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Lo stato della città

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Il debutto di Andrea Bottalico / Il fuoco a mare

Negli anni Cinquanta, quando ancora era forte l'urgenza di dire, di testimoniare il presente e il passato prossimo, ci fu una collana editoriale, "I Gettoni" di Einaudi, che assolse più di tutti questo compito. Elio Vittorini battezzò grandi scrittori che poi fecero carriere anche molte diverse come Lucentini, Fenoglio, Lalla Romano, Anna Maria Ortese, Testori, Ottieri e altri nomi, alcuni dei quali oggi sepolti nell'oblio. Mi sono venuti in mente "I Gettoni" leggendo Il fuoco a mare (Monitor, p.216 15 euro), debutto di Andrea Bottalico, un Gettone dei nostri tempi, volume passato tra le mani di editori importanti e poi tornato al punto di partenza: la redazione di Napoli Monitor in uno scantinato dei Quartieri spagnoli.   Pur essendo meritevolissima, l'attività di Napoli Monitor (qui abbiamo segnalato il volume collettivo, Lo stato della città), il libro avrebbe meritato una sorte diversa, perché è bello e importante. Racconta di Castellammare di Stabia, ultima città del Golfo di Napoli prima della Costiera Amalfitana. "La grande metropoli a stento s'intravedeva, la sua eco chiassosa non arrivava fin qui. Napoli era finita da una trentina di chilometri, ma era come se non...

Come cambia la lingua / Il rap e il napoletano

È uscito in questi giorni Lo stato della città (a cura di Luca Rossomando, Monitor edizioni). Un profilo dell’area metropolitana di Napoli che abbraccia tutti gli ambiti, dall’urbanistica all’ambiente, dall’economia al lavoro, dalle politiche sociali e sanitarie fino alla produzione culturale. Un  volume di 536 pagine, con 86 articoli, saggi, storie di vita, grafici e tabelle con i dati più aggiornati. Un libro collettivo – firmato da 68 autori – che si propone come supporto denso e affidabile per una discussione sulla città finalmente al riparo da stereotipi e semplificazioni.  Il testo che segue – una riflessione sull’uso e le trasformazioni recenti della lingua napoletana – è un estratto dell’articolo che apre la sezione dal titolo “La città immaginata”, dove si prendono in esame le ultime rappresentazioni della città offerte da cinema, televisione, teatro, musica e letteratura.     Mai possibile che per avanzare debba inevitabilmente morire qualcuno?  Me lo chiedevo osservando gli schizzi di sangue dei moscerini schiacciati sul parabrezza del bus che a centocinquanta all’ora, su una deserta autostrada del sole, mi scarrozzava da sud a nord, qualche...