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Valentino Zeichen

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Le non cose / Byung-Chul Han, come abbiamo smesso di vivere il reale

“Mentre tutto trema nel delirio del clima /e brama di uccidere maligna inventa // Rari sono i luoghi in cui resistere”, diceva Andrea Zanzotto non molto tempo fa (Conglomerati, Mondadori, 2009). Ancora una volta il poeta, poco prima di andarsene, ci avvertiva alla sua maniera ctonia, dicendoci che qui nel mondo che c’è dobbiamo resistere, almeno là dove si può. Certo le grandi crepe con cui il reale contemporaneo sta facendo i conti ne annunciano una qualche trasformazione, ma non è ancora così chiaro contro quali minacce dobbiamo resistere, in difesa di che cosa esattamente? Spesso la riappropriazione della Physis (la primigenia corporeità naturale), a fronte delle incapacità del Nomos (le leggi degli uomini), sembra essere una delle pulsioni dominanti, la forza dell’una sembra prevalere sull’altro.   È proprio analizzando il mondo che c’è che Byung-Chul Han indica nel recupero della naturalità (dopo vedremo meglio) la strada maestra. Il “Günther Anders del XXI secolo” (Davide Sisto, qui) lo fa da tempo e in modo sempre più convincente. La coerenza delle sue analisi è come se volesse cercare una coerenza nello stesso apparire sulla scena dei fenomeni. È un’analisi seria e...

Ritratto di un poeta / Per trovare la reincarnazione di Zeichen

Quando muore un cantante, un architetto, un attore, un regista, uno scrittore, uno stilista, un filosofo, un opinionista, un poeta, un politico, un professore, una qualsiasi figura pubblica di rilevanza, come la muta di formiche che ricopre la preda fresca fresca di morte, arrivano articoli finalizzati a trarne una lacrima, un sorriso, un bilancio, un ricordo, un compiacimento. Ora che però Valentino Zeichen è morto, forse è arrivato il momento della vendetta della preda sulla muta dei mormoranti. Non conosco infatti persona più lontana da questa retorica, e comunque non c’era persona più fieramente avversaria della banalità ubiqua come Valentino Zeichen. Per queste ragioni, questo pezzo si basa su un presupposto imprescindibile: sempre che Valentino Zeichen sia morto, cioè sempre che la morte sia possibile, Valentino Zeichen si è reincarnato in un’altra cosa. Intendo quindi ragionare, indagare e muovermi in direzione della Vita, non della morte, e avanzare ipotesi e spunti di ricerca per ritrovare Valentino Zeichen in altre manifestazioni che non siano più quelle adottate nella sua vita precedente: poeta, uomo molto bello, fiumano, locatario di baracca, camminatore romano,...