AUTORI
Roberto Gilodi
14.04.2015

Günter Grass la sentinella

Ora che se n’è andato, al di là  delle parole di cordoglio e dei riconoscimenti di rito, non saranno pochi in Germania quelli che tireranno un sospiro di sollievo. Con lui è uscita di scena una figura scomoda, uno che conosceva le fibre profonde dei suoi connazionali, che ne sapeva riconoscere l’ipocrisia con un fiuto infallibile nell’istante preciso in cui si manifestava, e non solo nella politica, anche nel costume nazionale, nei silenzi collettivi, nell’accettazione dell’esistente, nei tratti in cui l’ethos collettivo  si rispecchia nella politica.     Ha criticato l’America negli anni della Guerra fredda, è stato nemico giurato delle politiche di riarmo della Nato negli anni Ottanta, ha...

12.01.2015

Germania anno zero

Negli Stati Uniti e in Inghilterra la Germania è di moda. Così pare leggendo articoli di riviste e visitando mostre. In Italia, invece, la Germania appare oggi come una maestra arcigna e severa, che si fa beffe degli sforzi di rigenerazione politica ed economica intrapresi dal Belpaese a guida Renzi, e che non perde occasione per impartire a noi, e alle altre nazioni del Mediterraneo, lezioni di amministrazione virtuosa della cosa pubblica e del bilancio dello stato. Angela Merkel è il ritratto vivente di quest’attitudine sanzionatoria, la sua aria da brava massaia della politica è oggetto nel Bel Paese di commenti irriverenti, che tradiscono, come sempre in questi casi, un senso di inferiorità che si ammanta del suo contrario. Nel mondo...

14.07.2014

Kafka nelle mani di Charlie Chaplin

Kafka e Chaplin, cos’hanno in comune? Un’intelligenza dei margini della vita, dove l’esclusione dal mondo, dalla storia squarcia il velo della dissimulazione e si apre alla cognizione del dolore come destino. Un paragone improbabile? Per Benjamin i mondi della rappresentazione hanno sottili fili che li legano; al di là delle differenze- tempi, luoghi, forme artistiche- esistono affinità misteriose che consentono accostamenti e prospettive ermeneutiche imprevedibili:    “la vera chiave per interpretare Kafka è nelle mani di Chaplin. Come Chaplin crea situazioni nelle quali il reietto e il diseredato, la sofferenza umana eterna, si incontrano in modo eccezionale con le circostanze più straordinarie del nostro esistere odierno,...

26.06.2014

Antonio Riccardi. Cosmo più servizi

Immaginate un bricoleur al lavoro che, invece di armeggiare con i pezzi di un vecchio meccano o con i vagoni di un trenino elettrico, prova a disporre sul tavolo pezzi di vita ricomparsi misteriosamente da un lontano passato. Persone che quelle storie di vita hanno vissuto, uomini, donne ormai decomposti nelle loro sepolture, assorbiti dalla terra, dei quali tuttavia è rimasto qualche brandello di parole, mesti epitaffi funebri ma anche oggetti, scritture autografe, memorie racchiuse nelle testimonianze di chi li ha conosciuti.   Ora immaginate che questa accozzaglia di cose e parole prendano la strada di un racconto che trasforma la loro muta presenza in azioni, memorie, desideri, sogni, delusioni. Non pensate però ad un racconto unitario, a un romanzo ma a tante...

17.06.2014

Maria, una socievolissima solitaria

Maria Perosino se n’è andata poco più che cinquantenne divorata in pochi mesi dal solito male incurabile. Un male di cui aveva negato in tutti i modi l’esistenza, la salute era un tema che trovava insopportabilmente banale. Non se ne poteva parlare con lei. Chi lo faceva si esponeva a rischi seri. Maria era la rimozione dei mali fisici, i suoi, e la lucidità dei ragionamenti sulla vita, l’abilità di tracciare geometrie dove altri vedevano il caos. Per questa sua capacità di risolvere problemi, esistenziali, di lavoro, organizzativi, aveva impressionato i suoi interlocutori negli anni di lavoro all’Einaudi. La ricordo alle riunioni: il tono pacato e la capacità di raffreddare le emotività che inevitabilmente...

28.02.2014

Incontrare un editore

È diventato sempre più raro incontrare un editore. Non il capo di un'azienda editoriale, di quelli ce ne sono molti, ma uno che discuta i libri con i suoi autori, che si preoccupi della qualità dei programmi editoriali e che governi la sua impresa a tutti i livelli, dalle scelte editoriali a quelle economiche. Uno il cui nome si possa quasi sovrapporre a quello della casa editrice. Queste figure stanno scomparendo perché la logica economica che oggi domina le attività editoriali non le tollera più. Troppo imprevedibili nelle loro scelte, non inquadrabili in quella razionalità strumentale che sovrintende alle imprese che competono sul mercato della cultura. Troppo idiosincratiche perché accettino di sottoporre le loro scelte al...