AUTORI
Laura Bosio
19.09.2012

La moglie di uno psichiatra ricorda

“Erano i primi anni Settanta. Alcuni psichiatri che lavoravano, come mio marito, in manicomi alle porte di Milano, cercavano di ripetere l’esperienza di Basaglia. Avevano aderito con convinzione e la applicavano con passione. In gruppo, accompagnavano i ricoverati fuori dai confini dentro i quali erano vissuti, in totale isolamento dall’esterno, per molti anni. Uno di loro, con una psicosi grave, da sempre. Un omone, aveva poco meno di quarant’anni. Ricordo una gita a Venezia, con loro, al Lido fuori stagione. Lui se ne stava sulla spiaggia, un po’ in disparte dagli altri, chiuso nel suo mondo anche quando il mondo finalmente gli si apriva.   Di colpo, con la sua mole imponente, si era messo a correre verso la nostra bambina, che aveva quattro anni...

16.05.2011

La vedovella parlante

È vecchia, color verde polvere, un po’ scrostata, sul fianco ha un quadrato di carta bianca. Un appello per un gatto che non si trova più, per una casa? O in favore dell’acqua pubblica… Forse la fontanella lo ha generato spontaneamente, quell’appello discreto come lei. Se ne sta in disparte ai bordi del viale sul corso Indipendenza, chissà da quanto, in questo periodo è mezza coperta da una quinta di manifesti elettorali, nuovi e già più vecchi di lei. La vedo nel riquadro della finestra mentre lavoro, quando alzo gli occhi. Raramente sola, a disposizione sempre. Al mattino presto, per non disturbare e non essere disturbati, sono i barboni del viale che vanno a lavarsi, poi è un ragazzino che le piomba addosso...

26.04.2011

Milano / Paesi e città

Attraversata piazza Tricolore, a Milano si entra nel Risorgimento. No, non sta risorgendo niente: in corso Concordia, davanti all’Opera di San Francesco, la fila di chi va a mangiare un pasto caldo continua ad allungarsi (ormai si sfiorano i duemilacinquecento pasti al giorno), e non solo di extracomunitari, mentre qualche metro più in là, nella piazza che al Risorgimento è dedicata, si sono aperti gli ombrelloni neri di un ristorante che, indifferente alla crisi e alla storia, inneggia all’oro. In mezzo alla piazza la statua del santo di Assisi svetta con le mani alzate (per paura?), cinque dita che benedicono a destra e tre a sinistra, “cinque e tre otto” l’avevano ribattezzata i milanesi quando ai monumenti di strada facevano ancora...