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risentimento

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Insegnanti, genitori, ragazzi / Violenza a scuola

“Si è attaccata a un cavillo, prof.  Ho fumato in classe ma intanto è una sigaretta elettronica, e poi non è la sua ora, questa. Lei è entrata, mi ha visto, ma veramente: ma perché si attacca in questo modo a ’sta cosa? Un cavillo. Davvero un cavillo. Ha sentito che ci sono degli studenti che buttano l’acido addosso agli insegnanti?”   Quando Luca me lo ha domandato gli ho risposto di no, che non avevo sentito che era accaduto. Però – ho aggiunto – ho sentito che alcuni studenti pensano di poterlo dire. Gli ho fatto notare che lo stava facendo anche lui, a modo suo. E che aveva detto la parola “cavillo” tre volte. E il mio non lo era, come non era istinto sadico. Aveva a che fare, il mio intervento, con il tema della responsabilità, con l’assunzione in prima persona dei propri atti. Mi pareva una cosa importante, per lui.   Episodi di violenza, minacce, atti di bullismo, e le vittime, lo sentiamo con frequenza sempre maggiore, sono gli insegnanti.   Mi colpisce ogni mattina che gli ingressi delle scuole siano sempre così identici: i portoni, il linoleum dell’atrio, i gruppi di adolescenti schierati a mappare il cortile antistante. I miei alunni di quarta B se...

Ressentiment / Il risentimento e la coscienza, da Nietzsche a Shakespeare

Così scrive Nietzsche:   E ora una parola di rifiuto per i recenti tentativi di cercare l’origine della giustizia su un terreno del tutto diverso – cioè quello del ressentiment. Confidiamolo prima di tutto agli psicologi, ammesso che abbiano veramente voglia di studiare finalmente da vicino il ressentiment: questa pianta fiorisce oggi in tutto il suo splendore tra gli anarchici e gli antisemiti, come del resto è sempre fiorita, nascosta, simile alla violetta, anche se il suo profumo è ben altro. E come da simile non può che derivare simile, non c’è da meravigliarsi se proprio da questi ambienti nasceranno tentativi, come spesso ce ne sono stati, di sacralizzare la vendetta col nome di giustizia […] è proprio lo spirito del ressentiment a produrre questa nuova nuance di equità scientifica (a favore di odio, invidia, inimicizia, sospetto, rancore e vendetta) (Nietzsche, Genealogia della morale).   Da Nietzsche in poi, “risentimento” si dice in francese: ressentiment. Nietzsche dichiara che l'uomo del ressentiment è tipicamente moderno, è la conseguenza di una civiltà che ha capovolto la morale: “Che gli agnelli nutrano avversione per i grandi uccelli rapaci, è un fatto che...