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parresìa

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Lubitz, Breivik, Mohamed Lahouij Bouhlel / La strage di Nizza e l'età psicotica

Siamo in epoca psicotica, non è la prima e non sarà l'ultima, nessuna apocalisse. Cos'è un'epoca psicotica? Come insegna Paul-Claude Racamier (1924-1996), la psicosi – tra gli altri sintomi familiari - è la negazione di qualsiasi tipo di conflitto. Nei sistemi psicotici “conflitto”, per definizione, significa “distruzione”. Bisogna far sempre finta che tutto vada bene. Nei momenti in cui il conflitto “si mostra” - come direbbe Wittgenstein - si mostra in termini distruttivi, unica sua possibilità, giacché il resto deve essere “dialogo”. Sintassi dei sistemi psicotici.   Non è questo ciò che i politici chiamano totalitarismo? Sembra che i sistemi psicotici e il totalitarismo siano un unico soggetto visto da dentro e da fuori. Quando, di fronte a un conflitto, anziché aprire una discussione, ci si rivolge a un'istanza superiore, preposta, nella mente di chi lo fa, ad annientare la parte “altra” del conflitto, allora siamo ai capi scala della Germania Democratica, alla buca delle delazioni. Questo soggetto collettivo esiste e non è quel soggetto collettivo romantico che libererà l'umanità da ogni male. È narcisista e sadico. Però, questo soggetto, non è struttura patologica...

La storia segreta di un personaggio singolare / Luther Blissett è vivo

Luther Blissett non è un’avanguardia artistica o politica. Ha fatto appello al desiderio di una vita singolare. Di solito l’avanguardia si mette alla testa delle masse, fonda partiti e misura la vita con un goniometro: qui c’è la sinistra, dall’altra parte c’è la destra. E finisce con il vestire l’abito del profeta del nulla. Luther Blissett non ha mai creduto alle parole e ai profeti. Non ha mai atteso l’Evento, ha fatto la parodia degli eventi. Il suo non era disincanto, ma l’evocazione di una cospirazione diffusa che sollecitava i miscredenti a credere almeno in una vita. Quella di tutti, quindi anche la propria. SeppukuLo racconta lui stesso – o meglio, la sua manifestazione romana – quindici anni dopo il “seppuku” realizzato poche ore prima dell’inizio del secondo millennio. Il suicidio era stato programmato nel 1994 quando a Bologna il primo nucleo del nome multiplo decise che il quinquennio successivo sarebbe stato dedicato alla “guerra psichica”. Lo fu anche per il nodo romano che ha prodotto un libro amaro, esilarante, duro con se stesso, i prossimi, i venturi e l’epoca arida. Si racconta il Luther Blissett Project a Roma 1994-1999 (Raveup Books). La testa del...

Poesia in forma di rosa

Poesia in forma di rosa Ho sbagliato tutto. Sbagliava, spaurito al microfono, con la prepotente incertezza del brutto,   dei soave poeta, quel mio omonimo, che ancora ha il mio nome. Si chiamava Egoismo, Passione.   Sbagliava, con la sua balbettante bravura, rispondendo a domande di amici o fascisti, Maciste magretto della letteratura.   Interlocutori di Teramo o Salerno, di Conselice, o Frosinone o Genova, quello là, che aveva tanta ragione,   sbagliava tutto.   Sceso giù da Parigi – una primavera uguale in tutta Europa, mestruo di fango e sole febbrile,   o che sui campi (ruggini con viola di prugna velato, e ovali verdi, con in fondo l’ombra della foresta romanza...   Watteau, Renoir – salnitri sotto lo strato di verde, barbarico) il sole di quella primavera spargesse prepotente dolore,   o su questi campi: ai piedi di pale d’altare, rosso apenninico e casupole di sottoproletariato latino –   ... io ho sbagliato tutto. Ah, sistema di segni escogitato ridendo, con Leonetti e Calvino,   nella solita sosta, nel Nord. Segni per sordomuti, con...