AUTORI
Roland Barthes
10.05.2015

Scrittura a mano

Lei ha un metodo di lavoro?   Tutto dipende dal livello a cui uno colloca la riflessione sul lavoro. Se si tratta di visioni metodologiche, non ne ho. Se, per contro, si tratta di pratiche di lavoro, è molto evidente che ne ho. E qui la sua domanda mi interessa nella misura in cui una sorta di censura considera giustamente come tabù questo soggetto, col pretesto che sarebbe futile per uno scrittore o un intellettuale parlare della propria scrittura, del proprio timing o del proprio tavolo da lavoro. Quando sono in molti ad accordarsi nel giudicare che un problema è senza importanza, generalmente ne ha. L’insignificanza è il luogo della vera significanza. Non bisogna mai dimenticarlo. Ecco perché mi sembra fondamentale interrogare uno...

03.05.2015

La palpebra

Quei pochi tratti, che compongono un carattere ideografico, sono tracciati in un certo ordine, arbitrario ma regolare: la linea, iniziata a pieno pennello, termina con una punta sottile, curva, deviata all’ultimo momento dalla propria direzione. E questa stessa traccia, come di una pressione, che si ritrova nell’occhio giapponese.   Kabuki   Si direbbe che il calligrafo anatomista posi a piena mano il pennello sull’angolo interno dell’occhio e rovesciandolo un poco, d’un sol tratto, come suole nella pittura alla prima, apra nel viso una fenditura ellittica, ch’egli chiude verso la tempia, con un rapido piegarsi della mano; il tracciato è perfetto perché semplice, immediato, istantaneo eppur deciso come quei cerchi che occorre...

26.04.2015

Diario del lutto

31 ottobre (1977)   Lunedì, ore 15. Rientrato per la prima volta da solo nell’appartamento. Come potrò mai viverci tutto solo? E simultaneamente evidenza che non vi è alcun altro luogo di ricambio.     *** 31 ottobre (1977) Acutezza nuova, strana, nel vedere (in strada) la bruttezza o la bellezza della gente.   *** 1° novembre (1977) Momenti in cui sono «distratto» (parlo, all’occorrenza scherzo) – e come secco – a cui seguono bruscamente emozioni atroci, fino alle lacrime. Indecidibilità del senso: si può dire tanto che sono insensibile, se non addirittura articolato su di una sensibilità esteriore, femminile («superficiale»), contraria all’immagine seria del vero dolore – quanto che sono profondamente disperato, intento a lottare per darla a bere, per...

19.04.2015

Attentato o guerra?

Dal barbiere   Nella poltrona di fianco alla mia un bellimbusto barbuto (alla Francesco I) si crogiola tra il barbiere che si dà da fare e la manicure che armeggia con le sue mani molli e abbandonate. La conversazione è generale, partecipa tutto il salone. A un certo punto sento una frase molto chiara, ben formata, come una massima: «Io ho un metodo per domare sia i cani che le donne. Ma con le donne è più difficile». La manicure e la cassiera sembrano estasiate, sia che ci tengano a sottolineare la buona battuta, sia  che si sentano lusingate di avere più carattere dei cani, sia più semplicemente perché assaporano il comfort dello stereotipo. L’uomo in effetti ha un cane, dolce e triste, seduto con aria...

12.04.2015

Sulla fotografia

È uno degli uomini che segneranno la nostra epoca. Da Miti d’oggi (Mithologye, 1957) a Frammenti di un discorso amoroso (Fragments d'un discours amoureux, 1977), le analisi di Roland Barthes su diversi fatti di società vengono riprese, commentate, imitate, a volte schernite, ma non passano mai inosservate. La sua influenza sulla vita intellettuale del nostro paese è innegabile. Conoscere la sua posizione sulla fotografia ci è parso indispensabile per tutti coloro che s’interessano ad essa e al posto che oggi occupa nella nostra società.       Angelo Schwarz: È diventata un'abitudine definire la fotografia come un linguaggio. Non è una definizione mistificatrice in qualche modo?   Quando si...

05.04.2015

Astrologia: stelle e carattere

Barthes, lei conosce l’astrologia: l’ha descritta e analizzata in Miti d’oggi. L’astrologia di cui parla in quel libro corrisponde a ciò che per noi, per la nostra rivista e il nostro gruppo, è l’astrologia commerciale. Che cosa ne pensa, qualche anno dopo, di questo argomento?   Tutti sanno che l’astrologia commerciale rientra in ciò che Marx, a proposito di tutt’altra immaginazione collettiva, aveva chiamato “oppio dei popoli”: in effetti essa consente ad ampi strati del pubblico di sognare, di immaginare e, alla fin fine, di vivere meglio, anche se nella menzogna, le dure realtà della nostra società. Detto ciò, non bisogna dimenticare – anche mentre si procede a demistificare l...