Obliquity
Daniele Martino

Daniele Martino è insegnante e dirigente sportivo; ha pubblicato poesia con Einaudi (Minimale in Nuovi Poeti Italiani 4, 1995) e Marcos Y Marcos (Zen session, 2012). Scrive i testi poetici musicati da Marco Robino per Peter Greenaway (Goltzius and The Pelikan Company, 2012). Il suo blog è “digressioni” (etsushin.com).

 

14.11.2013

Il vero Alieno in un mondo di Mostri

Quando compravo gli "Urania" della Mondadori in edicola non pensavo fossero letteratura. Mi vergognavo un po', come quando leggevo i fumetti: erano brevi, con una grafica seriale, un numero di pagine contenuto (che poi ho scoperto essere frutto anche di feroci tagli nella traduzione e nell'editing). Oggi, con la tolleranza verso il vintage, e il pop, con l'allargamento della mappa dei diritti dell'immaginario, la Guida alla letteratura di fantascienza curata da Carlo Bordoni è una mappa sterminata di temi, di titoli, di autori, di tempi diversi della scrittura e del cinema; un libro di concetti e di dati, di romanzi e di nomi, di infiniti incessanti sorprendenti estenuanti intrecci, scritto nelle varie parti da un team rigorosamente maschile come...

26.07.2013

Assassini dell'amore

Dimenticate Oscar Wilde. Quell’Oscar Wilde, il dandy, il raffinato mondano esteta che trentenne capisce di essere omosessuale, mostrandosi sfrontatamente alla bigotta società vittoriana: la società di quella Regina che si fece portare il primo vibratore elettrico per sedare in privato la sua isteria e che morì un anno dopo lo scrittore condannato a due anni di lavori forzati per sodomia. Si portavano nella tomba un tempo di spietati combattimenti etici e moralistici. Obliate le scintillanti battute del conferenziere che racconta la strana America («La mortalità dei pianisti in quel posto è straordinaria»), le massime pullulanti sino a dare il mal di testa delle Istruzioni dei troppo istruiti («L’amicizia è molto pi...

20.06.2013

Le stanze degli intimi supplizi

Tutti vanno e vengono, in genere. In casa, per strada. Si imbattono distratti infastiditi ciechi oppure compassionevoli invadenti moralisti nei guai degli altri, nel soffrire. In Invidiatemi come io ho invidiato voi c’è una donna ormai fatta cagna che ha perso tutto, che sviene per strada, che si confessa in chiesa: è un prima, o forse un dopo che viene fuori a poco a poco, aggalla dalle chiacchiere della gente, piano piano focalizzando sulla cognata, sul marito ebete e imbecille (interpretato dal drammaturgo e regista, Tindaro Granata); lei voleva l’amante, lei voleva farsi vedere, lei voleva tirarsi su, farsi invidiare dopo avere invidiato, e tanto tiene a quell’uomo che la compra, che gli dà in pasto la sua bambina, fa finta di non capire che l...

30.05.2013

Storie d’amore (che durano un po’)

Eros, Narciso, il Cantico dei cantici, San Bernardo, San Tommaso, l’esteta inquieto Don Giovanni di Molière, Romeo e Giulietta odi et amo amore e morte, Maria Vergine madre non sposata Stabat Mater sposa del Figlio, i trovatori occitani cultori dell’adulterio e della sodomia, la quietista torturata Jeanne Guyon, il sadomaso Baudelaire, il femmineo femminista Stendhal, il perverso Bataille, Freud, E.T.: Julia Kristeva aveva pubblicato il primo nucleo di Histoires d’amour nel 1983: «Ho scritto Storie d’amore in una tappa della mia vita in cui l’amore si ritraeva da me. Quale amore? Il colpo del “Grande Amore”, mito salvifico, passione consolatrice e derisoria illusione, carica umorale ed elettrica, o fulmine del destino. Un amore che...

22.01.2013

Speciale librerie | Torino: germogli in periferia

A Torino lo tsunami sulle librerie indipendenti è passato qualche anno fa. Un tessuto c’è. C’è anche un librino, pubblicato da NdApress l’anno scorso in cui Elena Romanello fa il censimento di chi è rimasto e di chi è nato; nella prefazione, Boosta dei Subsonica (all’anagrafe Davide Dileo), scrive una sua ode a questi coraggiosi marinai in picciol navelli che solcano le onde grosse della crisi: “Che cos’è una libreria indipendente? È un posto magico in cui far tana mentre giochi a nascondino. È il luogo in cui la testa si dissocia dalla realtà. È il negozio in cui trovi tutte le vite del mondo… Le librerie indipendenti sono un avamposto. Le librerie indipendenti sono...

19.06.2012

Teatro da camere

Devi fare un piccolo viaggio, per incontrare Roberta torna a casa. Andare a Vercelli, perché Roberta Bosetti, che è metà dell’IRAA Theatre con Renato Cuocolo, è stata bambina qui. Sua madre viveva sulla ferrovia. In una casa di decoro urbano post-contadino, la casa che è la casa di tutto il nostro essere piccolo-borghesi figli e nipoti di guerra, sofferenze, maestre crudeli, adulti insensibili.   Arriviamo alla spicciolata. Quando ci siamo tutti, dieci, suoniamo al campanello. Ci apre Renato, come se ci avesse invitato a cena: sopra ci aspetta Roberta. È bellissima, come sempre in tutti gli spettacoli che questa coppia geniale ha concepito nel suo esilio teatrale in Australia, Melbourne, e che ora porta qui, al Festival Delle...