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Estetica della modernità / Stile Olivetti

Non si smette di parlare di Olivetti. Libri, mostre, le palinodie di Carlo De Benedetti che non si rassegna a passare alla storia come il cattivo che ha cancellato quello che oggi appare un sogno: un modello di impresa che pratica la responsabilità sociale, che inventa uno stile italiano diffuso in tutto il mondo, che innova, con un po’ di fortuna, la tecnologia delle macchine da ufficio e approda all’elettronica. Continuano anche a circolare leggende, più volte smentite, sulla sua fine, ma è bene piuttosto concentrarsi sui libri usciti negli ultimi mesi. In particolare quelli di Elena Tinacci, Mia memore et devota gratitudine. Carlo Scarpa e Olivetti, 1956-1978 (Edizioni di Comunità) e di Caterina Toschi, L’idioma Olivetti 1952-1979 (NYU Florence-Quodlibet). Entrambi i libri raccontano i tre decenni in cui si raggiunge l’apogeo dell’azienda di Ivrea (Adriano Olivetti muore nel 1960) e il suo lento declino, pieno però di momenti e di occasioni memorabili. Il cuore dei due libri tocca la creazione di uno ‘Stile Olivetti’, un’estetica della modernità che non smarrisce il filo della tradizione.     La Tinacci, ricostruendo il rapporto tra Olivetti e Carlo Scarpa, mette in...

Alessandra Sarchi. Violazione

Violazione, il primo romanzo di Alessandra Sarchi (Einaudi, 271 pp., 18€), si apre con un capitolo chiamato “Il mondo”, che presenta due dei personaggi, Primo e Jon, a partire dal momento aurorale del risveglio, in cui l’intero mondo del soggetto si ricostruisce pian piano, nonostante la resistenza di chi dorme e vorrebbe indugiare in quel limbo dove la vita è ancora senza nome. Sia Primo che Jon si chiedono “Chi sono?” e cercano di articolare i propri nomi, anche se sulle prime faticano a sentire in essi un senso, una storia.   Poi gradualmente emerge la coscienza, i due mondi si popolano di oggetti e ricordi che ci dicono come queste vite abbiano dato forma a due personalità molto diverse e destinate, nel corso della storia, a diventare antagoniste. La mente di Primo Draghi, imprenditore edile bolognese, è irrigidita su un unico stile di pensiero, imperniato su una superficialità utilitaristica e calcolatrice: il suo è un mondo costellato di obiettivi a breve termine fatti di facili guadagni ottenuti grazie alla rimozione lecita o illecita di qualsiasi ostacolo. Jon, un giovanissimo moldavo ospitato...