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coesione sociale

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La solidarietà di comunità al Sud

Prosegue il percorso di approfondimento sulle Fondazioni di Comunità, enti filantropici che stimolano la cultura del dono locale. Dopo la visione nazionale di Stefano Zamagni, e l'esperienza della Fondazione comunitaria Nord di Milano, diamo una panoramica generale alle realtà meridionali. Abbiamo conversato con Maurilio Assenza, Presidente della neo-nata Fondazione di Comunità Val di Noto, che ci ha delineato gli obbiettivi della più giovane FC di Italia, operante in un territorio complesso come la Regione Sicilia, sottolineando che la solidarietà è possibile, grazie alla speranza e al senso di comunità attiva che partecipa alla vita civile.     Come nasce la Fondazione di Comunità della Val di Noto? Si tratta di un cammino consapevole che conta su persone e soggetti che vogliono e sanno spendersi aldilà delle proprie iniziative, convergendo con convinzione nella costruzione di reti volte al bene comune del territorio. La Fondazione nasce da una “comunità” per la comunità stessa. Non è solo un ente filantropico, ma esprime la convinzione di un territorio che vuole...

Teaching- vs. research-universities

Come si definisce una buona politica industriale? Quali relazioni esistono con le politiche dell’istruzione superiore? E quale credito concedere alle retoriche su “innovazione dirompente” e start up? Sono queste le domande cui Gianfelice Rocca, presidente di Techint e fondatore dell’Istituto clinico Humanitas, già responsabile educativo di Confindustria, si propone di rispondere.   Un’analisi del sistema industriale italiano costituisce la premessa. Sono le industrie a media tecnologia, per Rocca, a meritare riconoscimento e sostegno strategico: la petrolchimica, l’elettrotecnica, la meccanica, l’automobilistica, la medicale, la nautica. Il mito della Silicon Valley (o del “giovane-Steve-Jobs-nel-garage-di-casa”) ci spinge a dimenticare una circostanza fondamentale: sono i settori industriali intermedi a sospingere l’economia italiana. L’Italia è più simile alla Germania che alla California, e può attendersi un maggiore beneficio da innovazioni di tipo incrementale.   I percorsi educativi superiori dovrebbero essere profondamente modificati per venire incontro alle esigenze...

La forza aggregante di una comunità attiva

Segue l’approfondimento sull’argomento delle Fondazioni di Comunità, frutto della collaborazione fra le redazioni de il Giornale delle Fondazioni e Doppiozero. Ascoltiamo le parole di Paola Pessina, Consigliere della Fondazione Comunitaria Nord di Milano, membro della Commissione di Beneficenza di Fondazione Cariplo e in passato Sindaco di Rho, che ci racconta come l’istituzione è nata e lavora nella metropoli lombarda.       Come nasce Fondazione Comunitaria Nord di Milano? Con quali obbiettivi?   Fondazione Comunitaria Nord Milano è una delle ultime nate tra le 15 ad oggi promosse dal progetto di Fondazione Cariplo, partito già nel 1998. Quest’anno compirà 8 anni di vita, e dall’ottobre 2012 ha acquisito anche la qualifica di Onlus. Come le Fondazioni sorelle, ha lo scopo di diffondere la cultura del dono e migliorare la qualità della vita della comunità di riferimento: comunità di hinterland, nello specifico, densamente popolata e non omogenea. E questo spiega il perché della sua nascita relativamente recente: sul piano sociologico, le aree...

Un possibile grande paese

Un grande paese: si presenta così il nuovo libro di Luca Sofri (Rizzoli, pp. 250, € 10), con un titolo netto e positivo. Persino risibile, come egli stesso sottolinea spesso nel libro, perché è un auspicio, più che un dato di fatto. Un augurio.   Dentro, fra le tante cose, fra Obama, Michael Jackson, Baricco, fra la moglie (le cui frequenti citazioni, è bello dirlo, sottendono una amorosa gratitudine), fra amici, esperienze e digressioni sul presente, ci sono due idee di fondo: la collettività e il cambiamento. Ma queste due parole sono troppo piccole per dire tutto.   La prima è il tentativo di dare un nuovo nome, una nuova forma, a quello che troppo spesso chiamiamo semplicemente patria. E che invece contiene qualcosa in più che è l’io. Il passaggio, non detto ma evidente, sta nel fatto che la nuova identità collettiva contemporanea non passa per l’idea di nazione (vacua e incomprensibile) ma per una più lucida forma di empatia fra se stessi e i propri compagni di viaggio. Non passa per l’idea astratta di un’identità totemica (la patria) ma...