AUTORI
Rossana Verdier
15.08.2012

Senza bicicletta

La mia storia inizia come tante, con una bicicletta azzurra di nome Nuvola. Due ruote e due rotelline, per esplorare il cortile di casa in compagnia del mio fido tigrotto di peluche, ma senza rischiare di sbucciarmi le ginocchia. Non la usavo spesso, ma sapevo che era lì, era il mio piccolo mezzo di fuga nella fantasia. Quello e i libri. E poi un giorno Nuvola sparì, probabilmente perché era intenzione dei miei insegnarmi ad andare sulle biciclette vere, quelle per i grandi, su cui bisogna stare ben bene in equilibrio.   Peccato che non facessi in tempo a raccogliere le forze per dire «Mi insegni ad andare… ?», che la bicicletta ce l’avevano già rubata. Una, due, tre volte. Finché abbiamo deciso di fare a meno del...