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donna

(41 risultati)

Donna in processione, Granada, 1984

  Mantiglie, rosari, merletti, occhi di fuoco.   Le processioni della Semana Santa sono tra gli spettacoli più erotici dell’Andalusia.

Mona Prince. Mi chiamo Rivoluzione

La candidata alle prossime presidenziali egiziane Mona Prince, figura molto discussa, decisamente un’outsider del panorama politico cairota,  ha presentato al Festival Mediterraneo di Scritti Femminili di Rabat (21-23 Marzo 2012) il suo ultimo libro Ismi Tawra – Mi chiamo rivoluzione (2012). Docente di Letteratura inglese e traduttrice, Mona racconta il suo impegno politico, tra scrittura e attivismo, e le sue speranze per il cambiamento democratico in Egitto.     Come mai da scrittrice hai deciso di candidarti alle elezioni presidenziali?   Per cambiare le cose bisogna lavorare sul lungo periodo. So che non diventerò Presidente dell’Egitto, ma il mio impegno attuale serve a ottenere risultati in futuro, magari alle prossime elezioni, tra cinque anni! Attraverso la scrittura [ è autrice di numerosi romanzi, tra i quali So you may see”, in inglese ] ho voluto offrire ai miei lettori una prospettiva diversa e oggi voglio concretizzare questa mia aspirazione. Ma non è la Presidenza che m’interessa, quanto l’essere una candidata! Il mio obiettivo è andare aldilà dei cliché...

Speciale Adolescenza | Delphine e Muriel Coulin. 17 ragazze

Iniziamo dalla fine. Il film delle sorelle Coulin è stato sdoganato, perdonato verrebbe da dire, dall’organo di censura nazionale. La storia è ormai nota: 17 ragazze inizialmente proposto per il divieto ai minori tutti e poi proibito ai soli minori di anni 14 ha, in seguito all’accoglimento del ricorso della Teodora, ottenuto la definitiva liberalizzazione presso i pubblici di ogni età e generazione. Bastasse tale ripensamento a dirimere una questione già tanto controversa (oltre che rumorosa), tutto bene. Il problema è che il polverone, già alzatosi su gran parte dei media nazionali, non pare potersi diradare tanto in fretta. E se, com’è ovvio, qualsivoglia gesto di censura si porta dietro una quantità innumerabile di critiche, polemiche, riflessioni e battaglie ideologiche, arrivando di fatto a veicolare interessi, discussioni e speculazioni appartenenti a diversi e molteplici campi del sapere, quando si agisce nel terreno dell’arte è normale che ogni intervento che lasci il sospetto di operare un controllo o una limitazione, divenga oggetto di pesanti e feroci prese di posizione (contro o...

Donna palestinese, Beirut, 1976

A Beirut nel corso di una delle crisi e dei massacri che hanno insanguinato la città. Questa volta tra cristiani e palestinesi.   Nel cortile dell’ospedale, questa donna aspettava di potere avvicinare il marito, forse morente, che stavano medicando.   Nei teatri delle guerre come delle catastrofi mi è sempre sembrato che quello che meglio raccontava i fatti fossero le facce, le espressioni degli uomini e delle donne che quei fatti, quelle cose che vengono chiamate Storia, li subiscono e basta.   Senza capire, forse, col sentimento, che la sola cosa che stanno vivendo e che si ripete è la loro sconfitta.

A piedi nudi all’università

Nel 1972 Sanjit Bunker Roy ha fondato a Tilonia, in Rajasthan, il Social Work and Research College, che tutti chiamano Barefoot College, l’università dei piedi nudi. La scuola diffonde le tecniche custodite dai medici, dalle ostetriche, dagli architetti e dai botanici dei villaggi più poveri dell’India: saperi cruciali per il futuro economico globale ma che solitamente le università non trasmettono.   Il sistema didattico è fondato sulla responsabilizzazione e sulla partecipazione collettiva, sullo scambio tra gli studenti e sul principio del learning-by-doing. I bambini di Tilonia lavorano di giorno e la sera vanno a scuola, dove imparano a leggere e scrivere, a conoscere i propri diritti e i meccanismi democratici. La comunità provvede da sola ai propri bisogni fondamentali grazie al sistema di vasche per la raccolta dell’acqua piovana e ai pannelli solari, installati da un sacerdote hindu che ha frequentato solo le elementari.   Oggi in India, dal Ladak al Buthan, esistono villaggi interamente alimentati ad energia solare. Gli impianti sono stati installati da persone che hanno studiato a Tilonia. Il...

Le donne di Vasco

Si preannuncia un tutto esaurito a Zocca per la festa di compleanno di Vasco Rossi. Il 2011 è stato un anno intenso per il rocker: canzoni, malanni fisici, polemiche sul web, un’autobiografia. E soprattutto l’annuncio dell’abbandono dei concerti negli stadi che, secondo i media, ha gettato nel panico i fans. In effetti si può scindere il Vasco dalla rockstar? Per lo meno nella prima fase della carriera ne ha incarnato il vitalismo, l’esistenzialità dolente, l’autocombustione. Tuttavia, scorrendo l’ormai vasto repertorio del nostro alla ricerca dell’elemento decisivo che spieghi l’attaccamento transgenerazionale, si nota qualcosa di evidente ma forse un po’ snobbato: sono in gran parte canzoni d’amore. Dunque che modello di donna propone al pubblico femminile e maschile questa fitta galleria?   “È uscita col negro la troia”, cantava Vasco con doppia, formidabile scorrettezza nell’80, aggiungendo, con vocina imitante, che proprio lei, poco prima, gli aveva chiesto: “mi puoi portare a casa questa sera, abito fuori Modena” (Colpa di Alfredo). E lui, ora...

Gerusalemme. Essere donna in Israele

Ho avuto la stupida idea di salire sul pullman Tel Aviv–Ein Gedi alle otto e quindici di un venerdì mattina. Arrivata a Gerusalemme alle dieci sapevo che avrei avuto davanti un’altra ora e mezza di viaggio prima di raggiungere il Mar Morto, dato che era prevista anche una sosta in uno di quei giganteschi pseudo-autogrill disseminati in questi luoghi, disabitati e aridi, di passaggio. E così, dopo la tappa tra i dromedari, mi avvicino all’autista cercando di spiegargli che non vorrei raggiungere subito la città, meta finale di questo tragitto, ma mi piacerebbe piuttosto fermarmi sul mare, in prossimità di una di quelle “nascoste primavere” di cui mi hanno raccontato: oasi di verde e di acqua dolce che interrompono il panorama desertico e disegnato dal sale che caratterizza quest’area.   L’autista mi guarda con un certo sospetto, soprattutto dopo che lo metto a parte del mio progetto di raggiungere la città, dopo il bagno e i fanghi di rito, per visitarla nel pomeriggio, prima di tornare a sera sulla via di casa. Mi chiede se ricordo che è venerdì: lo Shabbat inizia alle tre. Lo...

Donna col bambino, Licata, 1967

  Madonna col bambino. Quante ne abbiamo viste, sin da piccoli, dipinte, in statue lignee, nei libretti di catechismo, nelle chiese, nei santini, nei libri di storia dell’Arte, nei musei. Se fai il fotografo e ti trovi davanti a una madre con il suo bambino in braccio non puoi prescindere dalla memoria di quell’iconografia. Persino quel panno dietro le figure, anche se qui serve soltanto a nascondere una dispensa, mantiene una parentela con i fondi d’oro e i drappi azzurri tempestati di stelle che riempiono la nostra memoria. Ma la fotografia non è la pittura; si coniuga sempre al singolare, non è buona a produrre simboli. È la sua gloria. Questa è quella donna e mamma, per nulla celestiale, magari con un’ombra di baffi, ma così nobile e fiera del suo bambino nella povera casa di Licata.

Laura Pariani. La valle delle donne lupo

La valle delle donne lupo (Einaudi, pp. 242, euro 19,50) è il luogo dove Fenísia C. trascorre quasi tutta la sua vita. L’autrice del romanzo, Laura Pariani, inventa uno spazio labile e brumoso dove i ruscelli scorrono impetuosi, la nebbia rende incerti i contorni delle cose e la terra, come la vita, è dura e difficile.   Fenísia vive ai bordi del cimitero del Paese Piccolo, è la figlia di una famiglia di sotterramorti, suo padre Marziano e suo zio Biâs, come suo nonno e il bisnonno, hanno sempre vissuto e lavorato a ridosso delle tombe. Per lei e la cugina Grisa non c’è niente di strano, imparano presto a giocare e nascondersi fra le lapidi, per loro non vi è differenza tra la vita e la morte.   Ma la donna è anche la custode di un cimitero diverso, invisibile e maledetto: il “prato delle Balenghe”, la terra sconsacrata ai margini di un orrido, dove sono sepolte le donne che si sono ribellate alle regole di un potere patriarcale cieco e ottuso. Il noce che vi cresce rigoglioso è il totem di un cimitero senza croci, l’albero genealogico al femminile che lega in...

Tommaso Campanella / D’Italia

Se per tutto il Rinascimento cospicua è stata la produzione di testi ispirati alla nazione – specie nell’ambito del petrarchismo civile – , nel Seicento, sul versante della poesia, si rinvengono poche occorrenze significative del tema Italia. Tra esse spicca un sonetto di Tommaso Campanella, D’Italia (1622), nel quale torna il topos della personificazione femminile della nazione (La gran donna, ch’a Cesare comparse) e, dello stesso autore della Città del sole, una serie di otto madrigali Agl’italiani, che attendono a poetar con le favole greche, contro la pessima voga per la quale “gli Italiani cantano le bugie de’ Greci, e non le sue veritadi”.     La gran donna, ch’a Cesare comparse sul Rubicon, temendo a sé rovina dall’introdotta gente pellegrina, onde ‘l suo imperio pria crescer apparse,   sta con le membra sue lacere e sparse e co’ crin mozzi, in servitù meschina. Né già si vede per l’onor di Dina Simeone o Levi più vergognarse.   Or, se Gierusalemme a Nazarette non...

Domenico Starnone. L’autobiografia erotica di Aristide Gambìa

Aprendo una pagina a caso del nuovo romanzo di Domenico Starnone, pubblicato da Einaudi (p. 460, E 20), con una copertina di rara eleganza, ci sono buone probabilità di imbattersi in parole oscene, in descrizioni puntuali che disegnano il sesso senza troppe concessioni al linguaggio metaforico o soltanto allusivo. Si tratta dunque di un libro pornografico? No, se per pornografia intendiamo uno scrivere finalizzato unicamente alla produzione di uno stato di eccitazione sessuale attraverso un’esibizione che nulla lascia alla fantasia e all’ambiguità. Ambiguità che è invece la chiave per comprendere questo romanzo, la cui struttura, che crea cornici e confini incerti, permette al racconto di procedere su più binari, architettati ad arte perché gli eventi scorrano paralleli alla loro critica, in uno sdoppiarsi di prospettive e punti di vista che consente la messa a tema, nel testo, delle scelte stesse del romanzo (in primis lessicali).   L’autobiografia erotica di Aristide Gambìa, questo il nome del protagonista, editore di libri scolastici di discreto successo, si propone di raccontare la vita di un uomo...

Il frutto proibito: fico o mela?

Di norma il sottotitolo viene dato ad un libro per chiarirne il contenuto. Nel caso di questo saggio, che esce postumo a cura di Sandro Gerbi, il titolo è chiaro e il sottotitolo è oscuro. Tutti sappiamo, infatti, che per molto tempo il peccato di Adamo ed Eva, origine o frutto del peccato originale che ci condanna tutti alla mortalità, fu considerato un peccato sessuale: concupiscenza, lussuria, fretta nel consumare le nozze, consumazione delle stesse provando piacere anziché indifferenza, e così via, attraverso i secoli.   Quasi nessuno sa, invece, cos’è l’ipotesi di Beverland e Gerbi, con chiarezza e attraverso una vasta carrellata nella storia del pensiero che, come è prevedibile dato l’argomento, ha non di rado momenti piuttosto comici – come quando ad esempio riferisce la spiegazione serissima fornita da uno studioso per dire come mai, consumato l’atto vicino a un melo, i nostri progenitori scelsero invece foglie di fico, rinfrescanti e umettanti, per coprirsi i genitali; o quando, si chiede “dietro quale albero era nascosto il cardinal Caetani per aver visto così bene tutte queste cose” – ci spiega che essa è per l’appunto l’ipotesi che “il frutto proibito di Dio ad...

Tart’vagghie

Dialetto barese. Donna ciarliera, pettegola e maldicente. Viene raffigurata con fisico basso e tarchiato.   Rosanna Saliani

Burdarola

  Dialetto del Sannio. Donna che fa solo confusione.

Michela Marzano. Volevo essere una farfalla

Sono stata a Sarzana al Festival della Mente, prima, e a Milano, alla Feltrinelli di Piazza Duomo, poi, ad assistere alla presentazione del nuovo libro autobiografico di Michela Marzano, Volevo essere una farfalla (Strade Blu, Mondadori 2011).   La quantità di persone presenti e il profondo livello di coinvolgimento e partecipazione in entrambe le occasioni, mi hanno reso inevitabile una riflessione, soprattutto perché sono convinta che per dare ragione di una tale risposta emotiva non sia sufficiente chiamare in causa la storia narrata, certo toccante, drammatica e sfrontatamente sincera, ma sia necessario piuttosto guardare al bisogno sociale cui risponde una tale esposizione, interrogandosi sull’urgenza da cui tale racconto nasce, che non è quella del fare i conti con la propria vita, né soltanto quella del dover affrontare un tema delicato e importante quale l’anoressia. Riflettere su questo significa anche interrogarsi sul ruolo che può avere oggi la scrittura autobiografica in relazione al problema identitario – non tanto della singola identità quanto del come ci poniamo rispetto ai meccanismi di...

Pittima

  Donna falsa e gatta morta. Dal toscano di nascita, usata nel dialetto ligure, come dimostra il titolo di una bella canzone di De Andrè contenuta nell’album Creuza de mà.   Luca Scarlini

Mario Desiati. Ternitti

La narrativa italiana conosce un momento particolare. Sarà per via dell’aumento vertiginoso delle pubblicazioni – romanzi e racconti –, sarà forse per l’arrivo di una nuova generazione di scrittori, nata a metà degli anni Settanta, e anche dopo, ma non passa settimana che non escano libri nuovi, e anche interessanti. Non tutti ovviamente, anche perché l’attuale ritmo editoriale, imposto dalle leggi del marketing, sollecita anche gli scrittori già affermati – quelli della generazione degli anni Sessanta – a pubblicare un libro ogni anno, o quasi, non sempre con risultati soddisfacenti. In questa massa di opere come orientarsi? Quali libri leggere? Quali no? Chi consiglia a chi? Tutti interrogativi cui vale la pena di rispondere. Come? Provando ad affidare il compito di leggere e recensire i libri ad una nuova generazioni di lettori, e soprattutto di lettrici – sono le donne a leggere più libri di narrativa, o più libri in generale, rispetto agli uomini. Ecco allora che inizia con questo primo articolo una “rubrica” di recensioni scritte da persone che debuttano in quest...