Scritture

L'omaggio dello scrittore torinese ad Antonio Tabucchi / Andrea Bajani. Mi riconosci

Tra le mani il nuovo romanzo di Andrea Bajani, Mi riconosci. Si è rinnovato un pensiero, che mi aveva attraversato con Ogni Promessa e prima ancora con Se consideri le colpe.Un pensiero che è una frase di Roland Barthes: “la parola mi trasporta con questa idea: che farò qualcosa con lei”. E non è solo perché l’autore in questo romanzo racconta della libertà che i personaggi si prendono rispetto alle intenzioni di chi scrive, ma perché la potenza di questo ‘con’ abita ogni sua pagina: fare qualcosa con le parole, stare al mondo con le parole.Forse è troppo, e per una recensione soltanto poi, ma mi pare che si possa dire quel che dovrebbe essere ovvio, e che in verità ha smesso di essere tale da un po’, e cioè che Andrea Bajani è uno scrittore e i suoi romanzi sono letteratura. Si...

Pierpaolo Antonello, Dimenticare Pasolini

Il libro di Pierpaolo Antonello Dimenticare Pasolini. Intellettuali e impegno nell’Italia contemporanea (Milano, Mimesis, 2013)  cerca di sfatare alcuni miti o luoghi comuni sugli intellettuali italiani in epoca contemporanea. Il primo è che siano scomparsi, il secondo che questo sia, eventualmente, un fatto negativo. Gli intellettuali in Italia in realtà esistono, stanno bene e sono in numero crescente. Per capirlo basta semplicemente cambiare i parametri della definizione, cercando di individuare quella intellettualità diffusa, presente soprattutto tra le nuove generazioni, che si configura in maniera diversa dall’intellettualismo di vecchio stampo, di carattere verticistico e moralistico, prescrittivo e narcisistico, dominato da maitre à...

Thomas Bernhard. Goethe muore

In fin dei conti perché piace Bernhard? Perché non annoia mai a dispetto delle somiglianze dei temi e una continuità che sfiora l’uniformità nel modo di narrare? Perché è implacabile. Feroce e insieme divertente. Una volta individuata la preda, la pedina, la insegue, la accerchia, la scruta da ogni angolo e nelle più diverse occorrenze, ne esamina ogni possibile effetto e soprattutto ogni causa fino a quando ha individuato la scaturigine, che a sua volta subisce lo stesso trattamento; e poi la agguanta, se ne trastulla tra le grinfie come un gatto, e infine la morde, la mastica lentamente, rigira in bocca il bolo per succhiarne ogni sostanza, e poi lo sputa, disgustato. La preda appartiene a poche specie, imparentate tra di loro...

Progetto Cibo. La forma del gusto

Cosa accomuna designers e architetti, come  Bruno Munari e Marti Guixé, e chef di livello assoluto come Gualtiero Marchesi o Bruno Barbieri? Beppe Finessi racconta Progetto cibo. La forma del gusto, in esposizione al Mart di Rovereto fino al 2 giugno 2013.   Bompas&Parr: stampo St. Paul's jelly, 2009.   Una mostra come riflessione e prima ricognizione sull’opera di designer e architetti contemporanei che hanno posato il proprio sguardo verso “le cose da mangiare”, ovvero il progetto del cibo visto come problema di forma e non di gusto.   Come incipit, per imparare a decifrare questi differenti cimenti progettuali, lasciamoci guidare da Bruno Munari e dal suo libretto Good Design, un gioiello di raffinata...

Andrea Canobbio. Tre anni luce

Si soffocava per la luce ardente, e i suoi occhi parevano raggi.    Anna Achmatova     Il ricordo e lo sguardo. Ecco i due movimenti – dell’anima e dell’occhio – secondo cui procede il racconto di una storia d’amore inseguita a diverse velocità; l’incontro improvviso, la lunga frequentazione quotidiana, omeopatica e silenziosa, una conoscenza sempre più profonda che avanza con passo incerto, fino a precipitare. Il desiderio abbagliante che attraversa le pagine è di continuo rimandato, e, infine, compiutamente mancato.   Tre anni luce è una storia destinerrante che “può sempre – e dunque deve – non arrivare mai a destinazione”; e questa è la...

Bagliori estremi. Microfinzioni argentine contemporanee

Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno –questa la preghiera di Dino Buzzati contenuta in un celebre frammento raccolto nello zibaldone intitolato Siamo spiacenti di – perché, alla fin fine, tra cumuli di carta appallottolata, sminuzzata o nascosta, una riga si potrà salvare, forse proprio quella scritta con i nervi a fior di pelle, digrignando i denti, rompendo la punta del lapis sul foglio sforacchiato da minuscoli asteroidi di grafite. Contemporaneamente o quasi (la cronologia diventa elastica quando le coincidenze letterarie scavalcano a piè pari gli oceani), Manuel Puig pubblicava a Buenos Aires il suo romanzo Boquitas Pintadas. Nell’edizione italiana scompare il riferimento esplicito al noto brano di Carlos Gardel perché si sceglie di...

Laura Fidaleo. Dammi un posto tra gli agnelli

Quando la nonna, durante le esercitazioni antiguerra, voleva che mangiasse le carrubbe come i maiali, lei si rifiutava: “mangiavo solo anemoni prima del tramonto, perché gli anemoni quando cala il sole si chiudono. Ci mettevo il dito in mezzo per farle resistere, ma loro niente, toccava farle fuori. Non sempre è sopportabile un rifiuto”. Dammi un posto tra gli agnelli (Nottetempo, pp.137, € 10), libro d’esordio di Laura Fidaleo, racconta di questo e di altri tentativi di riempire vuoti ed esorcizzare rifiuti; noveracconti frugano ferite aperte senza mai lasciarle chiudere e guarire. Quasi nulla succede e se qualcosa accade, è sullo stesso piano dei ricordi e della registrazione impressionistica di un presente storico e quotidiano. Nel...

Ultimi non indispensabili Nabokov

Le opere di Nabokov pubblicate in Italia in questi ultimi anni non si possono certo dire pensate per un vasto pubblico, quanto piuttosto per studiosi specialisti o per qualche collezionista di feticci letterari. L’originale di Laura (Adelphi, 170 pp., 18€) soprattutto, che per decenni è stato una bozza custodita religiosamente nell’archivio privato della famiglia Nabokov, a distanza di più di trent’anni dalla scomparsa dell’autore è stato nel 2009 reso pubblico dal figlio Dmitri (questa è solo l’ultima di una lunghissima serie di sorprese editoriali tirate fuori da Dmitri, consuetudine questa che pochi altri illustri eredi possono vantare).     Vladimir Nabokov poco sopportava anche solo una virgola...

Un altro viaggio in Etiopia

Nella primavera del 2011 Giovanna Silva e Alberto Saibene, fondatori di una casa editrice di nome Humboldt dedicata alla letteratura da viaggio, mi hanno proposto di scrivere un racconto di viaggio per loro, che sarebbe stato accompagnato da un saggio fotografico di un artista. Naturalmente, ho accettato. Un anno dopo sono partito per l’Etiopia col fotografo/artista Armin Linke; un anno dopo, che è adesso, il libro è uscito, primo di una collana in cui sarà seguito da quelli di Dino Baldi e Marina Ballo (sulla Grecia) e di Claudio Giunta e la stessa Giovanna (sull’Islanda), in coedizione con Quodlibet.   Il genere mi affascinava e spaventava al contempo. Grande amante del capitano Richard Francis Burton (un po’ come Veltroni potrebbe...

Luca Ricci. Mabel dice sì

Nel suo recente Some notes on the novella, Ian McEwan riflette sulle rispettive misure del romanzo e della novella prendendo decisamente le parti della seconda, da noi più nota come romanzo breve, o racconto lungo. Il difetto principale del romanzo, per dirla molto in breve, sarebbe quello di essere troppo inclusivo per essere davvero efficace e piantarsi come un punteruolo nell’immaginazione del lettore. Al contrario, nella novella, le frasi possono acquistare più “precisione e chiarezza, e realizzare i loro effetti con un’intensità fuori dal comune”, ed è presente un elemento di performance che ci rende “fortemente consapevoli del sipario e del palcoscenico, e dell’autore come illusionista”.   Quasi senza...

Murakami Haruki. 1Q84, Libro 3 Ottobre - Dicembre

Il disagio della società contemporanea, che vive in balia delle sue incertezze; la letteratura come metafora della vita; l’amore che non si esaurisce, e che anzi si carica di pathos e di rassicurazione di cui l’uomo ha bisogno. Questi i temi portanti dell’ultima produzione letteraria di Haruki Murakami, 1Q84 Libro 3 OTTOBRE-DICEMBRE pubblicato dalla Giulio Einaudi editore (2012, p. 395, € 18,50).   1Q84, come opera complessiva, viene raccontata in un arco temporale di nove mesi, durante il quale l’autore narra la vicenda dei due protagonisti la cui vita tenderà a intrecciarsi: Masami Aomame, dal temperamento freddo e distaccato, è impegnata a fare giustizia su un sistema di uomini riuniti nella setta Sagikaka che sono colpevoli...

La scena terroristica e il suo motore occulto

Anticipiamo un brano dall’ultimo numero della rivista di studi culturali Ágalma (n°24 edizioni Mimesis) diretta da Mario Perniola     Accanto alla grandezza della civiltà politica moderna, che è consistita nella relazione sapere-potere, non bisogna tacere la sua miseria, che emerge dalla meditazione sul rapporto tra scena e violenza, aperto dalla Rivoluzione francese e dal giacobinismo. Esso si fonda su due presupposti: la connessione tra scena, senso e violenza e la presunzione di un motore occulto che per definizione non appare.   Il primo presupposto è stato acutamente rilevato da Marx. Tutti i grandi fatti e personaggi della storia universale – scrive Marx – si presentano per così dire due volte: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa; valga l’esempio...

Paolo Cognetti. Sofia si veste sempre di nero

Sofia Muratori ama farsi il bagno. Sofia è piena di piercing, mangia poco, non saluta né quando arriva né quando si congeda. Sofia vuole fare l’attrice ma non sa piangere a comando. L’immagine della protagonista del romanzo di Paolo Cognetti Sofia si veste sempre di nero (Minimum Fax, 203 pp., 14€) si compone piano piano, capitolo dopo capitolo, ma in fondo non si delinea mai definitivamente; seppur di lei si ottengano numerose informazioni, la luce non si posa mai direttamente sul suo volto. La narrazione è strutturata appositamente per evitare l’incontro; ogni capitolo è narrato da una prospettiva che non coincide mai con quella di Sofia, ma con lo sguardo di uomini e donne che hanno avuto a che fare con lei: l’...

Il lungo viaggio di Primo Levi

Anticipiamo due brani dall'ultimo libro di Frediano Sessi che ricostruisce le settimane che videro Primo Levi passare dalla scelta antifascista alla lotta partigiana.   Primo brano dal capitolo 4. I ribelli di Brusson-Arcesaz pp. 48-50 «Eravamo in dodici [sappiamo che il numero degli uomini in banda non è così certo], Guido sarebbe diventato il nostro capo banda perché era più anziano di noi e aveva un po’ più di esperienza e una coscienza antifascista. Ci davamo d’attorno viaggiando tra la Val d’Aosta e Torino a prendere contatti, soldi armi, non siamo riusciti ad avere quasi niente, soltanto un po’ di soldi. Gli antifascisti di valle ci davano qualcosa per comprare da mangiare, un paio di scarpe. Eravamo...

Andrés Caicedo. Viva la musica!

María del Carmen Huerta, la regina del Guaguancó, la sempreviva, così come lei stessa ama definirsi,  è un’immagine cinematografica, il ritmo sincopato di una melodia incalzante, una traccia d’inchiostro, il sintomo di un malessere generazionale, un gesto teatrale, insomma, un esperimento culturale vivente. Instancabile ballerina, festaiola sfacciata, curiosa consumatrice di droghe, she comes in colors ev’rywhere e attraversa la notte, sommersa dal piacere d’essere ammirata. Perché è bionda, biondissima, dello stesso colore del mango maturo. I suoi capelli hanno una lunga storia che lei racconta al lettore in prima persona, in un manoscritto che conclude nel dicembre del 1974, dopo avere lasciato il bel quartiere...

Ginevra Bompiani. La stazione termale

I ragazzi russi, belli da morire e con le loro gambe nude sono nell’albergo accanto. E dopo poche pagine, dopo pochi giorni, quegli unici corpi maschili non ci sono più. Una bambina di nome Lucy, sua zia, e altre due donne che alloggiano insieme nella stessa stazione termale, sembrano le sole protagoniste del libro. Ma gli uomini ritornano, universo evocato, corpi in dissolvenza: alterità rispetto a cui trovarsi, da cui difendersi, da cui, comunque, sembra impossibile prescindere per definirsi.   “La donna non interroga l’uomo. Soffre di essere divisa e invoca lui, come ideale stesso dell’unità. Solo che questo ideale è ciò che lei non è: una”: sono parole della psicanalista Eugénie Lemoine che...

Daniel Pennac. Storia di un corpo

Il diario di un corpo e non la sua storia come potrebbe lasciare intendere l’imprecisa e forse più ammiccante traduzione italiana di Journal d’un Corps. Pennac non racconta il corpo, non lo attraversa, piuttosto lo utilizza per quello che è: forma e quindi contenitore di storie, racconti, avvenimenti. La voce narrante, un francese nato negli anni ‘30, decide di lasciare alla propria figlia Lison il diario della propria vita, raccontata dal punto di vista del corpo. Dall’infanzia, alla maturità fino all’agonia, le vicende del protagonista vengono sempre presentate partendo da come il corpo le vive e in alcuni casi le sopporta.   Libro profondamente intimo, Storia di un corpo (Feltrinelli, 341 pagine, Traduzione di Yasmina...

Aldo Busi. El especialista de Barcelona

“Sedetevi da soli” direbbe Italo Calvino, spegnete la televisione e aprite El especialista de Barcelona (Dalai Editore, pp. 373, euro 19) perché le sue pagine meritano attenzione, chiedono di essere lette e rilette, con calma, in silenzio, così da poter ascoltare il dialogo tra uno scrittore e una foglia di platano nel cuore pulsante di Barcellona.   Lo scrittore è Aldo Busi da Montichiari-Munticiàr, che tiene avvinghiato il lettore alla sua scrittura come i due giovani sconosciuti che ballano nella scena finale del libro: lo stringe con vigore mentre gira fra personaggi dalle genealogie instabili, ruotando per pagine e pagine, con gli occhi rivolti all’inafferrabile Hada Espejismo, la virtuosa della “falsíta”,...

Intervista a Andy Warhol

Pubblichiamo qui un estratto dell’ultimo numero di Riga, dedicato a Andy Warhol, a cura di Elio Grazioli.                L’orrore per i resti. Nancy Blake intervista Andy Warhol     Può dirci qualcosa delle sue opere recenti? Ho fatto una dozzina di mostre in Europa, in Francia, in Inghilterra e in Italia.   In che cosa sono diversi i suoi quadri recenti dalle altre sue opere? Oh, faccio sempre la stessa cosa, sono la stessa robaccia.   Nel suo libro (La filosofia di Andy Warhol da A a B e viceversa) parla molto del lavoro. È la cosa che preferisco più di tutte.   Il lavoro è un valore per lei? Sì. E poi mi impedisce di...

Aimee Bender. La ragazza con la gonna in fiamme

È sempre una bella sorpresa scoprire uno scrittore che intrattiene un rapporto con la realtà così libero e pieno di possibilità come quello che appare nei libri di Aimee Bender. Si viene attratti dai suoi curiosi titoli e si entra immediatamente nel novero di quei volgarissimi lettori che vorrebbero saperne di più dello scrittore che amano, e magari andarci anche a cena. Ipotizzo – ma è del tutto probabile che la mia reazione dipenda da una sorta di riconoscimento personale, del tutto soggettivo, del mondo di Bender come particolarmente familiare – che più la voce narrante sembra allontanarsi a volo d’aquila dalla realtà trattandola come una sostanza sconosciuta e misteriosa, più il lettore possa essersi...

Il comico come strategia in Gianni Celati

L’ultimo numero della rivista Nuova prosa, Le strategie del comico in Gianni Celati & co, raccoglie gli atti del convegno di Copenaghen dedicato a Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni.     Lo presentiamo attraverso un’intervista di Aurora Capretti a Gianni Celati ed un breve video, di Gianni Canali, in cui Nunzia Palmieri introduce il volume. Nuova prosa è edita da Greco&Greco (info@grecoegrecoeditori.it) che ringraziamo per averci concesso di pubblicare l'intervista a Gianni Celati.     Negli anni Sessanta inizia a collaborare e a scrivere su una serie di riviste; tra queste, molte delle quali vicino alla Neoavanguardia, anche “il Caffè” diretta da Giambattista Vicari. Può parlarmi della...

Letizia Muratori. Come se niente fosse

Villa Gunther, la residenza di una facoltosa famiglia laziale in evidente declino, fa da sfondo a Come se niente fosse (Adelphi, pp. 140, € 15), l’ultimo romanzo di Letizia Muratori. Si tratta di un luogo antico e malinconico, che immaginiamo immerso in un’atmosfera autunnale, un po’ annoiata e rarefatta, dove il tempo sembra non scorrere: qui hanno sede corsi di equitazione e un circolo culturale dove poche donne, amiche di lunga data, si ritrovano per scambiarsi consigli di lettura.   La narratrice e protagonista, di cui non si conosce mai il nome, è una scrittrice in piena crisi creativa ed esistenziale che viene invitata a Villa Gunther come coach di un laboratorio di lettura a cui partecipano sua sorella, la nipote e le vecchie compagne di...