Cartoline d'estate. Tanti saluti dal mare

18 Agosto 2026

Quasi tutti hanno il loro mare, quello dell’infanzia, un mare che non è nulla di speciale e dove, come diceva una cara amica, non porteresti mai un amico straniero. Un mare dove la migliore compagnia che puoi avere è l’abitudine.
Si tratta di luoghi di villeggiatura relativamente vicini al proprio paese o alla città, dove negli anni ‘60/’70 i genitori portavano con grandi sacrifici i figli, “perché ai bambini il mare fa bene”, e sempre per la stessa ragione, altri genitori acquistavano una casa. 
Delle gite giovanili fatte con amici che avevano la casa al mare, ho il ricordo ovattato di arredi immobili, quasi imbalsamati (era comunque la casa dei genitori) e per contrasto la memoria di un grande movimento di ricordi degli amici ospitanti, con descrizioni dettagliate di personaggi strani, gelatai, amichetti e vicini di ombrellone, nonostante l’infanzia non fosse ancora così lontana da poterla già mitizzare.

Il mare scelto quando si è diventati ragazzi era opposto a quello imposto dai genitori, rappresentava la libertà, senza gli ombrelloni messi in fila ordinata, con le spiagge libere (appunto). Nel Sud come nelle isole, in Grecia o, per chi avesse la fortuna di averla vicino, c’era La Jugo (Ex Jugoslavia) con spiagge che ricordavano le cartoline dei Caraibi.

Il mare quando viene disegnato è altra cosa, potrebbe essere una marina copiata da un quadro, un ricordo, un pensiero ma anche un mare solo immaginato e mai visto.

Pia Valentinis/Saluti da Cagliari

Il suo primo mare, quello da bambina, lo racconta con ironia a pagina 18 del libro Ferriera, parlando del padre, solo trascrivo: – D’estate prendeva le ferie, che passavamo tutti gli anni in un appartamento in affitto a Lignano Sabbiadoro – stavamo sempre in spiaggia, – tranne quando pioveva – e mangiavamo cefali, che mio padre pescava. – Circa un mese prima, andavamo una domenica intera al mare, – per scottarci. – E soffrire prima, non durante le ferie. –

Il mare ritratto nella sua cartolina è diversamente familiare, è della donna che ora vive a Cagliari dove non è necessario “prendere le ferie” per andare in spiaggia.

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Julia Binfield/This summer’s seas

Per tutti i bambini inglesi il mare è qualcosa da guardare da lontano, possibilmente con un thermos in mano e ben riparati dal vento. Nonostante queste difficoltà, anche a quelle latitudini i genitori avevano recepito che “ai bambini il mare fa bene”. La cartolina di Julia rappresenta cinque mari visti nell’arco di un anno, il 2021, e raccoglie due suoi talenti, la sintesi e il colore. Si potrebbe definire un campionario delle acque anche se, lei ha tenuto a precisare, è impossibile realizzare una palette fedele nei colori; – Perché il mare che guardi – dice – cambia in continuazione, non lo puoi fissare, è una somma del cielo che c’è sopra con quello che c’è sotto e che puoi solo immaginare a stento, e poi, mettici anche la temperatura, sono ricordi e sensazioni… più che colori. –

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Pierre Bourrigault/La plage de monsieur Hulot
Una spiaggia che si trova sulla costa atlantica tra Saint-Nazaire e La Baule. È bello sapere che qui nel 1953 venne girato il film Le vacanze di Monsieur Hulot di Jacques Tati. Per Pierre è soprattutto un luogo che evoca l’infanzia; gli ho telefonato pochi giorni fa per capire qualcosa di più rispetto alla sua cartolina, la chiamata lo ha raggiunto proprio su quella spiaggia. Questo è sufficiente insieme alle sue parole: – I miei genitori avevano una piccola casa a Sainte-Marguerite, venduta negli anni Sessanta, questo paesaggio è rimasto legato ai miei ricordi. Quando sono su questa spiaggia disegno molto e questo è ciò che ho immaginato. Il luogo prima della costruzione dell’hotel, prima del film. È quindi una sorta di ricordo che non esiste. –

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Roberto Barazzuol/Apani
Graphic designer e amico. Nato in Veneto, dove la forma di riscatto della gente nel dopoguerra era il lavoro e le ferie erano “roba da fannulloni”, ricorda di avere comunque beneficiato da piccolo di due vacanze al mare con la sorellina. Probabilmente anche ai padri veneti era giunta voce che il mare giovasse alla salute dei bambini. 
Ha raccontato che alloggiavano nella casa di un contadino e che per raggiungere Eraclea Mare, dove c’era la spiaggia, si doveva fare chilometri però questi erano sempre meno di quelli che avrebbero dovuto fare da Treviso, comunque era una vera villeggiatura.
Il mare della sua cartolina è quello che scelse molti anni dopo, quando decise di prendersi una casa in Puglia.

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Daniele Varelli/Sulla spiaggia

Scrive libri e di mestiere fa il copywriter. Così illustra la sua cartolina marina dal titolo “Sulla Spiaggia”. 
Il sole mattutino illuminava la spiaggia, ancora deserta a eccezione di un bagnino in pantaloncini e canottiera rossi che apriva gli ombrelloni bianchi. Il mare azzurro era increspato da una lieve brezza. In lontananza si vedeva un battello che trasportava una comitiva di turisti verso i faraglioni. Sospirò malinconicamente. Chissà da quanto tempo quel quadro era appeso nella sala d’aspetto del dentista.

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Alfredo Mardero/Stromboli

Graphic designer. Da piccolo faceva le vacanze a Lignano Sabbiadoro (come Pia Valetinis). La mamma, insieme a due giovani amiche, affittava un appartamentino fresco e luminoso. Di quei soggiorni riporta ricordi rafforzati da profumi di creme solari e giocattoli di gomma. Sulla spiaggia ha memoria di costruzioni fantastiche sul bagnasciuga e gare epiche con le biglie. L’unica nota noiosa era quando la domenica arrivava il papà insieme ai mariti delle amiche, ricorda che dopo il pranzo le porte delle camere restavano chiuse e nessuno aveva voglia di portarlo al mare.

Stromboli è l’antitesi della spiaggia caraibica oltre che il mare più lontano possibile da quello dell’infanzia di chi ha disegnato la cartolina e di chi ne sta scrivendo, è anche il primo mare che abbiamo scelto da adulti. Sabbia nera, rocce nere, acque profonde dove non sai immaginare i fondali. Solo i gabbiani sono bianchi, insieme a quella piccola figura sola, che sarei io, nella Calletta Gorg.

Giovanna Durì sarà presente al festival Scarabocchi di Novara
Sabato 19 settembre:
Con Simona Mulazzani – Mostri dagli abissi all’aria – h 11–12.30, Loggiato dell’Arengo - laboratorio Junior.
Con Maddalena Mazzocut Mis – La mostruosità tra scienza e arte – h 16-18, Galleria Giannoni (sala 10) seguirà laboratorio senior.

Domenica 20 settembre:
Con Jerry Kramsky – La guerra dei mostri – h 10.30-12.30, Galleria Giannoni (sala 5) laboratorio senior.
Mostri a pezzi – h 16 -17.30, Galleria Giannoni (sala 5) laboratorio Junior.

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