia personale che si mescola a quella degli altri. Il viaggio è un odore, una vaga speranza, è una possibilità da rinnovare ogni giorno. Il viaggio è il fuso orario che cambia, un riparo, una doccia non fatta, un letto ricevuto in regalo. Il viaggio sono mani che si toccano, spalle che si sfiorano, sono gli aeroporti, i porti, sono i treni, sono le banchine delle stazioni.   I viaggi sono l’unica vera casa che abbiamo, sono tutto quello che impariamo, sono poi quello che lasciamo. Il viaggio è cultura ed è aver cura. Il viaggio è...