AUTORI
doppiozero
01.10.2011

Impalze’

Dialetto romagnolo (Forlivese). Persona particolarmente stupida. Di Loris Sarti

01.10.2011

Liscia

Parola dialettale del basso veronese, indica tutto il lavoro del bucato: lavaggio con acqua bollente e cenere, risciacquo nei fossi, asciugatura su corde stese sui prati. Si effettuava 2 o 3 volte all’anno.   Giulietta De Paoli

30.09.2011

Funcia

Funcia/ scritta anche spesso Fungia. La parola è un coacervo di significati e usi. Ha origini latine, proviene da Fungi o Fongi e identifica quell'elemento vegetale senza clorofilla, foglie e fiori che nasce e si sviluppa rapidamente su terreni umidi, composto solitamente da un gambo con sopra un cappello, di consistenza morbida e spugnosa. Il fungo appunto. Ma Funcia identifica anche una parte del corpo, la bocca, nella misura in cui la bocca risulti grossa, carnosa, che riprende le linee del muso del maiale (funcia du maiali). Inoltre per Funcia si identifica un'espressione del viso ingrottito o comunque poco elegante, dovuto ad una reazione conseguente a qualcosa detto o sentito. (levati sta funcia ca un successe nenti), Funcia è anche un “rafforzativo...

27.09.2011

S’ciavarel

  Dialetto Romagnolo (Forlivese). Si dice di persona piccola e gracile con atteggiamenti da macho. di Loris Sarti

27.09.2011

Burdarola

  Dialetto del Sannio. Donna che fa solo confusione.

27.09.2011

Maniman

  Dialetto genovese. Vocabolo assolutamente caratteristico e altrettanto assolutamente intraducibile (con vaga approssimazione significa “non si sa mai che…”), è da molti considerato la definitiva incarnazione dell’atteggiamento (detto, per l’appunto “filosofia del maniman”) nei confronti dei casi della vita tipico del genovese: sempre attento al soldo, sempre occupato, in modo quasi paranoico, a “coprirsi le spalle”, a prevedere ogni possibile avversità e a non lasciar nulla al caso, “Perché maniman…”.

27.09.2011

Snament

  Dialetto Romagnolo (Forlivese). Riferito ai bambini indica il loro giocare, rivolto ad adulti può descrivere l' intenzione di tenere un atteggiamento particolarmente scherzoso.   Di Loris Sarti

27.09.2011

doppiozero, una nuova cornice

Quando questo progetto è nato, ormai sette mesi fa, era ancora un’idea, quasi una pagina bianca, e disegnarne la cornice (il layout, dicono i grafici) era un po’ come fare la scenografia senza conoscere bene lo spettacolo. E lo spettacolo, fortunatamente e forse inaspettatamente, è stato molto lungo, è venuta molta gente e dentro quella scenografia, semplicemente, non ci stavamo più.   Quindi abbiamo chiesto alla nostra art director, Paola Lenarduzzi, di pensare ad una struttura in cui stessimo più comodi, in cui si potessero pubblicare più di 100 autori (si, in così tanti hanno contribuito a questo progetto) e distinguere le tante aree che si sono progressivamente delineate, e i temi, le tipologie, gli speciali, le...

16.09.2011

La repubblica dei lettori

Pubblichiamo di seguito alcune riflessioni scaturite dalla “Carta dei Diritti del Lettore”, interessante discussione aperta da Finzioni sul ruolo del lettore.      La Repubblica dei lettori non è solo l’effetto delle nuove tecnologie. Anche prima del web esisteva, come spiega a più riprese nel suo libro  La galassia Gutenberg Marshall McLuhan.   Nonostante quello che si può credere, sia durante il medioevo, quando nacquero le università, sia qualche secolo dopo, quando prese piede la stampa, tra autori, editori e lettori esisteva un feedback molto forte, dato che si trattava in ogni caso di comunità coese, motivate ed esigenti. Lo stesso accadde durante i decenni che precedettero la...

15.09.2011

Mze’ta

  Dialetto Romagnolo (Forlivese) Termine usato ormai solo dai più anziani che si potrebbe tradurre in boccale.   Loris Sarti

15.09.2011

Muccigna

  Nel dialetto marchigiano della costa tale termine sta ad indicare quell’insieme di pesci che il pescatore metteva da parte al suo ritorno per il proprio consumo, ma che spesso veniva venduto dalle mogli degli stessi pescatori sul lungomare, vicino al porto. Si trattava di pesci poveri e non commerciabili per qualità e pezzatura.  Cotti sapientemente in un guazzetto con acqua di mare, aceto e olio d’oliva danno vita ad un gustosissimo piatto della tradizione marinara che racchiude in sé tutto il sapore del mare: il brodetto.   Giovanni Chiarella

15.09.2011

Pittima

  Donna falsa e gatta morta. Dal toscano di nascita, usata nel dialetto ligure, come dimostra il titolo di una bella canzone di De Andrè contenuta nell’album Creuza de mà.   Luca Scarlini

15.09.2011

Barloca

Dialetto romagnolo. Indica una parlantina esagerata, capace di distrarre l’attenzione. Spesso usato per i venditori scaltri. Irene Marri

10.09.2011

Cascèro

È un termine attestato nel dialetto o meglio nella parlata di Ancona, oggi molto raro ma di senso comune fino a una ventina d’anni fa. Viene dall’ebraico kasher, “puro”, cioè conforme ai precetti. Viceversa, cascèro è utilizzato soltanto a proposito di persone e in contesti decisamente antifrastici: infatti dire di qualcuno “cascèro, quello” (alla lettera “pulito, quello”) equivale a sanzionarlo come persona scorretta, inaffidabile, eticamente discutibile o persino spregevole.   Massimo Raffaeli   ** Sciarà, iniziativa promossa in collaborazione con Festivaletteratura di Mantova, sarà presente al Festival con una postazione fissa in piazza delle Erbe in cui i visitatori...

09.09.2011

Machet

Dialetto cremonese. Che uduur de machèt!, si diceva sopraffatti da un fetore umano pungente e inconfondibile di sporco stagionato, misto di sebo e altri umori corporali stantii, di cicche spente e riciclate, che impregna muri e tessuti e aleggia intorno a certi soggetti come un’aura. Proprio di luoghi molto frequentati e poco aerati e di persone o indumenti che non si lavano da tempo.   Toni Fachini e Luciano Robuschi

08.09.2011

Intalliarsi

Intalliarsi, dialetto napoletano. Indugiare, gingillarsi, lasciar passare il tempo senza far niente di rilevante. "Volevo uscire ma mi sono intalliato e ormai s'è fatta ora di cena..." Malgrado non produca alcun risultato utile e decreti il fallimento di innumerevoli programmi, l'intalliarsi è pratica diffusa, rispettata e, sotto sotto, molto apprezzata. 

07.09.2011

Pengio

Pengio (“penç” in friulano: la “ç” si pronuncia come la “c” di “ciao”) corrisponde a: grasso, ma sodo (riferito a persone in carne); fitto (ad esempio la nebbia); pesante, difficile (un compito in classe, ma anche il minestrone di fagioli, possono essere belli pengi).   www.pengio.com è anche un sito dove si possono trovare centinaia di “friulanismi” come questo, di uso comune tra i residenti in Friuli, siano essi o meno friulanofoni!   Stefania Nonino 

06.09.2011

Spresieduto

Spresieduto, italianizzazione da “spresedute", dialetto barese. Di cosa priva di attrattiva, insulsa (anche: “senza prisce”), o di persona cui manchi fascino o sia, anche temporaneamente, carente in entusiasmo (“iosce stogghe presedute”).   Rossella Ferorelli   ** Sciarà, iniziativa promossa in collaborazione con Festivaletteratura di Mantova, sarà presente al Festival con una postazione fissa in piazza delle Erbe in cui i visitatori potranno inserire nuove parole e con un incontro tra Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti e Raffaella De Santis sabato 10 settembre alle ore 17 al Chiostro del Museo Diocesano  **

05.09.2011

Bardasciu (Bardascittu dim.)

Voce del dialetto maceratese, diffuso anche nell'anconetano e in qualche zona del centro Italia, indica il ragazzo. L’etimologia è originariamente dal persiano bardal attraverso l’arabo bardağ che significa schiavo, si sarebbe diffuso da Porto Recanati all'entroterra marchigiano dopo incursioni di pirati arabi. Antonio Prenna

05.09.2011

Susta

Susta, dialetto barese. Sostantivo, italianizzazione da “la suste”. Senzazione di non meglio identificabile seccatura, fastidio generalizzato o nervosismo cosmico ingiustificabile (c' sacce... tenghe la suste! : “non so, ho la susta!”).   Rossella Ferorelli     ** Sciarà, iniziativa promossa in collaborazione con Festivaletteratura di Mantova, sarà presente al Festival con una postazione fissa in piazza delle Erbe in cui i visitatori potranno inserire nuove parole e con un incontro tra Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti e Raffaella De Santis sabato 10 settembre alle ore 17 al Chiostro del Museo Diocesano **

02.09.2011

Freschìn

Una parola intraducibile molto usata nel nord-est è freschìn; si riferisce a quell’odore molto sgradevole che rimane sulle stoviglie che sono venute a contatto con uova crude o pesce e che poi sono state lavate con acqua calda. Si elimina con limone o aceto in acqua fredda.   Lucia Corbolante     ** Sciarà, iniziativa promossa in collaborazione con Festivaletteratura di Mantova, sarà presente al Festival con una postazione fissa in piazza delle Erbe in cui i visitatori potranno inserire nuove parole e con un incontro tra Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti e Raffaella De Santis sabato 10 settembre alle ore 17 al Chiostro del Museo Diocesano  **

01.09.2011

Barosola

  Una parola romagnola che per me ha un suono molto piacevole: barosola. Indica i residui di cibo che rimangono attorno alla bocca, soprattutto quando si mangia con gusto qualcosadi dolce e goloso, come il gelato o la marmellata.“Guarda che barosola che hai” si dice soprattutto ai bambini. Licia Corbolante     ** Sciarà, iniziativa promossa in collaborazione con Festivaletteratura di Mantova, sarà presente al Festival con una postazione fissa in piazza delle Erbe in cui i visitatori potranno inserire nuove parole e con un incontro tra Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti e Raffaella De Santis sabato 10 settembre alle ore 17 al Chiostro del Museo Diocesano  **

23.08.2011

Priscio

Dialetto barese Sostantivo. Può definire il gusto delle cose nuove, ma può essere inteso anche come generale soddisfazione e compiacimento nell'aver fatto qualcosa o ottenuto un risultato, non necessariamente benevolo. Priscioso (da presciùse)è l'oggetto degno di priscio, mentre prisciarsi (da prescià,presciàsse) diventa la voce verbale che popola, naturalmente, infinite occasioni di ironia ("prisciatìnne!", augurio sarcastico da rivolgersi a qualcuno che ha combinato un guaio e ne è anche contento; "sorte de prisce!", commento da indirizzare a chi si entusiasma per vicende o cose del tutto irrilevanti).   Rossella Ferorelli

16.08.2011

Pòppito

Termine del dialetto brindisino, equivalente  a "zoticone", "cafone". Tale epiteto era utilizzato dai cittadini di Brindisi per indicare i  forestieri che provenivano dalle campagne del Basso Salento a cercar fortuna  in città. Per estensione, la parola POPPITO viene attualmente usata in senso  dispregiativo dai Brindisini nei confronti dei Leccesi. (dal latino "Post oppidum" = fuori città, dunque  forestiero)   Pino Romano