AUTORI
Cristina Morini
06.07.2015

Diario della crisi infinita

Parafrasando liberamente il disinvolto e cinico Gordon Gekko del vecchio film Wall Street di Oliver Stone, “al massimo settantacinque persone in tutto il mondo” riescono a comprendere che cosa stia capitando davvero nel sistema economico globale. Nella grande con-fusione tra capitale e stato, cioè di fronte al dominio diretto del potere economico e finanziario sui processi della decisione politica e perfino sulle ragioni dell’etica, si genera un senso – puramente emotivo e intuitivo – di vertigine e di assedio. In un certo senso, la violenza strutturale dei meccanismi dell’economia contemporanea sfugge alle categorie della politica ma non a quelle del corpo-mente. Così, seguendo quella che si potrebbe definire un’ispirazione...

01.06.2015

Vita e morte dei precari / Orgoglio precario. Stati impermanenti

Eccoci di fronte al rischio di una nuova notte nera in cui tutte le vacche sono nere: nel buio della crisi, sfumano i contorni e aumentano le complessità, mentre le speculazioni si fanno sommarie e si ingrandiscono le pretese di assoluto. Prendete il tema “precarietà”, peggio se declinato come “precarietà del lavoro cognitivo”: si noterà come oggi, di fronte a esso, tendano a prodursi strane generalizzazioni, rimozioni, riflessi del secolo scorso, giudizi schematici. Un concerto di critiche che raccoglie alleati distanti tra loro. Per chiarezza, e in premessa, aggiungo che nessuno intende negare le difficoltà oggettive che si riscontrano su questo fronte da un punto di vista dei processi di soggettivazione politica (organizzazione e rappresentanza) né da alcune nuove contraddizioni. Così...

30.03.2015

Se freelance è donna

Le riflessioni condotte in questi anni sul tema della femminilizzazione del lavoro sono penetrate all’interno dei discorsi politici, sociali e accademici attraverso rivoli diversi. Non saprei dire se è il caso di pensarci pienamente proiettati in una società post-patriarcale, ma è innegabile che le donne rappresentino uno dei fulcri dei processi bioeconomici attuali. La questione va inquadrata tenendo conto del fatto che la “precarietà" è precisamente il più forte dispositivo di genere – e di discriminazione del genere – degli ultimi decenni. E poiché il genere è, come ritengo, costruito socialmente e storicamente, anche la condizione di precarietà ha indubbie responsabilità nel tentare di...