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Vanni Scheiwiller

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Calvino, Levi e i buchi neri

Nell’aprile del 1975 la rivista «Le Scienze», edizione italiana di «Scientific American», pubblica la traduzione di un articolo sui buchi neri. Il titolo in originale è The Search for Black Holes e l’autore lo scienziato Kip S. Thorne. La rivista è molto seguita in quel periodo in Italia e tra i suoi lettori affezionati ci sono anche due scrittori assai noti: Italo Calvino e Primo Levi. L’autore di Le cosmicomiche ne parla nel mese di settembre sul «Corriere della Sera» nella sua rubrica «Osservatorio del signor Palomar», titolo: I buchi neri. Calvino nota che da alcune settimane tutti gli amici con cui il suo alter ego, il signor Palomar, parla, finiscono sempre per affrontare l’argomento dei buchi neri. Il pezzo è un efficace riassunto degli argomenti sviluppati da Thorne, che si alternano a riflessioni di tipo filosofico e antropologico sul posto dell’uomo nell’universo.   Il tema appassiona Calvino da decenni, almeno dagli anni Quaranta, e ha trovato spazio nella sua opera narrativa, in particolare in Le cosmicomiche. Il cambio di paradigma in corso, osserva lo...

Guido Ballo: idea per un ritratto

Come sempre, i centenari sono un’occasione per ripensare al lavoro e alla vita di qualcuno che si è distinto nel lavoro, nelle idee o nelle azioni. Sono il momento giusto per mettere dei punti fermi e ripercorrere, con l’obiettività della distanza storica, umana e temporale, fatti, idee, emozioni e risistemare ciò che negli anni è stato dimenticato, frainteso o semplicemente distorto. In questo, la storia che sto per scrivere forse non fa eccezione, ma la sua particolarità sta nei suoi due protagonisti, che sono davvero fuori dal comune, così come il loro lungo sodalizio umano e professionale: Guido Ballo e Lucio Fontana.   Guido Ballo con Mario Radice (in piedi) negli anni 80   Fontana aveva quarantasei anni, Ballo trentatre quando si erano conosciuti nel 1947. Fontana era appena rientrato da un lungo soggiorno di sette anni in Argentina e come bagaglio per l’Italia si era portato il Manifesto Blanco, ovvero le idee che era andato maturando con i ragazzi della scuola Altamira di Buenos Aires e che nel dicembre di quello stesso anno avrebbero trovato la giusta elaborazione nel Primo manifesto dello...

Matera addio?

Matera, antichissima città dei Sassi, è da sempre città della scultura. Fin da quando, era il 1978, l’eroico circolo La Scaletta aveva accompagnato la presentazione dei progetti urbanistici scaturiti dal Concorso Internazionale per i Sassi, una scandalosa “vergogna nazionale” oggi fortunatamente divenuta patrimonio Unesco, con una indimenticabile mostra di undici grandi sculture che Pietro Consagra aveva collocato, catalizzatori di energia e di altri sguardi, nella gravina e fra il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, Matera ha fatto proprio il significato più autentico della scultura, non banalmente interpretata come produzione di monumenti o, peggio, di arredi urbani ma, ben più radicalmente, come esperienza concreta del tempo e dello spazio, come instauratrice di luoghi (Heidegger).     Del resto, Consagra nella celebre Lettera ai Materani pubblicata in occasione di quella mostra inaugurale, non aveva avuto esitazione nel sollecitare i cittadini di Matera a rivolgersi per il risanamento dei Sassi proprio agli artisti. «L’artista - scriveva in questo documento che segnò l’avvio di...

Progetto Grafene

Giorni fa, una trasmissione radiofonica mi ha chiesto di commentare un’immagine inedita. La curiosa fotografia a colori rappresentava, a dire il vero in maniera un po’ kitsch, un blocco di carbone grigio-ferro posato sopra i petali rosa di ciliegio. Che cosa ci fa un blocco di carbone grigio-ferro posato sopra i petali rosa di ciliegio? mi sono domandato ingenuamente.   Ho subito pensato a un fotomontaggio, ma la didascalia, insieme a qualche nota di contorno, ha chiarito subito ogni cosa. Si trattava di un pezzo di grafene, il più leggero materiale solido esistente, appena sviluppato in un laboratorio cinese, un materiale, appunto, così lieve da poter essere posto su un fiore senza neanche incurvarlo. Una materia grezza, rugosa, nera, immobile sui petali, senza neanche piegare lo stelo.     Le spiegazioni lo definiscono come il materiale che potrebbe cambiare il nostro futuro. A riprova di ciò, e nella speranza di riposizionare il vecchio continente al vertice della ricerca e dell'industria hi-tech, la Commissione Europea ha deciso di stanziare un miliardo di euro in dieci anni per finanziare la ricerca su questo sottilissimo foglio di grafite. Un rozzo masso...