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lavoro culturale

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… e oltre / Sostegno al lavoro culturale durante Covid-19

Mai come in questi giorni ci stiamo rendendo conto di quanto le nostre vite siano legate a doppio filo al mondo dell’arte e della cultura: quanta musica in più stiamo ascoltando, quanti libri in più leggendo o quanti film in più vedendo? Giornali e riviste stanno registrando numeri sorprendenti: Doppiozero ha toccato gli 89.000 lettori il 9 marzo, proprio il giorno in cui Mariangela Gualtieri ci ha fatto dono di una meravigliosa poesia. Le iniziative di tour virtuali gratuiti nei musei sono molto diffuse e hanno risultati strepitosi; la Pinacoteca di Brera, uno dei primi musei a promuovere la sua attività digitale durante la crisi ha raggiunto picchi di un milione di visitatori; in questi giorni, i prestiti di libri digitali presso le biblioteche sono più che raddoppiati.    L’altra faccia della medaglia, però, ci rivela un quadro molto meno roseo: se alcuni consumi culturali sembrano aumentare, i settori culturali rischiano complessivamente di uscire stremati dal’attuale crisi sanitaria. La totalità degli eventi artistici e culturali live è stata annullata o, quando va bene, riprogrammata; le nuove produzioni cinematografiche e televisive sospese. Inoltre, gli stessi...

Dai tombini di Torino

Un nuovo segnale è stato recentemente emesso dalla galassia Senzanome, raccolto e ritrasmesso dalle edizioni Alegre di Roma che così inaugura la collana Quinto tipo, diretta da Wu Ming 1 e dedicata agli «oggetti narrativi non identificati». Si tratta di libri che erodendo le cornici retoriche codificate e ibridando le tipologie testuali svolgono attività di guerrilla comunicativa e invitano a rileggere obliquamente il nostro mondo: lo stesso che abuso di comunicazione di massa, ronzio di fondo da socialnetwork e inquinamento narrativo diffuso rendono difficile da vivere, decodificare, amare.   Non ci potrebbe essere esordio più felice. Diario di zona raccoglie scritture inizialmente destinate da Luigi Chiarella al suo blog, da cui il nome Yamunin con cui lo si può anche incontrare su Twitter, ecosistema che abita con sagacia. Si tranquillizzi il lettore-critico che diffida di scritti che, nati in rete, trovino ospitalità sulla carta; il libro è quanto di più di più lontano ci sia dall’escamotage editoriale astuto. È la cartografia di una crisi personale innanzitutto, di quelle che...

La festa del non lavoro

Nel discorso d’insediamento alla sua seconda presidenza della Repubblica, Giorgio Napolitano ha riportato ex imo cordis all’attenzione pubblica il tema della disoccupazione generazionale, invitando a «comportamenti collettivi di maggior responsabilità». Mi ha colpito l’uso dell’aggettivo, che pareva  oramai un reperto vintage buono per liceali okkupanti e  femministe redivive. Poi mi torna in mente Dante, il canto XIV del Purgatorio, in cui l’ “invidioso” Guido del Duca si chiede retoricamente ragione dell’affannosa e tranciante rincorsa dei beni materiali da parte dei viventi, utilizzando la formula sibillina del «consorte divieto». Più avanti toccherà a Virgilio scioglierne il senso, spiegando come l’invidia degli uomini scaturisca dal perseguire il loro desiderio proprio quei beni la compartecipazione ai quali ne diminuisce l’entità: «dove per compagnia parte si scema».    Altro che collettivo: è l’invidia, caro presidente, a segnare i rapporti intra e intergenerazionali, in un momento storico in cui un’esigua...