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speculazione

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The Big Short, sipario sul sogno americano

Lo sguardo di Jared Vennett, investitore per Deutsche Bank, è sveglio e ammiccante. Il ruolo di narratore interno, deputato a rompere la quarta parete, gli sta a pennello; eppure è proprio Vennett a mettere subito le cose in chiaro, durante i primi minuti de La grande scommessa: non è un eroe, nemmeno un antieroe, è solo uno che racconta i fatti nudi e crudi. Il personaggio, interpretato da un Ryan Gosling pesantemente truccato, è già a una notevole distanza dal Jordan Belfort di The Wolf of Wall Street. Non ammalia, non incanta, non fa desiderare di essere come lui. Addirittura, ci spiffera il finale della storia, una storia che già conosciamo.   Dovrebbe essere tutto ben noto, stiamo parlando della crisi dei mutui subprime del 2008, ma il film diretto da Adam McKay tratta lo spettatore da completo ignorante, non dando quasi nulla per scontato. La scelta è corretta, perché sono passati meno di dieci anni e quasi nessuno ne parla più. Sono quindi frequenti le interruzioni del racconto, soprattutto durante la prima ora, per spiegare alcuni concetti fondamentali del mercato finanziario, interventi affidati...

New town, retoriche e abbandoni

Sono passati dieci anni dalla frana di Cavallerizzo, il piccolo centro calabro-albanese, in provincia di Cosenza, scivolato via nella notte tra il 6 e il 7 marzo del 2005. Una catastrofe prevedibile, e prevista, che ha messo in fuga e frammentato una comunità. La Protezione Civile diretta, allora, da Guido Bertolaso, adottò Cavallerizzo come laboratorio per mettere a punto il proprio “metodo ricostruttivo”, già sperimentato a San Giuliano e poi, anni dopo, consolidato a L’Aquila. Oggi Cavallerizzo è una new town: guarda, come in uno specchio, l’antico borgo abbandonato. Tutti gli sfollati hanno avuto una casa, sono al sicuro, ma molti di loro sono andati via, scegliendo di non trasferirsi in paese che non sentono proprio, che non assomiglia a quello che hanno perduto e che, dal 2013, il Consiglio di Stato ha dichiarato abusivo. Ho seguito, osservato, studiato la vicenda di Cavallerizzo sin da quella notte. Questo è il breve racconto di questi dieci anni, la storia dolente delle persone e della vita di un luogo che è uscito da sé.   Cavallerizzo vecchia vista dal nuovo abitato. Aprile 2013   Il...

Le città fallite

«Roma ha accumulato 22 miliardi di euro di deficit ed è una città praticamente fallita. Alessandria è stata dichiarata in default per un debito di 200 milioni. Parma ha un buco di bilancio di 850 milioni. Napoli è in stato di pre-dissesto. L’Aquila è ancora un cumulo di macerie, perché la ricostruzione non ha finanziamenti adeguati. Sono 180 i comuni italiani commissariati per fallimento economico». Basta un breve elenco per afferrare il perché del titolo dell’ultimo libro di Paolo Berdini, urbanista, ingegnere e scrittore, da tempo impegnato contro il consumo del suolo italiano, autore de Le città fallite, edito da Donzelli (2014).   «Le città, purtroppo e per fortuna, non sono equazioni matematiche, dove è sufficiente far quadrare una formula per risanare i bilanci. Le città sono, prima di tutto, luoghi ed esistenze». Così, attraverso un’accurata parabola storica, Berdini ricostruisce l'involuzione delle metropoli italiane, dall'avvento di Tangentopoli al recente Sblocca Italia fino allo scempio delle grandi opere contemporanee, raccontando...

Bolle, bachi e pesci rossi

Era il 1999, stavo terminando la stesura di Chi non legge questo libro è un imbecille. L'intelligenza artificiale si sviluppava e diffondeva con crescente rapidità. Non era difficile prevedere due effetti collaterali. In primo luogo, poiché sappiamo che il computer è un cretino molto specializzato, il rapido incremento della stupidità artificiale. In secondo luogo, un parallelo incremento di tutte le forme di idiozia generate dalla fallace interazione tra esseri umani e macchine pensanti.   In quella fine millennio, stava per esplodere la “Dot-com Bubble”, la grande bolla di internet. Gli indici di borsa di tutto il mondo salivano da tempo, impennandosi, a partire dal NASDAQ, l'indice delle aziende tecnologiche, anche se le start-up attive in rete fatturavano pochi dollari e registravano a bilancio perdite colossali ogni anno. Ma c'era qualcosa nell'aria, lo sapevamo: i computer e la rete rappresentavano il futuro, sfondavano una nuova frontiera che si apriva su un Far West infinito e virtuale da colonizzare. Scommettere sul settore appariva dunque una scelta perfettamente razionale, come investire nelle...

Palermo delle meraviglie

A Palermo ci si può arrivare per terra, se non si considera il breve tragitto sul traghetto attraverso lo stretto, oppure per mare o con l’aereo. Importante è comunque arrivarci. Che io ci sia capitata nel mese di maggio è puramente casuale. Una visita improvvisa di qualche giorno in una stagione ideale, col tempo che si schiude, le giornate col sole che accarezza e riscalda senza accanirsi.   Ogni viaggio comincia molto prima di approdare alla meta prescelta, anche per me è stato così, ma questo resoconto si limita ad alcune delle impressioni vissute nella città, altrimenti non basterebbe un romanzo. Sono partita senza un programma preciso, solo qualche indicazione ricevuta da chi conosceva la città, una lista alla rinfusa di siti da vedere e la stanza prenotata in un B&B nel centro.   La Vucciria con la sua movida notturna, che a Palermo ha un altro sentore però, perché c’è sempre qualcosa di antico quasi atavico nelle manifestazioni di vita della città, è stata la prima ad accogliermi, la sera dell’arrivo. Oltre alle altre impressioni, ascoltare in un locale...

Le belle e le bestie: Zucchi e Ligresti

Al giorno d’oggi l’architettura è diventata oggetto dell’interesse di molte persone. Non che negli ultimi tempi sia considerevolmente aumentato il numero degli appassionati o degli esperti. Piuttosto è cresciuta la nostra attenzione nei confronti dell’ambiente in cui viviamo. E con sempre maggiore frequenza il nostro habitat “naturale” è l’ambiente urbano, costituito essenzialmente di edifici.   Gli edifici che ci circondano nella maggior parte dei casi ci lasciano indifferenti; in qualche occasione riescono a entusiasmarci; in molte altre hanno la capacità di ferire la nostra sensibilità. Con una forza che solo l’architettura – in quanto “arte” sociale e spaziale – possiede, essa è in grado di comunicarci un senso di esaltazione e di pienezza, ma anche di disturbarci, se non addirittura di urtarci letteralmente, di rovinarci la vita. Se alla prima categoria di edifici appartengono rari ma preziosi splendori, la seconda è invece pullulante di insopportabili orrori.   Al di là di ciò ch’è immediatamente intuibile,...

Madrid, 15-M

  La Puerta del Sol è una piccola piazza, una piazza manchega, da capoluogo di provincia, che ha sempre respinto ogni tentativo di farla diventare uno spazio alberato di grande respiro, da città capitale. La pioggia e il caldo secco di Castiglia cadono a piombo su Puerta del Sol. Gli autobus, la metropolitana, il nuovo accesso ai treni regionali, la zona commerciale più popolare di Madrid, il contrasto con le persone che quotidianamente vi rimangono ferme per ore, come statue, a chiedere l’elemosina, o per starsene a dormire ricoperte da cartoni, tutto la rende, malgrado la sua storicità, uno dei nonluoghi di Marc Augé.   Comunque sia, da ragazzini il primo appuntamento fuori dal proprio quartiere lo si prende sempre a Puerta del Sol: il punto da cui partire per un cinema della vicina Gran Vía, o per comprare il primo paio di scarpe senza la presenza di mamma o papà. “Ci vediamo all’angolo della Mallorquina”, la vecchia pasticcieria. Lo abbiamo fatto tutti a Madrid, poco prima si scoprire, negli anni della lotta, quando era ormai vicina la morte di Franco, che la polizia franchista ci...

Expo, -1407

“… il tempo passa, e le stagioni cambiano. E forse – auspicabilmente – passeranno e cambieranno anche questi”. Non sono ancora passati tre mesi, e i tempi sono cambiati. Sarebbe stato difficile pronosticare, all’inizio di aprile – pur con tutto l’ottimismo dettato dalla passione – la netta affermazione elettorale di Giuliano Pisapia. Ora l’Expo promette di trasformarsi, da occasione potenzialmente “sprecata” prima ancora d’incominciare, in occasione da sfruttare in tutte le sue potenzialità. Una grande occasione. Certo, il Comune di Milano non è l’unico attore presente sul “palco” di Rho-Pero, e Roberto Formigoni e Giuseppe Sala (anche una volta uscita di scena Letizia Moratti) continuano a recitare una parte importante. Inoltre le tentazioni speculative sono sempre dietro l’angolo; ed è fin troppo facile immaginare non soltanto gli appetiti, ma anche le maniere per esaudirli. Ciò nonostante, rimane una grande occasione. Come riuscire a centrarla? Inutile dispensare consigli in proposito. Pisapia e la sua giunta sapranno senz’altro...