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Twin Towers

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Berlinale 2018 / A volte (i traumi) ritornano

È da qualche tempo a questa parte che ricorre sempre più spesso nel dibattito pubblico il termine di “trauma”. Eppure è raro che a una parola così gravida di conseguenze venga dato tutto il peso concettuale che meriterebbe. Quello che infatti non viene mai abbastanza sottolineato è che il trauma non è solo un’esperienza scioccante e violenta i cui segni permangono in modo indelebile nell’esperienza del soggetto, ma riguarda anche, e forse ancora di più, il modo in cui questi stessi segni si iscrivono, con degli esiti spesso paradossali e tutt’altro che prevedibili.      Gira una storia ad esempio, davvero agghiacciante, riguardo agli eventi di Parigi del 13 novembre 2015 su una giovane donna sopravvissuta al massacro del Bataclan. Madre dalla condotta di vita priva di eccessi e di estrazione sociale medio-alta, questa donna aveva iniziato dopo pochi giorni dall’evento traumatico a presentare una serie di sintomi assai singolari. Continuava a ritornare più volte e di nascosto sul luogo dell’attacco terroristico visitando da sola a tarda notte i locali attorno al Bataclan con delle serate colme di eccessi (alcol, droghe, esperienze sessuali con sconosciuti), a cui...

Guerre mediatiche / Baudrillard e lo spirito del terrorismo

Il 6 marzo sarà il decimo anniversario dalla scomparsa di Jean Baudrillard. L’editore FrancoAngeli pubblicherà per questa occasione il volume Pornografia del terrorismo, raccolta dei principali saggi dedicati dal sociologo francese al terrorismo. Presentiamo in anteprima un estratto dalla prefazione di Vanni Codeluppi, che ha curato il volume.   Le società occidentali hanno costruito il loro successo nei secoli facendo costantemente agli individui delle promesse di benessere e felicità. Ciò le ha portate a tentare di eliminare ogni negatività e soprattutto la negatività più forte di tutte: la morte. Baudrillard ha accuratamente descritto questo fenomeno nel suo saggio probabilmente più significativo: Lo scambio simbolico e la morte. Nel quale però ha anche sostenuto che la morte, e con essa il negativo e il male, non può essere totalmente cancellata dalla società. Riemerge periodicamente affluendo negli interstizi e negli spazi liberi che le vengono lasciati. Perché si tratta di una dimensione ineliminabile dell’esistenza umana. Come il Male, che non può che essere portato a bilanciare la presenza del Bene. Le società occidentali però, come si è detto, tentano costantemente...