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Rivolte studentesche e democrazia

Ormai più di vent’anni fa in Italia ci fu un movimento studentesco oggi quasi dimenticato. Lo chiamavano “La pantera”, perché in quei giorni si parlava molto di una pantera avvistata fra le strade di Roma che non si faceva prendere. Tutto era cominciato a Palermo: da lì, la pantera aveva occupato le università e le piazze di tutta Italia, svegliando con un soprassalto di consapevolezza centinaia di migliaia di ragazzi imbambolati dagli anni Ottanta.     Io ero al primo anno di Lettere a Firenze, e ricordo bene il momento in cui nel chiostro di piazza Brunelleschi, durante un’assemblea di ateneo particolarmente affollata, tutte le mani si alzarono per votare l’occupazione; poi venne il blocco delle lezioni e degli esami, l’assemblea permanente in aula B, i fax a ritmo continuo, l’epidemia delle facoltà che occupavano giorno dopo giorno: architettura, agraria, fisica (giurisprudenza per ultima, chissà perché). Su un tavolo all’ingresso c’era uno scatolone con sopra scritto “Tu chiamale se vuoi, le mozioni”: chiunque poteva inserire la propria...

Gli ultimi raid giovanili tra politica, stadio e rete

L’efficacia spettacolare della forma raid ed il dispositivo pedagogico che dispiega sono probabilmente gli aspetti vincenti che ne perpetuano la narrazione. Lotman svolge una calzante analisi del testo ad intreccio e dei suoi personaggi che può essere utile per capire la forza attrattiva del raid, tanto verso chi l’ha messo in atto nella realtà nelle guerre di tutti i tempi, tanto verso chi l’ha raccontato. Il testo a intreccio, scrive il semiologo russo, “è costruito su quello senza intreccio come sua negazione”. Mantiene cioè la divisione del mondo in due parti separate da una linea insuperabile per tutti i personaggi, ma ne introduce uno o più che possono infrangere il divieto. Tali personaggi mobili – Enea o Dante che scendono nel regno dei morti, Romeo e Giulietta che superano l’interdetto tra i rispettivi casati etc. – hanno facoltà di varcare il limite. “Il movimento dell’intreccio, cioè l’avvenimento”, per noi il raid, è appunto “il superamento del limite proibito dalla struttura senza intreccio” ad opera del personaggio eccezionale...