Due o tre cose che so (di lei)
Giacomo Giossi

Giacomo Giossi collabora con riviste e blog.

 

@GiossiGiacomo

30.08.2012

Andrés Barba. Agosto, ottobre

Tomàs è in vacanza con la famiglia al mare, il suo sarà un agosto torrido e complicato, fatto di nuove amicizie e brutali violenze, paure e improvvise fughe verso un’età adulta quale ultimo rifugio possibile. Nel tentativo di quietare le continue eccitazioni sessuali alternate a repentini sensi di colpa, Tomàs vive uno sdoppiamento tra la propria vita individuale complicata e ricca di sensazioni e la propria vita sociale pulsionale e inconsapevole: un nuovo gruppo di amici, la prima esperienza sessuale e l’appartenenza ad un branco come segno di una conquistata virilità.   Andrés Barba (Agosto, ottobre, Mondadori, 129 p., € 10,00, trad. di Matteo Colombo) delinea i caratteri di un adolescente contemporaneo con la...

21.08.2012

Erlend Loe. Saluti e baci da Mixing Part

Telemann ha un solo unico pensiero, il teatro. Pensarlo, pensarlo e pensarlo ancora. E forse un giorno scrivere un lavoro teatrale. Nel frattempo si isola ogni volta che può tentando di ridurre ogni sua nevrosi a questo unico pensiero che gli permetterà prima o poi di diventare un vero e proprio uomo di teatro. La moglie di Telemann, Nina, tende invece a voler badare ai figli e ad esplorare le montagne attorno a Garmisch, dove la famiglia ha scelto di passare le vacanze. Ogni tanto cerca attenzioni da Telemann, ma tutto questo può avvenire nel ristretto spazio disponibile tra un pensiero e l’altro sul teatro. Erlend Loe scrive una storia di fallimento e consolazione che ha come centro la famiglia medio-borghese di Telemann e le sue continue fughe dalla realt...

14.08.2012

Fantasma d’amore

L’Italia è un paese di vecchi. E non da oggi. Sono anni che il paese invecchia avvitandosi in patetiche abitudini elevate a tradizioni. Già negli anni Ottanta i sintomi di quella che sarebbe diventata una nazione ad alto tasso geriatrico erano evidenti. E allora come è possibile che gli anni Ottanta vengano ricordati nella retorica nazionale come un periodo di ringiovanimento, tentata modernizzazione, e sostanziale mutazione dei vecchi stili di vita? Molto è stato illusione, un gioco di prestigio. Una tossica scorribanda punk nella nebbia, come ha mostrato Federico Fellini ne La città delle donne del 1986. Una seduzione indotta, per certi aspetti, da una classe dirigente di vecchi, o di chi era ormai sul punto di diventarlo. Una generazione che...

07.08.2012

Ars Aedificandi

Fare il muratore non è fare lo stesso mestiere se si ristrutturano case a Parigi, a Londra e ancor meno a Bergamo. Cambiano le condizioni sociali, culturali e anche di sicurezza, oltre che la dialettica e l’approccio al mestiere. Termometro della condizione di salute di una città, il muratore indica il tempo che verrà, il gusto e la qualità di una strada, le persone che vi abiteranno e la società che sarà. D’estate, mentre le città si svuotano, seppur meno di un tempo, tra un arrivo e una ripartenza si prende atto, per strada se non direttamente nella propria stessa abitazione, dell’avanzata dei lavori in corso. Difficile capire se tutto prosegue per il meglio e soprattutto celermente, più che altro si percepisce...

11.07.2012

Julian Barnes. Il senso di una fine

Il senso di una fine è una storia tipica, quasi classica, di amore e passione, nulla di nuovo, ad eccezione del punto di vista della voce narrante, Tony Webster, probabilmente la persona più inadatta per raccontarla. Diviso in due parti, il romanzo racconta prima la formazione, il gruppo di amici e l’amore di Tony Webster, e solo dopo il senso di tutta quella storia, incompresa dai suoi stessi protagonisti.   Julian Barnes compone con una scrittura elegante e con la sua consueta ironia la storia di una generazione cresciuta negli anni Sessantadella swinging London: liberazione sessuale, fuga dalla famiglia e viaggi in autostop contrastano con un’educazione rigida e autoritaria, con abitudini che soprattutto in provincia sono durissime da scalfire e con...

26.06.2012

David Vann. Da dove vengono i sogni

L’isola di Caribou in Alaska in cui costruire un capanno con le proprie mani inseguendo più i propri rimpianti che i propri sogni, una famiglia esplosa da cui ognuno fugge in cerca di un riparo, una terra ostile e di ghiaccio quale terreno ideale per una resa dei conti che non vedrà alcun vincitore, ma solo l’azzeramento di un destino privo di ogni possibile felicità.   David Vann non ha scritto un capolavoro e non è probabilmente nemmeno paragonabile a Cormac McCarthy, come scrivono gli strilli giornalistici pubblicati sulla quarta di copertina del volume; tuttavia racconta con non poca bravura ed efficacia una storia ai margini del successo. Tre passi dopo Jonathan Franzen, i protagonisti di Vann vivono pienamente un fallimento senza...