Il tuo due per mille a doppiozero

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Purgatorio

(10 risultati)

Verso Paradiso / La gloria di Colui che tutto move

L’attacco di Dante nella sua terza cantica è gerarchico fin dal primo verso, e non potrebbe esserci esordio meno congeniale alla mentalità degli odierni lettori del Paradiso. Il medioevo è dominato dalla nozione di gerarchia, in senso teologico e angelologico, ontologico e cosmologico, assiologico e morale, fino all’ordinamento sociale che della gerarchia celeste dovrebbe essere lo specchio, partendo dalle due massime autorità cristiane che ne costituiscono il vertice in terra, la Chiesa e l’Impero. Il problema per noi è che il nostro mondo si è formato insorgendo contro questa gerarchizzazione della realtà, ricondotta a ragioni oppressive che la modernità si è fatta un dovere di demistificare e distruggere in nome di un’orizzontalità liberatoria, di un immanentismo in cui non esiste nulla di sovraordinato all’umano. Sulla base di queste premesse, il Paradiso dantesco sembra fatto apposta per suscitare i fraintendimenti del pubblico di oltre sette secoli dopo. Certo, noi sappiamo che la mentalità medievale è gerarchica, e siamo pronti a ricondurre questo dato storico agli aspetti estetici della terza cantica, che possiamo ammirare già nell’incipit, col suo vivido luminismo che...

Diario (7) / Cordula, dantista femminista

Ma cosa ci fa una donna, e per di più vestita da uomo, nel tempio maschile del dantismo? Attenzione, stiamo parlando di oltre un secolo fa, non dei nostri anni di transgender: 9 maggio 1920, Cordula Poletti varca la soglia della Biblioteca Classense, a Ravenna, per tenervi la sua “lectura Dantis”. Nessuna prima di lei. Non ha paura: camicia bianca e cravatta, una camelia appuntata sulla giacca, scarpe a tacco basso e larga suola spessa, colei che Sibilla Aleramo anni prima aveva chiamato “la fanciulla maschia”, avanza nella Sala di Dante, dove leggerà e commenterà il XXXIII del Paradiso, canto arduo e complesso, la vetta più alta della Commedia. Sembra lo abbia fatto apposta, a sceglierlo: sa che deve competere al massimo livello di difficoltà possibile. Non sente, o finge di non sentire, i commenti, le risatine e le malignità che la sala mormora al passaggio della giovane ravennate ribelle, profumata, in eleganti abiti maschili: tira dritto, depone con cura i fogli sul tavolo della presidenza, e infine si volta a guardare con aria di sfida l’intellighentia della sua città, lì riunita per giudicarla.     Cordula ‘Lina’ Poletti. Prima di farle iniziare il commento...

Diario (6) / Dovete morire!

“Dovete morire!”. Così ha risposto un’adolescente, senza pietà, a una signora anziana che rimproverava lei e i suoi compagni di non portare la mascherina e di stare abbracciati. La signora anziana, dall’alto del balcone, si lamentava guardando i giovani lì in basso che non rispettavano le regole, “non siete responsabili!”, gridava. I ragazzi sono stati per un poco ad ascoltarla, sorridendo tra loro, poi la più sfrontata, una testa di riccioli biondi e il dito puntato verso il balcone: “Dovete morire!”.   La scena è avvenuta a Ravenna, non lontano dalla tomba di Dante Alighieri, quella tomba di cui abbiamo raccontato domenica scorsa le tumultuose vicende, legate alle ossa del poeta. Sempre di morte si tratta…   Già. Le regole, il covid: tutto giusto. Dobbiamo essere responsabili, e figurarsi se non debbono esserlo i più giovani, e ascoltare la voce della ragione che li sgrida dall’alto di un balcone del centro storico. Ma anche chiederci: cos’è la “responsabilità” che chiediamo agli adolescenti, in un mondo di adulti sciagurati e irresponsabili? Cos’è la “responsabilità” in un mondo che, a parole, predica e proclama i grandi “valori”, ma nella pratica idolatra il denaro e...

Verso Paradiso / Sulle orme di Dante: da Ravenna a Timisoara

L’ombrosa Zona dantesca (o Zona del Silenzio) attorno alla tomba del poeta e alla Basilica di San Francesco è diventata fin da subito il mio rifugio dal sole preferito durante le incantevoli visite a Ravenna. Naturalmente la tomba stessa è una meraviglia, un simbolo degli omaggi al Sommo Poeta di cui ricorre quest’anno il settecentenario dalla morte. Soltanto guardare il piccolo giardino a destra del monumento mi riempie di pace. Essendo cresciuta in Romania e avendo poi vissuto più della metà della mia vita in Austria, i versi della Divina Commedia non mi erano familiari. Inutile dire che conoscevo il contenuto del capolavoro dantesco, ma non lo avevo mai studiato a scuola, come per esempio il Faust di Goethe o La stella della sera di Mihai Eminescu, un poema narrativo in 98 strofe – che mia madre conosceva interamente a memoria.   Così è stato proprio a Ravenna che è cominciato il mio viaggio di approfondimento nel lavoro di Dante, grazie a Marco Martinelli e Ermanna Montanari. La loro scelta di versi dalla Divina Commedia mi ha invogliato a leggerla per intero. Ho sempre temuto che senza una guida, non ci sarei riuscita. Ma Marco e Ermanna si sono dimostrati due guide...

Diario (5) / Il furto delle ossa di Dante

Chi la conosce la storia delle ossa di Dante? Di come furono abilmente trafugate e nascoste dai frati della basilica ravennate di San Francesco, in una notte del 1519, per non consegnarle alla delegazione del papa Leone X e dei fiorentini che volevano riportarle in patria? La vicenda ha il sapore di un thriller politico-religioso, con risvolti burleschi: i francescani contro il Vaticano! I francescani ladri delle ossa! Delle “brave persone”, così li definiva sogghignando mio padre, divertendosi e divertendomi nel raccontarmene la storia, quando ero poco più che un bambino.    Storia che cominciava così: a metà del Trecento, Firenze e Ravenna nutrono verso il poeta sentimenti opposti, per la prima Dante rimane un fuorilegge, la seconda lo venera come lo scrittore che ha onorato la città con la sua presenza. Le copie della Commedia circolano ormai in tutta Italia, e sono diverse le famiglie fiorentine che apprendono di avere un amico o un parente relegato “all’inferno” da quel nemico della patria. Come perdonarlo? Si tenta di cancellare la memoria del “traditore”, ma invano. La fama di Dante cresce: a 40 anni dalla morte, Boccaccio scrive il Trattatello in laude di Dante,...

Diario (4) / E dopo il Paradiso cosa c'è?

E “il quarto pezzo”? Quando nel 2017 iniziammo a lavorare all’Inferno, mi ritrovai insieme a Serena Cenerelli a spiegare a un gruppo di signore la struttura dell’intera Commedia, il viaggio dalla selva oscura al Paradiso, la divisione in tre cantiche, ovvero in tre parti. Una signora chiese: “E il quarto pezzo”? Non compresi. Il quarto pezzo… in che senso? E lei, convinta, serissima: “Il quarto pezzo, dico, dopo Inferno, Purgatorio e Paradiso…”    La domanda forse rifletteva le abitudini dell’era dello spin-off, ovvero la cultura delle serie televisive, per cui una storia, se ha ben “funzionato”, una volta finita va comunque continuata, magari inventandosi le vicende di un personaggio “secondario” che nella storia-madre non era protagonista: non Dante quindi, ma, che so, le vicende che han portato all’omicidio di Pia dei Tolomei o quelle del musicista Casella o i furori di Gianciotto Malatesta, detto anche “Gianne lo Sciancato”, politico e condottiero, tradito dal fratello Paolo e dalla sposa Francesca: appunto, il “quarto pezzo”.    Inferno, Teatro delle Albe, 2017, © Silvia Lelli. O forse quell’errore nascondeva qualcosa di più? La cosa mi è tornata in...

Diario (1) / Verso Paradiso

Dopo che varcando il Teatro Rasi si era precipitati nella città dolente, dopo che si era imparato il “noi” nella cantica dell’ascendere insieme per le strade di Ravenna, e di Matera, ci sarebbe stata una nuova chiamata pubblica e, insieme, si sarebbe dovuti arrivare al Paradiso nel 2021. Come fare, costretti alla distanza? Come celebrare Dante nell’anno del settimo centenario della morte del poeta? Teatro delle Albe e doppiozero hanno immaginato lo spazio della scrittura come spazio di un’attesa condivisa, un racconto-diario scritto da Marco Martinelli e racconti-sapere di studiosi e amici del Sommo, fili differenti per “dialogare con l’ago” e tessere visioni. Il Cantiere Dante di Marco Martinelli e Ermanna Montanari è una produzione Ravenna Festival/Teatro Alighieri in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro.   Ci abbiamo creduto, abbiamo sperato, fino all’inizio di marzo. Poi l’esplodere delle varianti, la lentezza dei vaccini, l’arrossarsi implacabile, giorno dopo giorno, delle Regioni, ci hanno fatto alzare bandiera bianca: il Paradiso dantesco, debutto previsto 25 giugno 2021, non si farà. Ma prima di continuare, occorre raccontare l’antefatto al...

L’estate dei Festival / Il Purgatorio delle Albe

Il cielo è “dolce color d’orïental zaffiro”, usciti dalle tenebre e dallo stridor di denti, dal contrappunto bestiale di bestemmie e rimpianti laceranti dell’Inferno, sulla spiaggia del Purgatorio. Il cielo era coperto di nuvole minacciose fino a poche ore prima dello spettacolo. Ora, davanti alla chiesetta di Santa Maria in Costantinopoli, in uno stretto budello dietro il Duomo di Matera, il sole splende verso il tramonto. Odore di incensi.    Matera, ph. Marco Caselli Nirmal. Si aprono le porte e Marco Martinelli e Ermanna Montanari, di bianco vestiti, inaugurano l’ascesa di un centinaio di spettatori-Dante Alighieri verso il culmine della montagna del Purgatorio. Si salirà, in questa tappa per Matera 2019 capitale europea della cultura della “Chiamata pubblica per la Divina Commedia di Dante Alighieri” del Teatro delle Albe iniziata a Ravenna nel 2017 con Inferno; si ascenderà, per raggiungere l’ultimo approdo del viaggio di purificazione, il Paradiso terrestre, solo al calar del sole, in una luce che indora i tetti della città dei Sassi. Si attraverserà un’altra chiesa, quella del Riscatto, piena di donne in abiti da sposa che gridano contro le violenze subite da...

Marco Martinelli / In viaggio con Dante

Piove, piove a Matera, a fiumi d’acqua, che rifluiscono per le strade lastricate di chianche, pietre, verso il sasso Barisano, verso il sasso Caveoso. Saliamo, una mia amica e io, verso il duomo, per incontrare Marco e Ermanna, Marco Martinelli e Ermanna Montanari, il Teatro delle Albe, una meravigliosa avventura di amore personale e di scavo artistico, nata sui banchi di scuola col fuoco di dire qualcosa di essenziale in questo mondo, allargata negli anni a tanti altri compagni di strada, giovani, meno giovani, cittadini di Ravenna, ragazzi di Scampia, di Diol Kadd in Senegal, di molti altri luoghi. Ricordo a me e all’amica che mi accompagna qualcosa della storia straordinaria, avventurosa, di questa coppia che è diventata compagnia, comunità teatrale diffusa: gli spettacoli politici e poetici, spesso indignate deformazioni grottesche di una società dove comandano l’economia, l’egoismo, la distruzione dell’ambiente; la non-scuola con ragazzi giovanissimi, prima a Ravenna e poi in molti luoghi in Italia e nel mondo, l’entrare nel teatro con il fuoco dell’età verde, il mettere in vita e non semplicemente in scena gli autori classici, facendoli indossare da adolescenti “furiosi”....

Un verso, la poesia su doppiozero / L’amor che move il sole e l’altre stelle

Un verso, un solo verso. Ramo di un albero, filo di una tessitura. Oppure, petalo di un fiore, se vogliamo rivolgerci alla classica contiguità della poesia con la rosa. Staccare un verso dal corpo di suoni e di silenzi cui appartiene, dall’onda del ritmo che in ogni parte di quel corpo trascorre, è come prelevare poche note da una composizione musicale. Un’azzardata sottrazione. Un arbitrio. Eppure ci sono alcuni versi, in tutte le lingue, e anche nella loro traduzione in altre lingue, che sembrano vivere di luce propria. E sembrano compendiare nel loro breve respiro la vita del prisma cui appartengono: schegge che si trasformano in sorgenti luminose, frammenti che raccolgono e custodiscono nel loro scrigno, integro, il suonosenso della poesia dalla quale provengono.    Un verso, un solo verso, può corrispondere, sul piano della poesia, a quello che nel campo della prosa Leopardi chiamava “pensiero isolato”. Nello Zibaldone lampeggiano alcuni “pensieri isolati”, sottratti all’ordine discorsivo della trattazione: la loro densità di teoresi è più forte di ogni diffusiva analisi.  Così, accade anche che alcuni versi isolati, pur sottratti alla loro organica...