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sentimenti

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Tu chiamale se vuoi emozioni / L'empatia e il processo invisibile

Nei momenti di grande trasformazione come l'attuale sembra che le urgenze strangolino e soffochino ogni spazio. I "saperi sul mondo" si evolvono drasticamente creando difficoltà serie alla conoscenza, i paradigmi consueti si fratturano di fronte a impreviste ‘scintille’, la vita individuale e le relazioni collettive sono sottoposte a stressanti torsioni.  Permangono però negli anni alcune invarianti, talora in auge e talora depresse, talora accettate e talora rifiutate, talora dimenticate e talora approfondite. Lo “stato affettivo” è tra queste: la sua presenza è millenaria, la fortuna oscillante a causa della 'narrazione convenzionale' spesso antagonistica alla ragione, il credito filosofico passato scarso mentre quello presente alto, l’attenzione letteraria-editoriale sensibilizzata, quella psicologica preziosa, quella scientifica innovativa, quella giuridica controversa. Un po’ tutti, nelle varie discipline, se ne sono occupati ma, ci si chiede: perché questi stati continuano ad interessare? È la domanda che si pone Martha Nussbaum, ormai da decenni impegnata su questi temi sia sul versante individuale che in quello collettivo, e da ultimo con Rabbia e perdono (Il Mulino,...

Il peccato è il confronto / Invidia. Il metro di Caino

E come alli orbi non approda il sole, / così all’ombre quivi, ond’io parlo ora, / luce del ciel di sé largir non vole; / ch’a tutti un fil di ferro i cigli fora / e cuce sì, come a sparvier selvaggio / si fa però che queto non dimora. (Dante, Purg. XIII, 67-72)   Quando ero bambino, a catechismo, un prete mi ha raccontato la storia di Caino e Abele. Di quel racconto – e della sua autorevole interpretazione – mi sono a lungo accontentato. Per me, come per tanti cattolici, la Bibbia era affare della Chiesa.  Solo molti anni dopo ho avvertito la necessità di un “libero esame” del passo della Genesi. Ho scoperto così che, per rendere più comprensibile a noi piccini la morale della foschissima favola, il buon parroco aveva prudentemente “rivisto” il racconto. Nella sua rassicurante versione, Abele sacrificava a Dio gli agnelli più belli e grassi del suo gregge, mentre Caino gli offriva solo gli scarti del proprio raccolto: di qui la ragionevole benevolenza del Signore per il pio pastore, la sua giusta collera contro il fratello infido e sacrilego.  Il fatto è che, nella Genesi, della disparità tra i due sacrifici non si fa menzione. Niente fa pensare che un sacrificio...

“Dopo l’amore” di Joachim Lafosse / Il costo dei sentimenti

È un film straordinario Dopo l’amore. Un film che racconta una storia come tante, per niente speciale o sorprendente, chiuso fra le quattro mura di un’abitazione. Ma lo fa in un modo talmente unico, diretto, intimo e sincero da lasciare la sensazione che stia parlando di noi, del nostro tempo, del nostro mondo. Della nostra vita.   Dopo quindici anni di matrimonio Marie e Boris si stanno lasciando. Anzi a dire il vero si sono già lasciati, ma a causa delle ristrettezze economiche nessuno dei due può abbandonare il tetto coniugale e sono così costretti a vivere da separati in casa. Hanno due figliolette, Jade e Margaux, forse troppo piccole per comprendere appieno la situazione, ma troppo affezionate ai genitori per poter accettare che la separazione diventi definitiva. Non c’è niente di nuovo in questa vicenda, il cinema ce ne ha descritte tante di storie così. Ma la fine di un amore, la dissoluzione di una famiglia e il distacco dagli affetti, sono drammi talmente enormi e inafferrabili che spesso è quasi impossibile ridurli nelle due ore di un racconto cinematografico riuscendo a essere efficaci. Eppure Lafosse – che appena quarantenne, al suo settimo film, sembra aver...